Questo post di LL è molto preciso e puntuale ma secondo me, anche se "condividi l'idea generale" secondo me guardi al dito invece che alla luna.
La luna secondo me è la questione della divisione in blocchi del mondo, dico due cose su questo.
Il primo punto è la crisi della cosiddetta globalizzazione. Questo è il risultato degli ultimi 15 anni di crisi economiche che hanno profondamente cambiato le condizioni economiche mondiali, uniti a molti fattori politici di cui spesso sono causa. Guerre, "chips act", crisi di approvvigionamento delle materie prime e delle terre rare, sanzioni, inflazione, distruzione di relazioni internazionali hanno prodotto il rallentamento e la contrazione del mercato mondiale. Questo ha avuto, sta avendo e avrà conseguenze enormi, sul piano delle politiche economiche ma non solo di tutti gli stati, che bene o male si orientano verso forme di protezionismo economico, per ora settoriale.
Questa cosa inoltre è ingigantita dal fatto che le maggiori economie mondiali, soprattutto occidentali, non si sono mai davvero riprese dalla crisi del 2008 e da allora assistiamo ed un enorme ruolo degli incentivi statali nell'economia, sotto forma di salvataggi di gruppi bancari, immissioni di denaro e prospettive di crescita legate ai bassi tassi che hanno trovato uno scorno terribile negli ultimi 2 anni con gli aumenti dei tassi d'interesse, l'inflazione, la prospettiva della recessione.
Il secondo punto è che preso atto della nuova stagione in cui siamo entrati, molti stati stanno facendo le loro valutazioni. E' sempre difficile dire quando inizia un momento nuovo, ma se devo dire la mia, il punto di svolta è stato il repentino abbandono da parte degli USA dell'Afghanistan.
Certo è vero come dici che
Arabia Saudita/Emirati Arabi/India mantiene rapporti saldissimi con gli USA e con l'Occidente intero.
Peccato che l'Arabia Saudita spalleggi proprio la Russia sulla produzione di petrolio per tenere alti i prezzi, con grande scorno dell'amministrazione Biden che aveva espressamente chiesto il contrario. La produzione di petrolio ha raggiunto all'inizio di Agosto i suoi minimi da 2 anni.
La stessa India ha ingigantito i suoi acquisti di petrolio e gas dalla Russia, operando come principale gateway per aggirare le sanzioni alla Russia da parte dell'UE.
Questi non sono semplici affari vantaggiosi di qualche rapace che trova i buchi nel sistema per lucrare, ma sono semplicemente gli esiti di una situazione in cui tutti gli stati che sono anche semplicemente "potenze d'area", si guardano intorno e cercano di decidere autonomamente in quale sfera d'interessi entrare, piuttosto che prendere come dato il fatto di trovarsi in un "mondo globale" a trazione USA.
Questo ha immediate traduzioni politiche. Iran e Arabia Saudita non hanno semplicemente migliorato i loro rapporti. Hanno migliorato i loro rapporti sotto la guida diplomatica cinese e questo è stato un importante punto politico segnato dalla Cina.
La divisione del mercato mondiale in blocchi, produce la divisione politica in blocchi. Ma nel nuovo contesto dato, il nuovo protagonismo degli stati, le nuove condizioni nelle relazioni economiche internazionali, hanno invertito i ruoli rispetto a 30 anni fa. Gli obiettivi economici di molti paesi o di blocchi di alleanze sono oggi quello dell'indipendenza produttiva, ma nascono da una prospettiva politica completamente diversa da quella della fase precedente. Se prima gli stati si adeguavano (o si sottomettevano con la forza) all'apertura degli scambi commerciali, oggi gli investimenti e i capitali sono sottoposti agli obiettivi politici dettati dagli stati stessi, che sono spesso di esplicita concorrenza diretta, di indebolimento o addirittura di sottomissione dell'avversario di turno.
In questo senso viviamo di nuovo un'epoca imperialistica, con lugubri paralleli con il primo inizio del '900.
In questo senso l'incontro dei BRICS di quest'anno segna una piccola novità (piccola ho detto, non che i BRICS diventano improvvisamente qualcosa di più che una serie di nomi di paesi con interessi talvolta convergenti) dentro questo quadro più generale.