TOPIC UFFICIALE - Ultimo film visto o rivisto #2

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MacheteKowalski
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Re: TOPIC UFFICIALE - Ultimo film visto o rivisto #2

Messaggio da MacheteKowalski »

Visto Glass, film un po' sottotono rispetto ai precedenti della trilogia, purtroppo a mio avviso si sente troppo il peso dei 16 anni di distanza dal primo e, soprattutto, la presenza ingombrante di McAvoy, che è bravissimo ma fagocita un po' tutto il film.
Con una parte centrale un po' più dinamica sarebbe stato perfetto.



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KanyeWest
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Re: TOPIC UFFICIALE - Ultimo film visto o rivisto #2

Messaggio da KanyeWest »

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Nom du père
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Re: TOPIC UFFICIALE - Ultimo film visto o rivisto #2

Messaggio da Nom du père »

KanyeWest ha scritto: 23/06/2020, 12:12non escludo di leggere qualche monografia su di lui nel frattempo.
Leggiti Il trascendente nel cinema.

Ho fatto la pazzia di vedermi tutti i film in concorso a Cannes l'anno scorso (Kechiche a parte, chiaramente), nonostante di quelli che mi rimaneva da vedere fregava poco e... beh, me ne fregava poco per ottime ragioni. Unica sorpresa Little Joe, distopia di stampo kubrickiano che funziona come allegoria su molti livelli (maternità, ecologia, neoliberalismo, immaginazione distopica), un piccolo cult che avrebbe meritato più attenzioni. Il resto... c'è Malick al quinto posto, con la sua miglior prova da TOL, in un film che ha qualcosa da dire qua e là ma che è un mattone di 3h, romperebbe il cazzo pure ai fan di Lav Diaz. Dolan ha iniziato ad auto-parodiarsi, Loach solito "we live in capitalism", Dardenne sensazionalisti, Bacurau distopia postcoloniale anche basta.

Classifica:
1. Parasite (JH Bong)
2. Il traditore (M. Bellocchio)
3. Little Joe (J. Hauser)
4. The Dead don't die (J. Jarmusch)
5. A Hidden Life (T. Malick)
6. La Gomera (C. Porumboiu)
7. Portrait de la jeune fille en feu (C. Sciamma)
8. Bacurau (Mendonça Filho & Dornelles)
9. Les Miserables (L. Ly)
10. Dolor y Gloria (P. Almodovar)
11. Sorry We Missed You (K. Loach)
12. Atlantique (M. Diop)
13. The Wild Goose Lake (Y. Diao)
14. Sibyl (J. Triet)
15. Le Jeune Ahmed (Dardenne bros)
16. It Must Be Heaven (E. Suleiman)
17. Frankie (I. Sachs)
18. Matthias et Maxime (X. Dolan)
19. Roubaix, une lumière (A. Desplechin)
20. Once upon a time in Hollywood (Q. Tarantino)

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Jeff Hardy 18
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Re: TOPIC UFFICIALE - Ultimo film visto o rivisto #2

Messaggio da Jeff Hardy 18 »

FantOs ha scritto: 20/06/2020, 0:20 Visto "I Miserabili" (2019) su Miocinema, ma devo dire che non mi ha soddisfatto completamente. Nel senso che secondo me non c'entra appieno quello che è il punto della situazione sociale che vuol raccontare, facendola passare come normale e non criticando il sistema, che ne è la causa o comunque criticando aspetti marginali. Per quanto parta da un'idea forte, esporre la "debolezza" e "l'impreparazione" della polizia, le problematiche legate alla vita di periferia, alle minoranze e il rapporto tra diverse etnie, di fatto ne viene data una descrizione fortemente realistica, ma che è, dal mio punto di vista, assolutamente fine a sé stessa.
Come in tanti altri casi ci si concentra sull'aspetto puramente sociologico della situazione (che va detto è molto accurato), ma non si riesce a fare una critica concreta alle cause di tale situazione (ad esempio non tenendo conto della prospettiva economica).
In questo periodo con meno uscite un'occhiata può comunque valer la pena dargliela, però non aspettatevi un'idea rivoluzionaria di fondo.
Mah in realtà dice proprio l'opposto.
La frase da I Miserabili di Hugo finale serve proprio a sottolineare quella che è sia la chiave di lettura di tutto, sia a sottolineare ben forte l'impartanza del fattore ambientale nello sviluppo personologico delle persone.
Non ci sono buoni o cattivi, tanto che anche le figure negative, vedi Issa (il ragazzino), vedi i due poliziotti veterani, se all'apparenza sembrano personaggi negativi, senza riscatto, invece mi mostri palesemente come siano personaggi che in realtà sono anche buoni.
Viceversa quelli che sono buoni, il sindaco, l'himmam, in realtà sono personaggi negativi anche.
Ognuno ha le sue ombre e le sue luci.
Il finale a maggior ragione serve ancora una volta a sottolineare l'importanza dell'ambiente nella fomrazione di un individuo, Issa con la molotov in mano e il poliziotto che gli punta la pistola, si pongono davanti a una scelta, una scelta dettata soltanto da quello che è l'ambiente circostante e non da altri aspetti.

