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Allora, chiaramente risente un po' di tutti quegli stilemi dei manga anni '70 (gli stessi che si vedono in un Ashita no Joe o in un Devilman, insomma), con le scenette sceme, lo slapstick, il didascalismo, lo stile cartoonish, etc.
Però al netto di questo (che comunque almeno fa un attimo di contrasto alla pesantezza e crudezza dei temi trattati) che cazzo gli vuoi dire? Veramente un fumetto capitale che racconta in modo pazzesco la realtà del Giappone pre e post bombardamento nucleare, lo schifo della guerra ma anche e soprattutto della propaganda militarista e del futile orgoglio nazionalista, il razzismo, la discriminazione nei confronti degli hibakusha, le conseguenze terribili per gli ultimi della storia (i poveri, i vecchi, i bambini, le donne).
Tutta la parte relativa al bombardamento (vol 1 e 2) incredibile, 200 tavole di rappresentazione di una delle situazioni più vicine all'inferno che abbiamo avuto nella storia umana.
... ma sono troppo sorpreso nell'aver letto di un personaggio (per giunta bambin* e principale) transgender, in un fumetto giapponese (parzialmente autobiografico) del 1976, che non viene trattato come comedy character o contorno e viene esplorato nella sua psicologia e sessualità.
Non è il primo gekiga che leggo, ma questa onestamente mi mancava