The Beckett Wrestling Society
#32
by
Alessandro Saracca
“WRESTLING
BABYLON”
Irvin Muchnick
2007, Inglese
*****
Portare un
cognome come quello di Muchnick, se da un lato è chiaro segno di una vita
passata a stretto contatto con il wrestling, dall’altro può risultare abbastanza
pesante.
Nipote infatti di Sam Muchnick, storico promoter dell’area di St. Louis, Irvin
nasce, cresce e respira wrestling ventiquattrore su ventiquattro fin dalla
tenera infanzia. E pur preferendo, con il passare egli anni, rimanere mero
spettatore esterno di questa famelica disciplina, si trova ben presto a dover
fare i conti con il mondo che lo circonda, fatto di sfarzi e di sogni di gloria
ma anche di lati oscuri e di tragedie che si preferirebbe non dover mai
raccontare.
Alla fine Irvin sceglie la strada del giornalismo, ma come se una maledizione
gli stesse sempre con il fiato sul collo si trova a dover fare costantemente i
conti con quel business dal quale si era allontanato, visto che nel corso della
propria carriera più e più volte, sia per quotidiani che per riviste di caratura
nazionale, si troverà a dover raccontare e studiare alcuni fatti che nel bene e
nel male hanno segnato la storia di questa disciplina.
Da qui nasce questo “Wrestling Babylon”, che altro non è se non una raccolta
degli scritti più interessanti di Muchnick, raccolti durante l’arco di tutta una
carriera, atti a studiare e a portare a galla alcuni dei lati più oscuri e
spesso celati del business.
E ce n’è veramente per tutti, sia che si tratti di Vince e della famiglia
McMahon sia che si tratti dei Von Erich, sia che si tratti del famoso caso di
presunto omicidio che vide coinvolto “Superfly” Jimmy Snuka sia che si tratti di
Hulk Hogan e del purtroppo sempre presente problema degli steroidi.
E se era facile - scelta questa come tematica – correre il rischio di cadere nel
già sentito se non addirittura nel genere scandalistico, va detto che il confine
che Muchnick traccia tra se e gli eventi accaduti è tale da consentirgli, e
conseguentemente al lettore, di potersi muovere tra ricordi e notizie a volte
sospettosamente frammentarie rimanendo lucido e distaccato, senza mai
abbandonarsi a facili retoriche ma anzi riuscendo nell’impresa di porre sotto
gli occhi del lettore i fatti per come sono, lasciando poi ad altri il compito
di giudicare.
Scritto con toni rapidi e decisi, a volte persino esagerati, che magari meglio
si adatterebbero ad una rivista che non ad un libro vero e proprio, Wrestling
Babylon risulta essere un prodotto interessante ma che non riesce a centrare
appieno l’obbiettivo. Sia per la scarsità delle pagine (circa centocinquanta,
davvero poche rispetto all’argomento trattato…), sia perché molte date e molte
circostanze appaiono spesso confuse, l’idea generale che se ne ricava è quella
di un’ottima idea, purtroppo però non sfruttata appieno.
Se quindi avete voglia di stuzzicare la vostra curiosità a riguardo di alcuni
dei lati più “oscuri” di questo business, allora Wrestling Babylon (unito ad
altre letture, però…)potrebbe fare al caso vostro. Se invece sono risposte
quelle che andate cercando, allora è meglio indirizzare altrove i propri
interessi.
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