Uno ottimus testus per die

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TheKingEdoardo
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Uno ottimus testus per die

Messaggio da TheKingEdoardo » 30/01/2019, 11:03

Così Dio Onnipotente mi ha dichiarato in sonno, di condividere con Vostra Signoria uno testo di alta cultura ogni die de lo anno MMXIX.
Non tengo dubbio che la plebe apprezzerà la mia condivisione di culturalis.
Lo primo die, ecco per voi lo Carme 16 de lo Simpatico Catullo, lo nome del componimento è " Ad Aurelio Ed Furio"

«Io ve lo ficcherò su per il culo e poi in bocca,
Aurelio succhiacazzi e Furio fregna sfondata,
che pei miei versetti pensate, sol perché
son teneri e gentili, ch’io sia poco pudico e virtuoso.

Giacché è appropriato per un poeta onesto esser casto
con se stesso, ma nulla è dovuto dai suoi versetti;
i quali hanno ora e per sempre arguzia e grazia,
quando son tenerelli e un poco spudorati,
e riescono a risvegliar un certo pruriginoso desiderio,
non dico nei fanciulli, ma in quei vecchi pelosi
incapaci ormai d’inarcar la schiena rattrappita.
Voi, che avete letto de’ miei innumerevoli baci,
pensate forse ch’io sia uomo perverso e poco virile?
Credetemi, ve lo ficcherò su per il culo e poi in bocca».



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Baboden
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Re: Uno ottimus testus per die

Messaggio da Baboden » 30/01/2019, 13:43

Non faresti ridere neanche dopo 3 cocci di erba buona.

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TheKingEdoardo
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Re: Uno ottimus testus per die

Messaggio da TheKingEdoardo » 30/01/2019, 13:49

Baboden ha scritto:Non faresti ridere neanche dopo 3 cocci di erba buona.
Nobil uomo, la mia intenzione non è quella di generare ilarità, bensì maxima cultura.
Sia inoltre chiarissimo: l'erba del re è sempre più verde!

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Re: Uno ottimus testus per die

Messaggio da Saimas » 30/01/2019, 14:07

Mi prudono le mani sulla tastiera

Moxicity
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Re: Uno ottimus testus per die

Messaggio da Moxicity » 30/01/2019, 14:14

Finalmente un po’ di cultura in questo forum di plebei.

Lunga vita al sire

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Re: Uno ottimus testus per die

Messaggio da Mystogan » 30/01/2019, 15:11

Baboden ha scritto:Non faresti ridere neanche dopo 3 cocci di erba buona.
Grazie.

Un po' mi spiace perché prima che diventasse vittima della gimmick non mi dispiaceva, adesso che ha iniziato a Italianizzare qualsiasi cosa é diventato pesantissimo.

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TheKingEdoardo
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Re: Uno ottimus testus per die

Messaggio da TheKingEdoardo » 30/01/2019, 15:16

Mystogan ha scritto: Grazie.

Un po' mi spiace perché prima che diventasse vittima della gimmick non mi dispiaceva, adesso che ha iniziato a Italianizzare qualsiasi cosa é diventato pesantissimo.
Effettivamente avete ragione, manterró le proposte culturali ma questi toni si sposano anche male con il forum, mi scuso ma ogni sovrano deve provare diversi metodi per soddisfare il Regno e non tutti funzionano allo stesso modo.
Per scusarmi, uno spoiler per il testo di domani: il Sommo Dante.

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Re: Uno ottimus testus per die

Messaggio da Two-headed Boy » 30/01/2019, 16:15

Ciao Ankie.

LukeIsWrestling
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Re: Uno ottimus testus per die

Messaggio da LukeIsWrestling » 30/01/2019, 16:47

Two-headed Boy ha scritto:Ciao Ankie.
:sorridente:

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Re: Uno ottimus testus per die

Messaggio da Colt877 » 30/01/2019, 16:54

TheKingEdoardo ha scritto:Così Dio Onnipotente mi ha dichiarato in sonno, di condividere con Vostra Signoria uno testo di alta cultura ogni die de lo anno MMXIX.
Non tengo dubbio che la plebe apprezzerà la mia condivisione di culturalis.
Lo primo die, ecco per voi lo Carme 16 de lo Simpatico Catullo, lo nome del componimento è " Ad Aurelio Ed Furio"

«Io ve lo ficcherò su per il culo e poi in bocca,
Aurelio succhiacazzi e Furio fregna sfondata,
che pei miei versetti pensate, sol perché
son teneri e gentili, ch’io sia poco pudico e virtuoso.

