Let's sail with the Pirate Princess: THE KAIRI HOJO STORY ⎈⎈

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poppo the snake
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Re: Let's sail with the Pirate Princess: THE KAIRI HOJO STORY ⎈⎈

Messaggio da poppo the snake »

El Principe ha scritto: 06/07/2020, 19:51 Sì, Mayumi Ozaki e in generale la OZ non sono da considerare, in quanto chiuse nella loro bolla in cui è sempre il 1999.

Emi Sakura non può avere un ruolo simile a quello di Aja e soprattutto di Meiko degli ultimi anni, ovvero quello delle leggende ancora quasi invincibili. Anche perché gestisce una federazione che, per quanto simpatica, tiene i propri show in un monolocale senza ring. Sono la cosa più sottobosco possibile. E poi, per quanto possa avere un trattamento di favore e rispetto quando combatte altrove (tipo all'estero), non è certo una una che perde pulito raramente.

Dunque anche secondo me questo ruolo è, e in futuro lo sarà ancora di più, di Arisa Nakajima, ma anche di Tsukka. L'ultima resta sempre l'erede designata di Manami Toyota, quella che l'ha ritirata in un match ricco di significato. E poi è la leader indiscussa della seconda federazione del movimento. Anzi, credo abbia uno status anche più alto di quello della sua best friend. È vero che entrambe sono svantaggiate dall'essere arrivate nella fase di declino del movimento, ma escludendo la triade Meiko-Aja-Nanae nessuna ha più status di loro. Syuri è ormai leggendaria, ma sta un gradino sotto, anche per il suo essere freelance. Solo Kana, nel caso di un improbabile ritorno, le supererebbe come staus. Prima di ritirarsi anche Mio Shirai aveva un po' quel ruolo.

Hayako Hamada, in caso di ritorno, potrebbe avere quello status, ma qui entrebbe in gioco anche il modo in cui verrebbe accolta, considerando i pregiudizi (e l'ipocrisia) giapponesi su chi si macchia di tali reati. Un'altra che ha grande esperienza e considerazione è Yumi Ohka, ma ormai sono troppo fuori dalle dinamiche della Wave per poter dare un giudizio.
Esattamente, la Sakura è sempre una formatrice al di fuori degli schemi, anche troppo forse (quando vedo lottare Riho ad esempio penso sempre che sia rimasta troppo tempo alla sua sottana, speso che non accada anche a mei chan) e il fatto che ad oggi non possa pagarsi un palazzetto per gli show dopo 10 anni di attività credo la dica lunga (non è solo originalità come si pensa).

Niente da dire sui due nomi, difficile dire chi tra Tsukka ed Arisa sia più importante, perchè comunque Arisa ha retto per una decina d'anni la promotion più antica e messo su storie importanti contro la stessa Sakura, Kana e Kyoko (che se fosse ancora attiva avrebbe uno status altrettanto importante), non a caso Nanae l'ha presa su proprio per rinnovare lo scontro tra le due fed al top degli anni d'oro.

Per la Ohka credo possa valere il discorso fatto per la OZ: sono chiuse nel loro piccolo mondo antico e da li non escono



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El Principe
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Re: Let's sail with the Pirate Princess: THE KAIRI HOJO STORY ⎈⎈

Messaggio da El Principe »

Dopo un finale di 2014 caratterizzato da una esponenziale crescita delle prestazioni, in coppia con Nanae Takahashi, per Kairi Hojo nel 2015 è arrivato il momento di andare da sola. Purtroppo però l’evento che ha segnato la storia e “costretto” la federazione a puntare su di lei a inizio anno è una delle cose più brutte accadute nel mondo del joshi puroresu negli ultimi anni. Sto parlando ovviamente dell’affaire YOSHIKO – Act Yasukawa, ovvero il brutale pestaggio shot subito dalla sfidante Act. In breve, durante il main event valido per la Red Belt dello show al Korakuen del 22 febbraio 2015, sotto gli occhi colpevoli del presidente della Stardom Rossy Ogawa e dell’espertissimo arbitro Kyohei Wada, YOSHIKO ha massacrato l’avversaria e solo l’intervento di Kyoko Kimura ha terminato l’assalto. La Yasukawa, dopo aver passato diverso tempo in ospedale a curare le fratture facciali, tornerà alla fine dell’anno ma sarà costretta al ritiro dai postumi del pestaggio.