NOn si dice quale sia la causa, perchè semplicemente non è lo scopo del film. Ti mostra uno spaccato di quotidianità. Ti dice più volte che la violenza è forte, ti dice più volte che la questione del mercato è una questione quotidiana, ti dice più volte che Issa fa casini. Lo scopo narrativo è lo sverginamento del poliziotto novellino.

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Re: TOPIC UFFICIALE - Ultimo film visto o rivisto #2

Messaggio da Backbone Crusher »

Un giorno triste per il cinema: è morto Ennio Morricone.

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Re: TOPIC UFFICIALE - Ultimo film visto o rivisto #2

Messaggio da KanyeWest »

Un gigante, ho avuto la fortuna di assistere ad un suo concerto un anno e mezzo fa poco prima che si ritirasse, uno spettacolo.

Qui una delle mie soundtrack preferite, praticamente l'unica cosa buona di The Mission anche se poi la chiesa cattolica se n'è appropriata

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Re: TOPIC UFFICIALE - Ultimo film visto o rivisto #2

Messaggio da deadman3:16 »

Ho avuto anch'io la fortuna di vederlo dal vivo l'anno scorso all'Arena di Verona.

Concerto incredibile e commovente, sono arrivato vicino alle lacrime più di una volta. È senza dubbio il mio compositore preferito.

Nel cuore mi porto soprattutto il tema di "C'era una volta il West" e quello di Deborah in "C'era una volta in America". Il secondo, soprattutto, per me è un capolavoro, solo ascoltando quelle note riesci a capire e a provare tutte le sensazioni che poi ti danno le immagini del rapporto tra Deborah e Noodles.
"C'era una volta in America", per me, è la sua opera più grande e più riuscita, semplicemente perfetto.

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Re: TOPIC UFFICIALE - Ultimo film visto o rivisto #2

Messaggio da PuroIndyLove »

Io ero arrivato a un pelo dal vederlo live alla Reggia di Caserta. Peccato che non riuscii a comprare in tempo il biglietto.

RIP. Maestro.

Io ho sempre molto apprezzato tutta la soundtrack di "Il mio nome è Nessuno", molto sottovalutata.

Tra l'altro, è il mio spaghetti-western preferito.

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Re: TOPIC UFFICIALE - Ultimo film visto o rivisto #2

Messaggio da Backbone Crusher »

deadman3:16 ha scritto: 06/07/2020, 11:54 Ho avuto anch'io la fortuna di vederlo dal vivo l'anno scorso all'Arena di Verona.

Concerto incredibile e commovente, sono arrivato vicino alle lacrime più di una volta. È senza dubbio il mio compositore preferito.

Nel cuore mi porto soprattutto il tema di "C'era una volta il West" e quello di Deborah in "C'era una volta in America". Il secondo, soprattutto, per me è un capolavoro, solo ascoltando quelle note riesci a capire e a provare tutte le sensazioni che poi ti danno le immagini del rapporto tra Deborah e Noodles.
"C'era una volta in America", per me, è la sua opera più grande e più riuscita, semplicemente perfetto.
La colonna sonora di "C'era una volta in America" penso sia tra le mie preferite in assoluto e una delle cose più belle che abbia mai ascoltato.
"L'estasi dell'oro" ce l'ho nel cuore, non solo per "Il buono, il brutto, il cattivo", ma perché usata come intro dei concerti dai Metallica.
Menzione d'onore anche per uno dei suoi ultimi lavori, ovvero la colonna sonora di "The Hateful Eight" e per quella di "Mission".