Giacché è appropriato per un poeta onesto esser casto
con se stesso, ma nulla è dovuto dai suoi versetti;
i quali hanno ora e per sempre arguzia e grazia,
quando son tenerelli e un poco spudorati,
e riescono a risvegliar un certo pruriginoso desiderio,
non dico nei fanciulli, ma in quei vecchi pelosi
incapaci ormai d’inarcar la schiena rattrappita.
Voi, che avete letto de’ miei innumerevoli baci,
pensate forse ch’io sia uomo perverso e poco virile?
Credetemi, ve lo ficcherò su per il culo e poi in bocca».
Gran bella scelta quella di un Carme di Catullo(per di più uno dei più critici nei confronti dei Mores Maiorum) per incominciare un concept che potrebbe regalarci delle perle. Evitando di dilungarmi sul Poeta, molto meglio questo Carme rispetto a quelli canonici su Lesbia che vengono fatti studiare a scuola e che poi sono l'unico motivo per cui la maggior parte delle persone conosce il Poeta.
Mi sento, nel massimo rispetto della sua autorità Regale, di fare una piccola proposta per il futuro. I componimenti latini, qualora ne verranno proposti altri, sarebbe bello se venissero accompagnati anche dalla versione originale.

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Re: Uno ottimus testus per die

Messaggio da TheKingEdoardo » 30/01/2019, 17:03

Colt877 ha scritto: Gran bella scelta quella di un Carme di Catullo(per di più uno dei più critici nei confronti dei Mores Maiorum) per incominciare un concept che potrebbe regalarci delle perle. Evitando di dilungarmi sul Poeta, molto meglio questo Carme rispetto a quelli canonici su Lesbia che vengono fatti studiare a scuola e che poi sono l'unico motivo per cui la maggior parte delle persone conosce il Poeta.
Mi sento, nel massimo rispetto della sua autorità Regale, di fare una piccola proposta per il futuro. I componimenti latini, qualora ne verranno proposti altri, sarebbe bello se venissero accompagnati anche dalla versione originale.
Chiarissimo Colt,
osservazione degna di lode. I carmi su Lesbia sono in mio parere assai pregevoli anche essi, ma il Re ha sempre avuto un debole per cotesti componimenti goliardici et spassosi.
Il suo consiglio inerente l'inclusione dello testo in lingua originale è giustissima, seguiró lo suo consiglio nelle successive presentazioni di componimenti.
Viva il Re, viva la cultura, e viva Ankie.

DEUS VULT!

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Re: Uno ottimus testus per die

Messaggio da Colt877 » 30/01/2019, 17:20

TheKingEdoardo ha scritto:
Chiarissimo Colt,
osservazione degna di lode. I carmi su Lesbia sono in mio parere assai pregevoli anche essi, ma il Re ha sempre avuto un debole per cotesti componimenti goliardici et spassosi.
Il suo consiglio inerente l'inclusione dello testo in lingua originale è giustissima, seguiró lo suo consiglio nelle successive presentazioni di componimenti.
Viva il Re, viva la cultura, e viva Ankie.

DEUS VULT!
Sono lieto Maestà che apprezzi la mia proposta. Entro più nello specifico per non essere frainteso, i Carmi Catulliani su Lesbia li apprezzo molto anche io, basti pensare al famosissimo Carme V, inoltre ho sempre adorato i Carmi contro Lesbia, un modo di presentare la Donna diametralmente opposto a quell'immagine edulcorata che spesso i Poeti utilizzano nei loro componimenti. Solo per citarne uno, il Carme 58, particolarmente breve scritto all'amico Celio dove Lesbia viene mostrata come una prostituta che si offre per le strade di Roma ai discendenti di Remo.
Le rinnovo i complimenti per questo Concept Maestà e mi umilmente congedo.

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Re: Uno ottimus testus per die

Messaggio da Inklings » 31/01/2019, 12:22

Madonna, sempre odiato Catullo. Tra i latini (poeti e prosatori) l'ho sempre trovato uno dei più sopravvalutati.
Se volevi far ridere erano meglio Plauto o Petronio, comunque.
TheKingEdoardo ha scritto: Per scusarmi, uno spoiler per il testo di domani: il Sommo Dante.
"Ed elli avea del cul fatto trombetta"?