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Act Yasukawa appena uscita dall'ospedale

La Stardom ha poi deciso, pochi giorni dopo, di privare YOSHIKO del titolo e di allontanarla, prima con una sospensione poi con un ban a vita. Nanae Takahashi, a lei molto legata, inizialmente aveva deciso di decurtarsi lo stipendio, per poi abbandonare la federazione per sempre, rendendo vacanti i titoli tag. È la seconda volta che Kairi è costretta a lasciare i goddesses senza perderli, dopo l’infortunio di Natsumi Showzuki la prima volta. Tutto questo cosa c’entra con la nostra? Beh, è ormai risaputo che i piani originali prevedessero la vittoria del titolo da parte della Yasukawa (ed è anche uno dei motivi che ha fatto impazzire YOSHIKO), personaggio di immenso carisma e con un grande momentum da White Belt champion. Verosimilmente il 2015 sarebbe dovuto essere proprio l’anno di Act. E invece la Stardom perde in un colpo solo tre main eventer ed è costretta a puntare su un volto nuovo, appunto Kairi. Non possiamo sapere cosa sarebbe successo senza l’incidente, probabilmente Kairi sarebbe rimasta ancora un po’ in coppia con Nanae, per poi salire le gerarchie, magari con un regno con la White.

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In ogni caso, da questo momento in poi Kairi Hojo viene responsabilizzata: non solo diventando il personaggio intorno al quale far ruotare le storie principali, viene, infatti, anche scelta come rappresentante dello spogliatoio per favorire la comunicazione tra le wrestler e la dirigenza.
Dopo l’addio di Nanae Takahashi la federazione organizza un mini torneo per la riassegnazione della Red Belt da svolgersi tutto in una sera, il 29 marzo 2015 all’evento al Korakuen Stardom The Highest. Partecipano Io Shirai, Takumi Iroha, Kyoko Kimura e Kairi Hojo. Ovviamente partiamo dalle ultime due.

IL MATCH


Act Yasukawa assiste al fianco di Rossy. Kyoko rende omaggio con le scorrettezze e le interferenze del loro Oedo-Tai (in quel periodo in formazione Kris Wolf, Heidi Lovelace, Hudson Envy, Dragonita). Il tutto, però, è focalizzato a indebolire il braccio destro di Kairi, quello con cui esegue le sliding-d e il diving elbow drop. Comunque, se il braccio destro fa male, si può sempre usare il sinistro. Più volte Kairi va vicino a perdere, ma resiste alle prese di sottomissione e il pubblico la sostiene con forza. Alla fine, un’interferenza di Hudson Envy, che io mi ricordo più che altro per il suo fare la faccia cattiva, per la quale evidentemente si allenava assai, si rivolta contro la Kimura e Kairi ne approfitta e chiude di rapina dopo no-selling/post selling tipico del puroresu.

IL MAIN EVENT


Nel frattempo Io Shirai è riuscita a superare Takumi Iroha, dopo una tostissima battaglia, e quindi a raggiungere Kairi in finale. È la prima sfida seria tra le due, dopo i precedenti ai passati 5SGP. Io mette subito la velocità, ma è ancora il braccio destro, fasciato sotto la gomitiera dopo la semifinale, l’obiettivo principale della rivale di Kairi. Peccato per posizionamento sbagliato nel classico moonsoault sopra le scale d’ingresso alle gradinate: uno spot usuale per Io, ma che non mi è mai piaciuto granché perché non sempre riesce a inserirlo bene. Da lì Io resta quasi sempre in controllo, fino a un piccolo comeback di Kairi in cui riesce a piazzare una bomba sull’epron che le consente di respirare e di applicare il boston crab.

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A questo punto ci sono una serie di prese in cui sembra che Kairi stia per cedere che accrescono il climax in vista del finale. Le due sono distrutte dalla fatica del doppio confronto e a stento si reggono in piedi. Kairi non riesce neanche più a lanciarsi sulle corde per darsi lo slancio per la sliding-d. Gli ultimi scambi sono l’esempio perfetto di come si dovrebbero raccontare la fatica, la resistenza e l’agonismo per construire empatia. In questo senso anche un incomprensione che sembrano avere non sfigura. Io rischia e sbaglia, Kairi raccoglie le forze e piazza due elbow drop risolutivi.

È Red Champion: il simbolo di una nuova Stardom che riparte. Da questo momento inizia il suo memorabile regno da massima campionessa, che la porterà sotto i riflettori e di conseguenza e finire nell’album delle figurine. The best is yet to come

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Re: Let's sail with the Pirate Princess: THE KAIRI HOJO STORY ⎈⎈

Messaggio da poppo the snake »

Ma il lottatore mascherato presente durante le foto di rito del primo incontro chi era?

Che dire, Kyoko qui sarà anche stata fisicamente alla canna del gas, ma ragazzi reggere l'incontro unicamente grazie alla propria tostaggine non è da tutti: dal modo di incassare allo sputare ripetutamente contro l'avversaria sempre coinvolgendo il pubblico. Poi il lavoro al braccio ha senso per i motivi che dici tu, però è anche vero che era ormai l'impostazione standard dei suoi match dalla parte centrale della sua carriera in poi.