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Re: TOPIC UFFICIALE - Ultimo film visto o rivisto #2

Messaggio da FantOs »

Jeff Hardy 18 ha scritto: 02/07/2020, 11:13 Mah in realtà dice proprio l'opposto.
La frase da I Miserabili di Hugo finale serve proprio a sottolineare quella che è sia la chiave di lettura di tutto, sia a sottolineare ben forte l'impartanza del fattore ambientale nello sviluppo personologico delle persone.
Non ci sono buoni o cattivi, tanto che anche le figure negative, vedi Issa (il ragazzino), vedi i due poliziotti veterani, se all'apparenza sembrano personaggi negativi, senza riscatto, invece mi mostri palesemente come siano personaggi che in realtà sono anche buoni.
Viceversa quelli che sono buoni, il sindaco, l'himmam, in realtà sono personaggi negativi anche.
Ognuno ha le sue ombre e le sue luci.
Il finale a maggior ragione serve ancora una volta a sottolineare l'importanza dell'ambiente nella fomrazione di un individuo, Issa con la molotov in mano e il poliziotto che gli punta la pistola, si pongono davanti a una scelta, una scelta dettata soltanto da quello che è l'ambiente circostante e non da altri aspetti.

NOn si dice quale sia la causa, perchè semplicemente non è lo scopo del film. Ti mostra uno spaccato di quotidianità. Ti dice più volte che la violenza è forte, ti dice più volte che la questione del mercato è una questione quotidiana, ti dice più volte che Issa fa casini. Lo scopo narrativo è lo sverginamento del poliziotto novellino.
Scusa Jeff, ma perché questo sarebbe il contrario di quello che ho detto? Era proprio quello che intendevo sottolineare, quando ho scritto che mostra in maniera molto accurata l'aspetto sociologico, quindi le sfumature nei personaggi, la trattazione di certi temi, il circolo della violenza ecc...

Sulla seconda parte probabilmente hai ragione tu, non ho una conoscenza così vasta e approfondita del cinema, però sei d'accordo che può essere vista come una mancanza? Nel senso tutto bello e ben curato, ma perché fermarsi lì? Perché non provare ad aggiungere qualcosa?
Ma mettiamo pure di fermarci all'analisi e lasciare poi allo spettatore questa fase, quali spunti di riflessione ti da i miserabili nel 2019, che tu non abbia già avuto in altre occasioni? Per questo dicevo che val comunque la pena dargli un'occhiata, ma non è rivoluzionario.

Se invece è una questione di terminologia usata a cazzo chiedo scusa, cercherò di contestualizzare meglio per spiegarmi.

Edit: Morricone :cia: , una grandissima perdita per il mondo della musica.

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Re: TOPIC UFFICIALE - Ultimo film visto o rivisto #2

Messaggio da PuroIndyLove »

Psycho: Hitchcock vs. Van Sant.

