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Vader_time! ha scritto: ↑20/04/2026, 7:25
Ok togliere JoJo ( Jojolion l'ho finito a fatica e l'ultima prima o poi la comincerò, affanculo i time reset/ timeskip), ma veramente berserk? Fino alla torre della condanna posso anche capire, dopo diventa una clamorosa merda ed il suo successore sta raschiando ancora di più il fondo del barile
Facendo una media, sì.
Tutto quello che va dall'inizio a Lost Children è semplicemente una delle storie migliori che abbia mai letto, e il climax dell'Eclissi + Dio dell'Abisso sta nell'Olimpo della storia a fumetti di tutti i tempi.
Il post-torre non regge l'hype e anzi c'è una parte non indifferente del tutto che fa cagare (i flirt con le tipe e gli stacchetti di Isidoro e Puck ), ma quello che viene prima per me è veramente troppo buono per non rientrarci (non nei primi posti, ma abbastanza per una top ten).
(Posto che comunque della roba buona nel mare della mediocrità pure dopo c'è, Guts all'inizio del viaggio con Caska, la trasformazione con l'armatura, il viaggio nell'inconscio di Guts).
Riesco a vedere perché nella nicchia del genere horror-gotico-erotico sia considerato un capolavoro, non nego che ci sia una potente critica alla società e al disagio generazionale dei giapponesi a cavallo del nuovo millennio e l’autore ha un tratto davvero pregevole e buoni spunti narrativi, con alcune tavole molto interessanti e una buona resa del dramma di alcuni personaggi…
… detto questo, un cordiale vaffanculo a Igort che mi aveva messo la curiosità per sta roba da quando ho letto i Quaderni giapponesi, ultima volta che mi azzardo anche solo a leggere qualcosa di anche solo vagamente afferente all’eroguro, che userò giusto come contro-argomento da tirare fuori quando qualcuno inizierà un discorso giappofilo
Tekkon Kinkreet di Taiyo Matsumoto mi ha gasato parecchio, anche già solo per l'estetica con influenze dal fumetto europeo.
Si perde un po' nel finale confusionario (la roba del minotauro mboh, una parte di me l'ha apprezzata e una parte l'ha odiata perché non ha senso), ma il rapporto tra Kuro e Shiro e le subplot del Ratto e di Kimura sono tanta roba.
Notevole essere riuscito a dare profondità ai propri personaggi senza praticamente utilizzare flashback e spiegoni ma lasciando trasparire il loro mondo interiore solamente attraverso le loro azioni e i loro concisi dialoghi.
Non è importante come si sono incontrati davvero Kuro e Shiro, quale sia il dramma "incomprensibile" che porta Kuro alla violenza bestiale e all'autodistruzione, che cosa li legasse al "Ratto", quale fosse il passato di Jiccha, etc., il loro legame è il quartiere in cui hanno vissuto la propria esistenza, il loro rapporto è la lotta quotidiana per sopravvivvere in un mondo in cui sono sempre stati considerati come rifiuti umani, la loro (flebile o enorme) speranza di poter far nascere qualcosa di significativo nel peggior buco di culo di una periferia senza nome dove tutto viene sacrificato e oggettificato in nome del profitto di quattro adulti stronzi e criminali.
Sicuramente leggerò anche Ping Pong e Sunny appena ne avrò l'occasione.
Bellini loro, peccato solo che non vedremo il mini-finale di Eri
Però sí, davvero una gran bella stagione finale (che spero abbia fatto ricredere qualche criticone del finale del manga ai tempi), i ragazzi della 1-A e il caro All Might mancheranno assai