Ultimamente di lei ho trovato i suoi incontri in IBUKI (la promotion di Mariko Yoshida) perchè la S Ovation (la vecchia compagnia di supporto) sta pubblicando sul tubo tutti gli eventi, incluso lo scontro con la donna ragno del primo anniversario e che consiglio vivamente, anche solo per vedere la Kimura in un ambito diverso dal brawling selvaggio/death match (e soprattutto lottare da babyface quasi). ci sono comunque diverse chicche, tipo il debutto di Hiroyo Matsumoto e la tua amata Natsuki Tayo alle prime armi e anche qualcosina della giovanissime Uematsu e Satomura.

Shirai-Iroha per caso ce l'hai tra gli archivi? anche quel match tantissima roba, quanto mi piacerebbe rivederle duettare al giorno d'oggi (non in America possibilmente).

Chiudo brevemente sulla vittoria della Red: dell'incontro tenete a mente il tentativo di piledriver finale e l'elbow drop, soprattutto il secondo diventerà parte importante della narrazione in futuro e non solo da parte di Kairi.

Giusto per ricordare che la Shirai minore sa fare altro oltre a spammare moonsault

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Messaggio da El Principe »

Quel match ce l'ho. È buono ma, secondo me, le fasi di dominio di Takumi sono troppo lunghe e in generale non sempre entusiasmanti. Anche se il selling di Io fa tanto e la struttura è funzionale al racconto del match successivo.

Per quanto riguarda il luchador, la maschera è senza dubbio quella di Dos Caras. All'inizio ho pensato fosse Hijo de Dos Caras, il fratello scarso di Alberto del Rio, però stando a cagematch in quei giorni era impegnato all'arena Naucalpan. Perciò o è proprio Dos Caras senior, e sarebbe coerente perché Kairi si è allenata con lui nella sua palestra durante il tour in Messico, o è un tizio con quella maschera per chissà quale motivo. È strano che i commentatori non facciano mai il suo nome, e poi dalle movenze, soprattutto quando si avvicina Kyoko, non mi sembra lui. Però boh. Mistero

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Messaggio da El Principe »

Ci eravamo lasciati con Kairi che alza al cielo la Red Belt, dopo averla conquistata battendo Kyoko Kimura e Io Shirai nella stessa sera. Prima di vedere tutte le difese del suo regno titolato, i match in cui si è consolidato il personaggio di Kairi Hojo, però, occorre parlare della “unit”/tag team che aveva costituito nello stesso periodo: le Candy Crush. Da un po’ di tempo aveva iniziato a combattere spesso con Kairi, in tag team match a qualche evento secondario, la giovane e rimpianta Koguma, che entrerà nella stable per breve tempo prima di ritirarsi. Tuttavia, la unit viene creata con l’arrivo in Stardom della poco più che ventenne wrestler californiana Chelsea Diamond. La statunitense era arrivata in Giappone dopo un anno di carriera e non tantissimi match in giro per le federazioni indipendenti di terza, per non dire quarta o quinta, fascia della Florida ed era, dunque, molto acerba. Debutta subito in coppia con Kairi in un evento al Shin-Kiba il 12 aprile 2015.

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Chelsea in Stardom

Con Kairi partecipa al mini torneo per la riassegnazione dei Goddesses of Stardom Titles, vacanti dopo l’abbandono di Nanae Takahashi a seguito dell’affaire YOSHIKO. Il 6 maggio, al Shin-Kiba 1st RING, dopo aver sconfitto Hatsuhinode Kamen e Kaori Yoneyama (non proprio un team insuperabile…) si arrendono al duo Io Shirai/Mayu Iwatani. Chelsea non era una buona wrestler quando è arrivata, ma grazie agli allenamenti in Stardom (che non sono facili e gli va dato atto di aver resistito parecchio e lavorato duro) è migliorata fino a raggiungere un livello accettabile alla fine del 2015. Probabilmente aiutata anche dal look, un mix tra la ragazza acqua e sapone tutta sorrisi e la modella, ha avuto una discreta considerazione dal parte della federazione; tanto da avere un match contro Meiko Satomura al classico show di maggio al Korakuen, Gold May, un mese dopo il suo arrivo. La stessa Stardom l’ha usata per un photobook con Kairi di discreto successo.