La recensione verte più sul remake di Van Sant.
Premessa l'intoccabilità e il fascino di Hitchcock, a mio avviso i limiti di Van Sant sono dovuti al tempo.
Ok, il "dono" della tecnica e la permessività della censura gli ha permesso di fare cose che Alfred solo si sognava - arrivando, di fatto, con la "pappa pronta" a girarsi il suo bel remake - ma proprio per questo la storia perde di vigore e non affascina allo stesso modo che nel 1960.
Questa è storia è frutto del suo tempo. Affrontare alcuni problemi di natura "psicanalitica" nel cinema, negli anni '60, e nel conformismo Hollywoodiano, era una rivoluzione come pure stravolgere le regole cinematografiche della scrittura.
Dover accennare solo ad alcuni elementi - tipo quelli di natura evidentemente sessuale - anziché renderli espliciti, come fa Van Sant, hanno sia posto l'accento sul genio e la maestrìa di Hitchcock nell'arte di sapersi inventare, quanto regalato alla storia un fascino più oscuro, misterioso e perverso. Insomma, orrorifico. Tutti elementi che trasposti da Van Sant risultano banalizzati, proprio perché troppo espliciti.
Una cosa è farmi vedere Vince Vaugh che si masturba sfacciatamente e un'altra è Anthony Perkins che suggerisce la cosa.
E poi vuoi mettere le suggestive inquadrature di stampo espressionista nella scena dello studio - coadiuvate da un eccellente uso del B/N, che è l'anima del racconto - con quella luce sparata del remake che toglie alla scena tutta la tensione sopita tra Bates e Marion?
Ma è proprio nei dialoghi che si trova il grande limite del film.
La scena iniziale - a parte il cambio di tono nell'ambientazione - sembra un battibecco tra due amanti che non sanno dove andare a cena il sabato.
Nulla di quella sopita drammaticità dell'originale, dove è evidente un conflitto tra i due innamorati e soprattutto un conflitto interno a Marion.
Senza parlare della scena della "molestia" nell'uficio di Marion. L'attore Hitchcockiano aveva reso il tutto più insidioso, "sotto pelle", mentre quello di Van Sant è sfacciato, viscido, e proprio per questo non innesca nel personaggio di Marion quel monito a commettere il crimine.
Tutto è molto dipeso dalla recitazione degli attori, tipica della cultura anni 90. Appunto, più aperta ed espansiva. Non minimal, se così vogliamo dire.
Casi emblematici sono Mortensen cowboy urbano, la Moore una punk - o simile - e la Heche che fa perdere al personaggio di Marion quella serietà caratteristica di Janet Leigh. Ecco, proprio in quest'ultimo punto Van Sant non rende giustizia al personaggio di Marion.
Come la Leigh, lei dovrebbe rappresentare un carattere serio, dimesso, dai colori più grigi; ciò renderebbe il suo atto criminoso un vero e proprio colpo di scena. La Heche invece ha un atteggimento troppo "provocante", un outfit colorato, rilassato. Se non avessi visto l'originale, il suo atto di rubare i soldi mi avrebbe lasciato alquanto perplesso. Nulla della rivisitazione del suo personaggio ha lasciato trasparire una qualche grave insoddisfazione. Ecco, la Leigh dava al personaggio di Marion un suo carattere tragico, nascosto sotto quella parvenza di ragazza a modo.

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Re: TOPIC UFFICIALE - Ultimo film visto o rivisto #2

Messaggio da Jeff Hardy 18 »

Ho ripreso e proseguito la maratona su James Bond che ho iniziato a inizio quarantena.
Sono arrivato in fondo fino ai Moore e i due di Dalton.

Non ricordo dove fossi arrivato quando commentai qui.
Comunque, i primi 5 film sono un costante crescendo, con l'apice in Goldfinger e Thunderball.
Poi arriva Lazenby e vabbeh, la merda più totale, quel film, c'è gente che prova anche a salvarlo, ma è un costante cercare di essere Connery senza esserlo.

L'ultima prova canonica di Connery, una cascata di diamanti, presenta un sacco di elementi che poi saranno ripresi in Roger Moore, soprattutto il modo camp e il cercare un altro pubblico, cioè seguire le mode e non crearle, come fatto nei primi 5 film,d ove si crea il mito e si creano diecimila doppioni, dal settimo si cerca di copiare.

Qui arriviamo a Moore. Dove il tono camp diventa sempre più assurdo, film dopo film, e si vuole copiare i generi di successo, strizzando l'occhio al pubblico americano.
Quindi abbiamo l'omaggio alla Blaxploitation, ai film di Bruce Lee fino al punto più basso di tutta la saga (Lazenby escluso) cioè Moonraker, qui nel cercare di copiare Star Wars, si tocca il basso.

Tutti lo sanno e solo per i tuoi occhi, finalmente ritorna a tematiche più sensate, riprendendo quanto visto in una cascata di diamanti. Ma ormai il danno è fatto, Moore non va più bene, i suoi film dopo diventano sempre più ridicoli e cercare di inserire gli elementi di spionaggio classico diventano un mezzo narrativo secondario, rispetto ai topos tipici dei film di Bond.

Octopussy è terrificante, mentre Bersaglio Mobile si salva solo grazie a G. Jones.
Prima di Brosnan si prova un nuovo Lazenby, questa volta tocca a Dalton che in realtà mette in piedi un Bond che vuole essere più reale, più solido, che potrebbe morire davvero, non come Moore che era un cartone live action.
Il problema dei suoi due film, è l'assenza quasi totale di una scrittura decente dietro e se in ZOna Pericolo sfruttando i topos tipici ce la si cava, in Vendetta Privata, che dovrebbe essere quello che espande i concetti, con Felix mutilato dal nemico di turno, non si raggiunge una vera quadra.


