PuroIndyLove ha scritto: ↑20/05/2020, 12:11
Ho visto ieri sera
Doctor Sleep.
La sensazione che mi ha suscitato è la medesima riscontrata in sequels di opere cult - che hanno influenzato la cultura di massa - come
2049 e
El Camino, risolvendosi in due domande: senza, ne avremmo sentito la necessità? Cosa aggiunge in più rispetto al precedente? Io credo nulla, così come i due esempi sopracitati.
Nei casi di Villeneuve e Gilligan non critico il prodotto finale, comunque godibile, ma la soddisfazione del secondo quesito sopra indicato, che a mio avviso non c'è, e lo stesso dicasi di questo seguito di
Shining.
Premetto che non ho letto i due King, dunque non posso esprimermi in merito e basarmi solo sulle trasposizioni filmiche.
Benché godibile, aggiunge poco o nulla alla storia e alla evoluzione del personaggio principale, risultando persino poco appassionante in questo senso.
L'opera precedente era autoconclusiva e suscitava - almeno da parte mia, ma suppongo anche da parte di molti fans - minimo interesse sul destino dei sopravvissuti, sui poteri del piccolo Torrance e il destino dell'hotel. Insomma, le premesse per un sequel erano scarse, dal momento che mancava la domanda fondante allo scopo di avventurarsi nella difficile boscaglia dei seguiti: ovvero cosa posso dire in più che non sia già stato detto? Se non rispondi a questo quesito, il tuo sequel può anche essere di buona fattura, ma rispondi alle regole di mercato e agisci sull'onda emozionale del primo senza completare un cerchio.
Tutta la questione intorno allo "Shining" come potere sovrannaturale conteso tra due fazioni di buoni e cattivi, quasi come superheroes versus villains, banalizza un pò il fascino del film precedente, che non aveva bisogno di porsi troppe domande in merito e, anzi, un alone di mistero avrebbe giovato ad incrementare ancora di più quel fascino. Certe domande devono rimanere senza risposta.
Salvo la sequenza finale all'Overlook che ci rigetta nelle atmosfere del film precedente e fa prendere al film una piega realmente orrorifica.
I rimandi a Kubrick e al rapporto di Danny col suo passato turbolento e il padre, forniscono qualche informazione in più e un minimo di interesse, ma la sostanza resta la stessa: non è abbastanza da farci un seguito, da interessare lo spettatore circa il suo destino, bastava quello che avevamo visto e il resto lasciato all'imaginazione.
To sum up: un film sì e no, godibile, come ho detto, ma dimenticabile.