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Immagine dal photobook “Candy Crush”

Bonus: la bella copertina con solo Kairi
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Nell’estate del 2016 Chelsea viene richiamata in Stardom, dalla quale si congederà con un match molto sentito ed emotivo contro Kairi, per la White Belt. Secondo cagematch non combatte un match da un evento della nota federazione cinese MKW nel 2017 e su twitter ha annunciato di essersi ritirata, pur lasciando aperta la possibilità di un ritorno sul ring. Comunque nel 2015 Kairi, Chelsea e Koguma avevano sfidato Io Shirai, Mayu Iwatani e Reo Hazuki per i titoli Artist of Stardom, vacanti dopo il brutto infortunio al crociato di Takumi Iroha. È il match che ci vediamo, dal Shin-Kiba 1st RING di Tokyo il 3 maggio 2015.

IL MATCH


Per tutta la prima parte le avversarie dominano sull’anello debole. Sto parlando ovviamente di Chelsea, infatti si nota subito come sia parecchie spanne sotto le altre e vada a tutt’altra velocità, anche rispetto alla futura HZM. Anche le mosse del suo mini comeback sono tutte semplici e sgraziate. Le sequenze successive fanno aumentare, semmai ce ne fosse bisogno, il rimpianto per l’addio al wrestling di Koguma. Poi finalmente entra Kairi. La struttura del match è abbastanza semplice, con le Candy isolate a turno e Io Shirai a dare velocità al tutto (con tanto di air guitar a citare Tana… voleva fà la Ace). Pur non essendo il migliore della carriera di nessuna delle atlete coinvolte e la storia non troppo elaborata, mantiene un buon ritmo grazie ai vari cambi di fronte e i limiti di Chelsea vengono nascosti bene (in pratica non si fa quasi più vedere dopo le fasi iniziali). In più, negli scambi tra Kairi e Mayu si costruisce la prossima, nonché prima, difesa della Red. La MVP del match, tuttavia, è stata Koguma, ritiratasi il 17 maggio successivo perdendo il titolo high speed in favore di Star Fire al Korakuen a Gold May. I titoli Artist saranno ancora una volta resi vacanti.

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Messaggio da poppo the snake »

Visto che si parla di gaijin ti chiedo: negli ultimi anni abbiamo visto che soprattutto le inglesi hanno rinforzato la loro presenza, sia come singole atlete che si fanno il tour o il periodo di allenamento che a livello di sinergie come nel caso della EVE; secondo te si sono limitate ad assorbire come hanno fatto le americane degli anni d'oro (penso a Melissa o piuttosto che alla Kong per fare un paio di nomi famosi) o hanno portato aggiunto alcuni elementi caratteristici sul lottato o sul modo di presentarsi piuttosto? (dico un nome, la alla Deeb)

Intendo sia in positivo che in negativo.

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Messaggio da El Principe »

È difficile dare una risposta, ma secondo me non hanno aggiunto elementi caratteristici tali da portare una contaminazione del british wrestling style nel joshi e si sono più adattate loro al contesto. Poi ovvio che ognuna nel ring abbia fatto le sue cose più o meno riconducibili allo stile inglese, penso a una Kay Lee Ray più impostata a fare chain wrestling a terra.

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Messaggio da El Principe »

Quando Kairi Hojo si stava riorganizzando dopo l’abbandono di Nanae Takahashi, e la conseguente perdita dei titoli Goddesses, un’altra delle tre moschettiere della Stardom aveva iniziato da qualche tempo a farsi strada nelle parti alte della card. Stiamo parlando di Mayu Iwatani. Dopo il primo scontro con Kairi al Korakuen nel 2012, che abbiamo visto, la futura Stardom Icon ha passato un anno a perdere nelle parti basse degli show, salendo solo per prendersi il pin in qualche tag match e sfidando occasionalmente per i titoli minori, come l’High Speed Title al tempo di Kaori Yoneyama e i titoli Artist, senza disdegnare una serie di sfide per le corone tag insieme alla giovane Io Shirai, mettendo i semi al loro futuro team di successo, le Thunder Rock. A fine 2013 Mayu è riuscita a vincere il suo primo titolo, quello trios, con Miho Wakizawa e Hiroyo Matsumoto. Il terzetto riuscirà a difendere le cinture fino all’estate. Ma nel frattempo Mayu ha aumentato i giri, messo su una struttura fisica più solida e, nonostante tutti i limiti caratteriali (“She’s too lazy” cit. Rossi Ogawa), è più affidabile. Il mini torneo per la riassegnazione del Wonder of Stardom Title (reso vacante da Act Yasukawa per problemi di salute) è l’occasione per provare a lanciarla: White Belt conquistata con tanto di vittoria secca su Kairi in semifinale.

