Mi fa ridere che Colosso parli di successo dei suoi articoli e poi ogni due post deve ribadire ciò che ci ha scritto perché non li ha letti un cazzo di nessuno e quindi deve far sapere di che parla
Comunque sempre e solo le storyline se la competizione sportiva deve essere quella cacata del ranking. Robaccia inutile che infatti in AEW hanno gettato nel cesso due volte, la seconda tornata è durata manco un mese prima di essere mandata a fanculo. Motivo per il quale trovo estremamente noiosi pure i tornei, e non vedevo l'ora che finisse il KOTR
Che poi a me una narrazione sportiva ben fatta (intesa come STORIA tra due o più atleti che competono per capire chi è il migliore) farebbe impazzire, magari con quel pizzico di overdrama alla Tsubasa/Ollie&Benji per caricare sul fattore agonistico/sportivo... Basti pensare a come ha funzionato bene e a cosa ha portato la storyline del "weak link" di Bryan, con lui che non accetta di essere diventato uno sparring partner e che vuole dimostrare di essere di più.
Captain Phenomenal1 ha scritto: ↑13/06/2024, 14:51
Immagino il puro sfoggio testoteronico: "Ci affrontiamo per determinare chi dei due è migliore" senza fronzoli eccessivi di storyline.
Direi ancora più il "ti affronto perché una classifica ha deciso così, non ti odio, anzi, vinca il migliore ".
Fourcade ha scritto: ↑13/06/2024, 23:06
Contano le storie, ma il mio enorme problema con il wrestling è che di storie non ce ne sono.
Sono tutte storie basicissime e ripetute all'infinito, con sempre gli stessi personaggi che non hanno più nulla da dire.
Voi non troverete una storia che vi invoglia a seguire come le serie TV, che le storie le hanno vere.
Senza fare gli esempi più banali come Breaking bad o game of thrones, anche una fottuta storia di yu gi oh, come il fottuto Pegasus, o la storia del faraone Atem, sono storie che mi coinvolgono ben di più di quelle della WWE. E stiamo parlando del fottuto Yu gi oh.
Una volta mi sono alzato alle 2 di notte e non riuscivo più a dormire, non sapevo cosa fare e mi sono messo a vedere i Digimon dalla prima puntata. Eppure quel cazzo di cartone da bambini di 5 anni mi aveva preso di più delle storie della WWE, e io mi chiedevo dove erano finiti, cos'era digiworld, come mai erano finiti lì, chi erano i digimon e perché si digievolvevano. Cristo santo, i digimon del 2000.
Un'innovazione in questo senso furono Lucha Underground e la CHIKARA.
The Prizefighter ha scritto: ↑14/06/2024, 8:40
Mi fa ridere che Colosso parli di successo dei suoi articoli e poi ogni due post deve ribadire ciò che ci ha scritto perché non li ha letti un cazzo di nessuno e quindi deve far sapere di che parla
Il successo della rubrica è così grandioso che il nome Colosso è conosciuto e associato al wrestling pure in ambiti dove credevo non avessero mai sentito parlare della disciplina, tipo i siti di reality.
Chi non ha ancora letto gli articoli si perde dei veri e propri pezzi di storia del web.
Colosso ha scritto: ↑14/06/2024, 15:08
Il successo della rubrica è così grandioso che il nome Colosso è conosciuto e associato al wrestling pure in ambiti dove credevo non avessero mai sentito parlare della disciplina, tipo i siti di reality.
Chi non ha ancora letto gli articoli si perde dei veri e propri pezzi di storia del web.
stiamo calmi che non sei il Buffa del wrestling, e non ci sei nemmeno vicino... meno ego che non sei nemmeno un wrestler.
Colosso ha scritto: ↑14/06/2024, 15:08
Il successo della rubrica è così grandioso che il nome Colosso è conosciuto e associato al wrestling pure in ambiti dove credevo non avessero mai sentito parlare della disciplina, tipo i siti di reality.
Chi non ha ancora letto gli articoli si perde dei veri e propri pezzi di storia del web.
Se notate, tutti i miei discorsi sono in risposta ad altri che sminuiscono la rubrica senza alcun motivo. Più che umiltà da parte mia si dovrebbe parlare di rispetto da parte dei detrattori.
E comunque non sono Buffa perchè Buffa non si occupa di wrestling. Ma posso benissimo essere Jim Cornette.
E comunque ragazzi, io non ci guadagno niente dalla rubrica, è un lavoro basato sulla gloria e sulla fama.
Se è l'autore stesso a professare umiltà e a far credere di non valere niente, che cavolo scrive a fare?
L'editorialista deve per forza di cose credersi una figura importante, anche quando non lo è veramente.