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TheKingEdoardo
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Re: Uno ottimus testus per die

Messaggio da TheKingEdoardo » 31/01/2019, 13:54

Ebbene, anche oggi condivido con voi un grande frammento della nostra letteratura, proveniente da colui che forse è lo più grande di tutti ( ahimè mezzo guelfo),
Lo sommo Dante.
Lo testo di questo die proviene dallo infernale canto X della Divina Commedia, e in particolar lo incontro del poeta con il memorabile Farinata degli Uberti.
Evito di commentare personalmente per non sporcare una tale vetta della nostra letteratura.

«O Tosco che per la città del foco
vivo ten vai così parlando onesto,
piacciati di restare in questo loco. 24

La tua loquela ti fa manifesto
di quella nobil patria natio
a la qual forse fui troppo molesto». 27

Subitamente questo suono uscìo
d’una de l’arche; però m’accostai,
temendo, un poco più al duca mio. 30

Ed el mi disse: «Volgiti! Che fai?
Vedi là Farinata che s’è dritto:
da la cintola in sù tutto ’l vedrai». 33

Io avea già il mio viso nel suo fitto;
ed el s’ergea col petto e con la fronte
com’avesse l’inferno a gran dispitto. 36

E l’animose man del duca e pronte
mi pinser tra le sepulture a lui,
dicendo: «Le parole tue sien conte». 39

Com’io al piè de la sua tomba fui,
guardommi un poco, e poi, quasi sdegnoso,
mi dimandò: «Chi fuor li maggior tui?». 42

Io ch’era d’ubidir disideroso,
non gliel celai, ma tutto gliel’apersi;
ond’ei levò le ciglia un poco in suso; 45

poi disse: «Fieramente furo avversi
a me e a miei primi e a mia parte,
sì che per due fiate li dispersi». 48

«S’ei fur cacciati, ei tornar d’ogne parte»,
rispuos’io lui, «l’una e l’altra fiata;
ma i vostri non appreser ben quell’arte». 51

[...]

Ma quell’altro magnanimo, a cui posta
restato m’era, non mutò aspetto,
né mosse collo, né piegò sua costa: 75

e sé continuando al primo detto,
«S’elli han quell’arte», disse, «male appresa,
ciò mi tormenta più che questo letto. 78

Ma non cinquanta volte fia raccesa
la faccia de la donna che qui regge,
che tu saprai quanto quell’arte pesa. 81

E se tu mai nel dolce mondo regge,
dimmi: perché quel popolo è sì empio
incontr’a’ miei in ciascuna sua legge?». 84

Ond’io a lui: «Lo strazio e ’l grande scempio
che fece l’Arbia colorata in rosso,
tal orazion fa far nel nostro tempio». 87

Poi ch’ebbe sospirando il capo mosso,
«A ciò non fu’ io sol», disse, «né certo
sanza cagion con li altri sarei mosso. 90

Ma fu’ io solo, là dove sofferto
fu per ciascun di tòrre via Fiorenza,
colui che la difesi a viso aperto». 93

«Deh, se riposi mai vostra semenza»,
prega’ io lui, «solvetemi quel nodo
che qui ha ’nviluppata mia sentenza. 96

El par che voi veggiate, se ben odo,
dinanzi quel che ’l tempo seco adduce,
e nel presente tenete altro modo». 99

«Noi veggiam, come quei c’ha mala luce,
le cose», disse, «che ne son lontano;
cotanto ancor ne splende il sommo duce. 102

Quando s’appressano o son, tutto è vano
nostro intelletto; e s’altri non ci apporta,
nulla sapem di vostro stato umano. 105

Però comprender puoi che tutta morta
fia nostra conoscenza da quel punto
che del futuro fia chiusa la porta». 108

Allor, come di mia colpa compunto,
dissi: «Or direte dunque a quel caduto
che ’l suo nato è co’vivi ancor congiunto; 111

e s’i’ fui, dianzi, a la risposta muto,
fate i saper che ’l fei perché pensava
già ne l’error che m’avete soluto». 114

E già ’l maestro mio mi richiamava;
per ch’i’ pregai lo spirto più avaccio
che mi dicesse chi con lu’ istava. 117

Dissemi: «Qui con più di mille giaccio:
qua dentro è ’l secondo Federico,
e ’l Cardinale; e de li altri mi taccio». 120

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Re: Uno ottimus testus per die

Messaggio da Colt877 » 31/01/2019, 16:06

Bellissimo passo di un bellissimo canto. Se ho tempo scrivo sicuramente qualcosa sui passaggi salienti. :)

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