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Mayu al tempo del suo primo regno da campionessa Wonder of Stardom

Non è andata benissimo, visto che è riuscita solo a sconfiggere due volte Miho Wakizawa (la seconda la ricordo bene perché è stato il primo match della Stardom che ho visto in vita mia) in un regno lungo ma anonimo prima di riconsegnare la cintura ad Act Yasukawa, nel frattempo tornata. In ogni caso, dopo i miglioramenti dell’ultimo anno ha lasciato intuire di avere margini per crescere ancora e poter essere tra le top. Subito si è consolata vincendo ancora i titoli trios con la sodale Io Shirai e Takumi Iroha come Heisei-gun. Ma intanto è arrivato aprile, mese che da quell’anno poi significherà Cinderella Tournament, il torneo tutto in una sera in cui la vincitrice può vestirsi da Cenerentola, mettere un bel diadema ed esprimere un desiderio.

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Mayu "Cenerentola" 2015

Il 23 aprile Mayu sconfigge la giovane rimpianta Koguma (che ha sua volta aveva fatto fuori Kairi in semifinale) in finale, la migliore della storia del torneo, grazie alla sua arma migliore, ormai affinata, il velocissimo Dragon Suplex Hold. La Sky Blue non ha dubbi, il suo desiderio è quello di affrontare la compare di stable di Koguma, la leader delle Candy Crush, Kairi Hojo, nel frattempo diventata World of Stardom champion dopo tutte le battaglie che abbiamo visto, per provare a strapparle subito la Red Belt conquistata con tanta fatica.

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Kairi con Koguma

L’occasione è di quelle importanti: le due si affronteranno ancora al Korakuen Hall in singolo a distanza di tre anni dall’ultima volta nella prestigiosa arena, durante l’evento Gold May. Nel frattempo, hanno l’occasione di scambiarsi diversi colpi, tenendo sempre a mente l’appuntamento più importante, nel match per riassegnare i titoli Artist dopo l’infortunio di Takumi Iroha che abbiamo visto e in quello per i titoli Goddesses, vacanti per l’abbandono di Nanae Takahashi dopo l’affaire Yoshiko e vinti proprio da Mayu e Io Shirai contro Kairi e Chelsea Diamond.

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Locandina Gold May 2015

IL MATCH


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President Rossy Ogawa fa gli onori



Le due iniziano con una fase di studio costituita da una buona e pulita, per quanto basic, sequenza in chain in cui una ripete subito la mossa dell’altra. L’equilibrio è massimo e le due sembrano conoscersi bene riuscendo ad anticiparsi, come dimostrano anche i durissimi e ripetuti scambi di colpi che seguono. Kairi segna il primo vero punto a suo favore e passa a condurre con una spear. Tuttavia, Mayu la riprende con una furbata (in realtà non riuscitissima perché Kairi avrebbe dovuto accorgersi del rientro sul ring dell’avversaria dopo) e a connettere con uno spettacolare “high fly flow” dal paletto sulla Hojo fuori ring.

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È subito guerra totale

Da qui in poi Mayu lavora il braccio destro di Kairi, per limitare le gomitate e rendere più difficile l’esecuzione delle micidiali sliding-d e Diving Elbow Drop. Bene il selling della Hojo in questa fase. In tutto questo frangente Kairi risponde applicando i suoi Boston crab, anche in versione cross-legged, dopo che Mayu era andata a segno con un devastante diving double foot stomp sul braccio. La difficoltà nell’applicare le mosse alla lunga avversaria diventano un tocco in più nella storia del match, visti i danni al gomito. Dal primo diving elbow drop messo a segno da Kairi sulla schiena di Mayu il ritmo inizia a salire per la fase finale.

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Short range sliding-d da parte di Kairi Hojo. Orgoglio di Masato Tanaka

Gli scambi sono durissimi. Solo la fortuna e le corde salvano Kairi dal dragon suplex, mentre Mayu evita la sconfitta perché la campionessa ha troppo dolore al gomito per schienarla subito. La fatica si fa sentire e le due crollano devastate. Anche Kairi che, distrutta, va a vuoto con il suo manrovescio è un imprecisione non voluta che però fa bene, quasi nello stile dei botch e delle imprecisioni trasformati in elementi di storia dai four pillars della All Japan nelle sfide più epiche. Mayu non riesce a connettere il suplex: it’s over.

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Una grande guerra, in cui entrambe hanno dato tutto, con una Kairi sempre brava nel selling e capace di costruire grande empatia con i suoi comeback da face puro, massacrato ma dal grande cuore. Come prima difesa non poteva andare meglio: un match molto ben combattuto, con una storia semplice (che si incastrava nella sfida tra mosse finali messa in scena nelle fasi di avvicinamento) ma portata aventi bene, con le mosse distribuite bene e senza inutili false finish. Kairi può festeggiare una nuova vittoria.