Commento anche i due apocrifi usciti.
Casino Royal, lo ricordavo molto peggio, invece alla fine ha un suo senso, visto soprattutto nell'ottica completa attuale sul personaggio.

Mai dire mai, è n ritorno a un Connery e un Bond serio, in scontro ideologico e produttivo con quello di Moore. Buon film.

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Re: TOPIC UFFICIALE - Ultimo film visto o rivisto #2

Messaggio da Nom du père »

FantOs ha scritto: 07/07/2020, 0:04mostra in maniera molto accurata l'aspetto sociologico, quindi le sfumature nei personaggi, la trattazione di certi temi, il circolo della violenza ecc...
La sociologia tratta di economia fin dai suoi albori, per dire la corrente marxista vede la base economica come la struttura che determina la cultura come sovrastruttura, quindi l'assenza di base economica nel film impedisce proprio alcuna rilevazione sociologica. A me pare che faccia popsofia (politica), del tipo Hobbes, homo homini lupus, ecc. e con molta difficoltà forse anche storia contemporanea, peccato che il povero è preso in quanto povero e non "un certo" povero quindi inquadrato in modo astorico, il che ammazza ogni velleità storicizzante.

Finito di vedere anche i film che mi interessavano di Venezia19 (mi mancherebbe giusto Aspettando i barbari, più per gusto dell'orrido e prendere per il culo l'orsetto Ciamby per Cozzi, ma non si trova ancora). Tra le migliori edizioni degli ultimi anni e certamente migliore di Cannes, almeno nei nomi forti, undercard imbarazzante come sempre ma questo non cambierà mai credo #grazieRauco
Wasp antifascistissimo in quanto antiamericano, sguardo il più neutrale possibile sui sabotaggi americani a Cuba, spy story postmoderna, lineare fino a metà quando inizia ad andare di continui swerve
About Endlessness mezzo riciclo dei precedenti, ma tre/quattro scenette inedite bastano per noi fan
A Herdade sembrava bello bello fino a metà, una specie di Novecento portoghese, poi non si sa perchè a metà fa un'ellissi di vent'anni e sparisce totalmente lo sfondo storico sfanculando il senso di una saga.
La vérité neanche malaccio si riuscisse a guardarlo solo come riflessione autobiografica della Deneuve, peccato che il tono da commedia francese ammazzi sta "verità" della finzione.
Ad Astra ennesimo sci-fi che DEVE essere SOLO un'esperienza visuale e quindi ci si può dimenticare della sceneggiatura. Gray è pure un buon mestierante ma sto film non ha mezzo senso con un finale pure reazionario (ricerca del fuori come ricerca dell'altro negata per un ricongiungimento familiare e una rivalorizzazione del privato, maddai...)
Painted Bird che la critica militante aveva dipinto (pun intended) come pornografico in modo esagerato, non è meno pornografico di un Roma, anzi stacca spesso nelle scene più dure. Piuttosto, è la versione mediocre di Come and See, eccessivo in tutto.
Guédiguian non sarà mai Loach, basta cinema per pensionati, basta Rauco #licenziateRauco
Infine senza mezza vergogna quel bastardo di Barbera che si lagna che i festival online non dovrebbero mai sostituire l'esperienza dei festival e letteralmente 5 minuti dopo succhia il cazzo allo streaming, ancora più vergognosi gli amichetti critici e universitari che assecondano pure le sue contraddizioni

1. Ema (P. Larraín)
2. Marriage Story (N. Baumbach)
3. Joker (T. Phillips)
4. J'accuse (R. Polański)
5. Wasp Network (O. Assayas)
6. Om det oändliga (R. Andersson)
7. A herdade (T. Guedes)
8. La vérité (K. Hirokazu)
9. Il sindaco del rione Sanità (M. Martone)
10. La mafia non è più quella di una volta (F. Maresco)
11. Ad Astra (J. Gray)
12. Martin Eden (P. Marcello)
13. Nabarvené ptáče (V. Marhoul)
14. The Laundromat (S. Soderbergh)
15. Gloria Mundi (R. Guédiguian)

