Fumetti & Affini

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Elios95
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Re: Fumetti & Affini

Messaggio da Elios95 »

Inklings ha scritto: ↑26/10/2026, 15:40 Immagine

Tom King e Peter Gross re-interpretano (o almeno, ci provano) La fattoria degli animali di Orwell adattandola alla democrazia americana e ai suoi recenti declini.

Alla fattoria si sostituisce un canile/gattile, le classi degli animali vengono semplificate nei cani (palesemente i Repubblicani), nei gatti (palesemente i Democratici) e nella terza classe dei conigli, che ha un riferimento un po' più labile/generale e viene caratterizzata come una massa di vittime non esattamente brillante ma politicamente rilevante che pendono ora per un polo ora per l'altro sulla base degli interessi e bias momentanei (alcuni critici parlano del "popolo" in generale, a me paiono più una rappresentazione delle minoranze), esistono i social network e sullo sfondo rimane costantemente la presenza/assenza degli esseri umani che forniscono risorse al rifugio diventato auto-gestito (i plutocrati e le lobby che gestiscono la politica americana parzialmente dietro le quinte?).

Ora, l'opera di Orwell si riferiva e faceva satira su una situazione storica e politica ben precisa, e i suoi personaggi e momenti si potevano facilmente vedere le fasi e i protagonisti dell'URSS come li vedeva Orwell.
Qua invece i riferimenti sono più generali e richiamano situazioni politiche americane in modo tangenziale (la rivoluzione degli animali iniziali richiama la nascita degli Stati Uniti, il voto su base del peso il compromesso storico sui voti degli stati, la questione dei due mandati, etc.), probabilmente per lasciare la vicenda più "aperta" e intrepretabile anche negli anni futuri, mentre la maggior parte dei personaggi, con una eccezione, non hanno un riferimento univoco (il cane Titan pare un misto tra George Washington, McCain e un babbeo repubblicano random, la gatta Fifi una dem che mischia qualità empatiche tendenti al suicidio con elementi di snobismo e presunzione di superiorità nei confronti dell'altra parte politica, etc.)

L'eccezione è il bulldog Piggy (richiamo evidente ai maiali di Animal Farm), che non si fa fatica a capire chi sia:
Spoiler:
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Il suo modo di parlare di gran lunga la cosa migliore del fumetto, hanno azzeccato alla grande i manierismi di DJT :party: :party: :party:

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Vabbé, comunque il punto del fumetto è mostrare la degenerazione del sogno democratico di libertà, uguaglianza, ricerca della felicità, etc. che per le proprie debolezze interne e i personalismi delle parti politiche in gioco finisce col cedere al populismo, alla post-verità, alla violenza e all'autocrazia, facendo sprofondare nel fango i fragili spazi d'azione duramente riconquistati, in un finale decisamente amaro nel quale gli autori non intendono offrire alcuna soluzione o pillola consolatoria.
(Ma devo dire che il finale di Piggy una risata me l'ha strappata, anche se non credo che fosse quello lo scopo :almostlaughing: ).

Tra le cose che funzionano meglio direi il tratteggio delle varie parti, con i cani/rep orientati fortemente all'autonomia e alla difesa del rifugio, inizialmente mossi da alti (per quanto ingenui) ideali ma che proprio in virtù delle proprie caratteristiche finiscono per cadere prima di tutti nella trappola autocratica, i gatti/dem che cercano di sviluppare condizioni ragionevoli di convivenza egualitaria ma rimanendo convinti della propria superiorità morale e intellettuale (prima di prenderla nel culo) e i conigli che cercano innanzitutto di sopravvivere e costruirsi (senza averne davvero la piena possibilità) un minimo spazio di azione tra due categorie che possono divorarli, senza successo.
E il rapporto tra Fifi e Titan, abbastanza riuscito.

Molto bene anche il disegno, con particolare riguardo al fatto di essere riusciti a trasmettere ottimamente le emozioni dei vari personaggi senza antropomorfizzarli.

Per il resto, lo ritengo un fumetto medio, lo storytelling funziona (ma è ereditato da Orwell, quindi non un grande sforzo qua) e alcune aggiunte/integrazioni (tipo quelle citate) danno spunti di riflessione, ma altri elementi di setting sono gettati in mezzo senza troppa convinzione o approfondimento (l'inizio con elementi antispecisti e il discorso di Lucky sulle porte, la telecamera e i social usati solo come device narrativo per far funzionare il rifugio e permettere l'ascesa di Piggy, il fatto che il rifugio stesso non sia veramente autonomo se non grazie all'intervento umano sullo sfondo, etc.) e il finale che sembra la chiosa di Kent Brockman sulla democrazia non è esattamente il massimo :serious:

Comunque intrattiene, quando lo posterò su Terra-3 penso che lo metterò comunque davanti alle robe di Zerocalcare :occhiolino:
L'ho letto a sbafo in una libreria in centro a Parma perchè non avevo alcuna voglia di spendere soldi, ma la storia era abbastanza intrigante da proseguire nella lettura...E grazie al cazzo dato che è un rifacimento della Fattoria degli animali.
Carino, il finale azzecato per me



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Inklings
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Re: Fumetti & Affini

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