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Ma il pericolo più grande non tarda a presentarsi….
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Messaggio da poppo the snake »

El Principe ha scritto: 25/10/2020, 20:21 La fatica si fa sentire e le due crollano devastate. Anche Kairi che, distrutta, va a vuoto con il suo manrovescio è un imprecisione non voluta che però fa bene, quasi nello stile dei botch e delle imprecisioni trasformati in elementi di storia dai four pillars della All Japan nelle sfide più epiche.
Mi concentrerei su questo aspetto perché il modo con cui lo hanno fatto mi ha ricordato molto gli scambi tra la Yamada e Manami Toyota nel corso dei loro match precedenti il famigerato hair vs hair quando quest’ultima non riusciva ad avere la meglio sull’altra.

Quindi ti chiedo quali altri esempi di questo tipo ti hanno colpito di più, sia in positivo che in negativo.

Ne dico io uno negativo visto di recente: sempre Manami-Yoshida ma un tag contro il duo Megumi Kudo - Combat Toyoda di Dream Slam I, con la Yamada che ad un certo punto inizia a spammare colpi a caso sulla combat (anche per provare a mascherare i tanti errori commessi nel tentativo di sollevarla)

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Messaggio da El Principe »

Uhm, è difficile, io sono un po' una frana a ricordarmi queste cose che alla fine sono particolari di un match. Mi viene in mente qualcosa, per restare con Kairi, nel match con Io del 2016 per la Red. Ci penserò ancora.

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Messaggio da Smoker »

Di preciso come fa Mayu a sembrare più giovane ore che a 20 anni?

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Messaggio da El Principe »

Smoker ha scritto: 29/10/2020, 23:35 Di preciso come fa Mayu a sembrare più giovane ore che a 20 anni?
Credo sia perché adesso cura molto di più la sua immagine in quanto punto di riferimento della federazione, anche per eventuali fotobook. Al tempo dell'ultimo match era ancora Mayu the lazy one e stava in generale più trasandata in tutto.

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Messaggio da El Principe »

Meiko Satomura non ha lasciato a Kairi Hojo neanche il tempo di festeggiare la sua prima difesa della Red Belt che subito l’ha sfidata per il prossimo evento al Korakuen Hall, Stardom Galaxy Stars, il 14 giugno 2015. In breve Meiko è una delle più grandi leggende joshi. È un’allieva della leggendaria Chigusa Nagayo ed è stata una colonna della GAEA Japan prima e fondatrice, con Jinsei Shinzaki, della Sendai Girl's poi. Oltre ad aver combattuto nelle migliori federazioni joshi, potreste averla vista in America per la sua partecipazione al torneo Mae Young Classic della WWE nel 2018 o a metà degli anni ’90 a Nitro per la WCW, quando ancora aveva pochi anni di carriera sulle spalle. Negli USA ha anche vinto il King of Trios della Chikara nel 2016, con le “sue” Sendai Girls Cassandra Miyagi e DASH Chisako. L’anno successivo è stata finalista dello stesso torneo con la stessa formazione, e aveva già partecipato nel 2012 con DASH Chisako e Sendai Sachiko, le Jumonji Sisters. Fuori dal Giappone è stata anche Progress Women's champion. Inoltre, è stata la prima, e finora unica, donna a vincere il titolo maschile della DDT, il KO-D Openweight title. Nella federazione fondata da Sanshiro Takagi è stata anche KO-D Six Man Tag Team Champion (con Chihiro Hashimoto e DASH Chisako).

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Meiko Satomura campionessa KO-D Openweight nel 2018.

È ancora attiva e negli ultimi anni ha fatto di tutto per costruire, proteggere e lanciare la sua protetta Chihiro Hashimoto, rendendola una delle top assolute dell'ambiente. Adesso si è fatta un po’ da parte, ma lavorare con lei è sempre un grande privilegio per tutte, visto che è bravissima a rafforzare lo status e la credibilità di chi la affronta, anche nella sconfitta. Di recente ha fatto un grandissimo lavoro con Sareee. Come tutte le joshi storiche col grado di leggenda che ancora combattono e in ottime condizioni fisiche, tipo Aja Kong, concede il job solo in determinate circostanze: contro chi ritiene degno e per storyline ad ampio raggio. Questa sua abilità nel cementare lo status delle avversarie e il valore di salire sul ring da soli con lei sono i due punti da tenere bene a mente guardando il match che propongo oggi. Per Kairi Hojo, dopo tutte le battaglie per diventare campionessa, lei arriva come l’ultimo boss da sconfiggere, quello più tosto, il Cavaliere di Nebbia (prendendo quello, per me, più difficile di tutti in Dark Souls 2) del joshi wrestling.