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Re: TOPIC UFFICIALE - Ultimo film visto o rivisto #2

Messaggio da FantOs »

Nom du père ha scritto: 10/07/2020, 17:14 La sociologia tratta di economia fin dai suoi albori, per dire la corrente marxista vede la base economica come la struttura che determina la cultura come sovrastruttura, quindi l'assenza di base economica nel film impedisce proprio alcuna rilevazione sociologica. A me pare che faccia popsofia (politica), del tipo Hobbes, homo homini lupus, ecc. e con molta difficoltà forse anche storia contemporanea, peccato che il povero è preso in quanto povero e non "un certo" povero quindi inquadrato in modo astorico, il che ammazza ogni velleità storicizzante.
Perfetto grazie per la spiegazione, era un problema di terminologia, infatti, se rileggi il primo post ho proprio scritto che manca l'analisi economica e in generale sono d'accordo con quello che dici, anche se tu lo sai dire molto meglio lol.

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Re: TOPIC UFFICIALE - Ultimo film visto o rivisto #2

Messaggio da Jeff Hardy 18 »

Ho visto Matthias & Maxime di Dolan.
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Dopo quel mezzo pastrocchio di Donovan, che presumo servisse per promuoversi negli US, però l'ha portato a un cameo dove viene sventrato in It 2, non so se si possa considerare un successo, boh.

Dicevo, tralasciando Donovan e Just La fin du mond che non è un film da buttare, ma è un film che ti aspetti da qualcun altro, non da un autore come Dolan che ti ha tirato fuori quella cinquina (inserendo a forza Tom a la ferme), si torna a tematiche narrative più consone e forse più nelle sue corde.

Con Mommy si è in parte conclusa l'esperienza adolescenziale, quindi i vari coming of age che sono stati in parallelo con se stesso, alla fine j'ai tue ma mere e les amours imaginaires vedono un protagonista (se stesso) che si trova in quella fase di pieno conflitto con la figura materna, in cui abbiamo anche quello che è un ulteriore ostacolo legato all'omosessualità e quello che un'accettazione e un coming out comporta soprattutto in un adolescente.

Quindi ben contento che si sia lasciato andare i due esperimenti, certo tornano alcune delle tematiche, la figura materna disfunzionale e l'omosessualità non accettata, ma rivestono un ruolo quasi secondario e soprattutto a livello tecnico c'era un appiattimento snervante per un autore che ci ha portato Mommy che a livello tecnico ed estetico è un filmone.

Ora finalmente c'è un'evoluzione della tecnica e dell'estetica, ci sono delle scelte registiche spettacolari, dei momenti costruiti magnificamente.
Si lascia andare il coming of age e si entra nella fase successiva della vita, cioè quando hai finito l'università e non sai ancora bene chi sei, cosa vuoi fare, quindi vediamo tante figure in questo gruppo di amici, quello che studia in Inghilterra, quello che continua a sballarsi come se avesse 18 anni, quello che si vuole trasferire e quello con la carriera già bella avviata dal padre.
Queste figure, ancora una volta sembrano essere e creano un parallelismo con la vita di Dolan, qui si percepisce il suo essere autore, quando traspare la sua visione, le sue paure del mondo nelle sue opere.
La storia tra Matthias e Maxime non è nemmeno una storia d'amore, ma è un racconto di un travaglio interiore, di una serie di momenti che uniti compongono un passaggio fondamentale nella vita di ognuno, quel passaggio tra un momento più spensierato e quello che la vita adulta ti viene a chiedere.
Lo scarto generazionale è anche nei riferimenti culturali, che non vengono colti dalla generazione successiva, con anche un rimando alla differenza tra la comunita LGBT di dieci anni fa e quella di adesso.

Decisamente un'opera interessante e speriamo che sancisca la rinascita di questo autore che con i primi suoi film ci aveva fatto sperare di essere di fronte a un altro grande.

Diciamo che se in cima ci stanno Mommy e Lawrence Anyways, metterei Matthias & Maxime assime a J'ai tue ma mere un gradino sotto ai suoi due film migliori.
Segue les amours imaginaires e just la fin du monde e in coda Tom a la ferme e Death and life of John F Donovan.

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