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Kairi barista in un servizio fotografico di quel periodo. Così de botto

Quando arriva a sfidare Kairi, Meiko Satomura si stava preparando a lanciare il titolo mondiale singolo delle Sendai Girls e, oltre a forgiare le rookie della sua federazione, l’unica rivalità degna di nota in cui era impegnata era quella con Ayako Hamada. Aveva affrontato la wrestler di origine messicana poco prima, con il titolo Regina di Wave in palio, e proprio con lei si giocherà il titolo “di casa” a Sendai. In Stardom, Meiko Satomura aveva lanciato Io Shirai affrontandola nel suo primo regno da campionessa Red, quello che l’ha messa definitivamente sulla mappa. Inoltre aveva combattuto contro Nanae Takahashi in uno dei più grandi match della storia della federazione, in una guerra impostata, però, sul leggenda contro leggenda. Aveva concesso l’onore di affrontarla in singolo anche a una giovane Takumi Iroha e a Yuzuki Aikawa, in uno degli ultimi match in carriera, e perciò molto sentito, per l’ex gravure idol.

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Meiko Satomura contro Yuzuki Aikawa :love: . Subito dopo il match sarà sfidata da Takumi Iroha

Visto il poco tempo dalla sfida lanciata dopo il match con Mayu e lo status da leggenda esterna alla Stardom di Meiko Satomura, non ci sono match di costruzione e scambi con incroci in sfide tag. Meiko tornerà al Korakuen, dove Kairi incrocerà le braccia con lei a sei mesi di distanza dalla battaglia in Fortune Dream che abbiamo visto in questo topic. Per prepararsi, Kairi Hojo può solo intensificare gli allenamenti e, per darsi la carica come un antico samurai, percorrere la famosa scalinata al Santuario Atago di Tokyo.


IL MATCH

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Le fasi di studio che uno si aspetterebbe, tipiche dei grandi main event del puroresu, non ci sono. O, per meglio dire, vengono interpretate in maniera diversa. Prima Kairi va a segno con il suo classico manrovescio, che Meiko Prova a schivare senza successo (forse in uno dei botch “riusciti bene” a cui si accennava qualche messaggio fa) e poi dopo una prova di forza persa chiude la veterana all’angolo e gioca ancora d’anticipo fino a chiuderla nel suo Boston crab. Satomura che si scontra subito con una Kairi molto determinata e concentrata, come si vede quando è lei a provare, senza riuscirci, ad applicare il double leg Boston crab. È un passaggio importante nella storia del match. Da qui parte la fase di controllo qiasi indiscusso della Satomura, che inizia a fare sul serio e chiude la campionessa in diverse prese di sottomissione.

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Arrivano anche le prime bombe, imprescindibili nella narrazione e ben vendute da Kairi. La Pirate Princess parte al contrattacco con fino ad arrivare a connettere con il primo diveng elbow sull’avversaria in piedi. Questa volta è la sfidante a dover andare di rimessa. Le solite difficoltà ad applicare il cross legged boston crab sono funzionali alla storia, prima di una sequenza di scambi molto bella (con anche pugni diretti all’addome, ma non solo, da parte di Kairi) all’angolo.

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Subito dopo parte la classica fase di scambi al centro del ring: da notare il modo di dare le chop da parte di Kairi, a doppia mano, come è solito fare SUWAMA della All Japan Pro Wrestling. Poi sale in cattedra il Masato Tanaka che è in Kairi, che prova la sliding-d, concessagli in modo ufficiale dalla leggenda FMW e ECW. Qui c’è un altro punto di svolta del match, perché la campionessa fallisce e la Satomura decide di iniziare a colpire il braccio. L’occasione è propizia per un altro colpo classico nel puroresu: la bomba devastante sulla rampa che segna l’inizio del climax verso la fase finale.

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Da qui inizia la fase di dominio della sfidante che va a mandare over la underdog che resite con tutte le sue forze e di cuore prova a controbattere. L’acting di entrambe, in particolare della più scafata Meiko che piazza i sorrisetti, il no selling e le grida contro l’avversaria al momento giusto. Sono anche questi piccoli dettagli che tengono il pubblico caldo dentro l’azione e fanno la differenza. D’altronde Kairi, sempre seguita dagli spettatori durante tutto il match, è stata anche brava a cercarne il supporto in modo diretto, al momento giusto.

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Kairi va a segno con un diving helbow drop e Il tifo del pubblico aumenta. Ma al secondo passaggio Meiko Saomura acchiappa il braccio già martoriato e, nonostante alcuni tentativi di ribaltare la situazione da parte della piratessa, ormai è quello l’obiettivo e il punto in cui la boss joshi martella e insiste, a un certo punto prendendosi nella presa la gamba in una manovra. E funziona anche senza avere l’eleganza inarrivabile di Milano Collection AT. La campionessa, però, sta per cadere: death valley driver! La campanella salva Kairi, è un pareggio per time limit dopo 30 minuti di guerra.

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Che match, per me il migliore di tutto il 2015 e tra i migliori di sempre nella storia della Stardom. Il manifesto in cui ci sono tutti i punti di forza che aveva Kairi quello che era Kairi: empatia, acting e il personaggio dell’underdgog che va oltre l’ostacolo. Poi qui c’era la Satomura, che con i suoi cambi di strategia ha dettato i tempi e portato le variazioni sul tema che hanno reso il match speciale e fuori dai soliti schemi, sia per quanto riguarda la struttura dell’underdog che resiste che per il lavoro al braccio, l’ultimo come abbiamo visto è molto comune tra le avversarie della Princess. Troppo comune, serviva trovare una variante. La Satomura è furiosa ma rende omaggio alla campionessa alla sua maniera. Non è finita, perché la sfidante da Sendai non ha perso, ma per il momento la cintura rossa è salva.

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Re: Let's sail with the Pirate Princess: THE KAIRI HOJO STORY ⎈⎈

Messaggio da poppo the snake »

Sbrigata la pratica coviddi, riecchime.
Beh direi ottimo commento e match della madonna dove spiccano tutti pregi di una Kairi ormai matura e la Satomura distruttrice che tutti amiamo (quanto mancherà sentire "rock your love away", sempre adorata).
Sul tuo appunto
El Principe ha scritto: 29/11/2020, 23:32 (forse in uno dei botch “riusciti bene” a cui si accennava qualche messaggio fa)
Non è proprio quello che intendevo, di solito intendevo situazioni che si creano verso metà/fine match in cui si mischiano selling, stanchezza e stiffaggine a muzzo, però in questo caso è un dettaglio che aggiunge molto alla storia perchè racconta bene la foga iniziale di Kairi e la sua volontà di mettere fin da subito in difficoltà la sua bestia nera.

Visto che ci siamo vorrei creare un piccolo parallelo con il passato e proporre un momento importante della young Satomura
Spoiler:
Lo cito perchè non solo idealmente corrisponde alla sua incoronazione ufficiale (vincerà per la prima volta la cintura AAAW diventando ufficialmente l'asso della GAEA) e perchè affrontava a sua volta una leggenda come Aja Kong, ma soprattutto perchè questi due incontri hanno molto in comune a livello di struttura e contenuti: c'è la partenza a razza da parte della più giovane per riscattare le sconfitte passate e successivamente la dura reprimenda della veterana attraverso l'uso di prese a terra e striking durissimo, l'eccessiva sicurezza nell'uso delle mosse aeree (Meiko con la frog splash come Aja anni prima con la sua Vader bomb) e l'uso delle fasi fuori ring usate nelle fasi più drammatiche (più esasperati in GAEA come da tradizione, del resto la scuola è quella AJW, nè più nè meno).

Una lezione che la Satomura ha preso ed applicato pari pari, anche meglio (ad esempio la chicca sta nel fatto che abbia lavorato alla schiena "rubando" la solita strategia usata proprio da Kairi) perchè pur senza condere il job riesce ad interpretare magnificamente il suo ruolo senza sminuire la sfidante, anzi le lascia lo spazio necessario per far valere tutta la sua presa sul pubblico e facendo poche cose ma perfettamente calcolate.

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Re: Let's sail with the Pirate Princess: THE KAIRI HOJO STORY ⎈⎈

Messaggio da El Principe »

poppo the snake ha scritto: 02/12/2020, 23:42 Non è proprio quello che intendevo, di solito intendevo situazioni che si creano verso metà/fine match in cui si mischiano selling, stanchezza e stiffaggine a muzzo, però in questo caso è un dettaglio che aggiunge molto alla storia perchè racconta bene la foga iniziale di Kairi e la sua volontà di mettere fin da subito in difficoltà la sua bestia nera.
Sì sì, io intendevo lo stesso, però con l'aggiunta che i botch vengono salvati e si incastrano bene nella storia, non risultando come errori di cui non si può fare altro che prenderne atto e andare avanti. È vero che in genere arrivano alla fine quando prevale la stanchezza, mentre qui è successo all'inizio. Più per una tendenza di Kairi a stiffare con quel colpo che vedremo anche altre volte, quando distribuirà delle legnate incredibili .

Grazie per aver ricordato questo match, è stato interessante vedere la Satomura con lo stesso ruolo avuto da Kairi. Il match è un po’ più tosto e si lanciano le bombe praticamente da subito (tipo il piledriver sul tavolo, ma forse è anche un effetto dato dal fatto che il match è clippato). La fase finale ha parecchie near falls e arriva dopo un match tutto costruito per far risaltare Meiko e rendere la sua vittoria il più epica possibile. Quando resiste per diverso tempo alla presa al collo applicata da Aja Kong mi ha ricordato molto Kairi.

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