Dalla pagina Interisti Esistenzialisti:
Le PAGELLE ESISTENZIALISTE di INTER - Milan, ovvero di come l'Oltreuomo si è annunciato e ha messo a parte ogni disperazione, facendo crollare ogni metafisica. #DerbyMilano
NECESSARI:
- Samir HANDANOVIC: Ultima difesa contro la disperazione, così insuperabile che l'unico modo per abbatterlo è che si faccia gol da solo. E lo fa, portando un carico immenso di disperazione che si sprigiona in indrescrivibile gioia nel finale.
- Inter SKRINIAR: Il limite oltre il quale nulla può giungere, oltre il quale l'unica necessità è l'annichilimento. E lo sa benissimo la composizione ossea di André Silva dopo aver cercato invano di spingersi oltre questo baluardo.
- Joao MIRANDA: Che squadra saremmo se qualcuno non decidesse di provare in ogni modo a rovinare la festa? Ci pensa Miranda, con amnesie alla Memento. Che stia ancora pagando la botta presa con Allison? Nel secondo tempo, da buona negazione, torna in sé.
*DERBY SPECIAL: - Leonardo BONUCCI (Il migliore): Ancora una volta sposta gli equilibri. Dalla parte nostra.
- Yuto NAGATOMO: Scolastico, ma non in senso metafisico. Senza infamia e senza lode, ma sempre col solito timore indotto.
- Danilo D'AMBROSIO: Ara quella fascia con una costanza al limite della cura, ed è deciso e decisivo su ogni chiusura. Merito esistenziale per il rigore procurato, che lo innalza nel Pantheon della contingenza che si fa necessità, per una notte.
- Mathias VECINO: La rivoluzione dell'essere passa per i suoi piedi e la sua tenacia. Encomiabile lo strappo al minuto 89', un mix letale di volontà di potenza e ribellione ad un destino quasi scritto.
- Roberto GAGLIARDINI: Buon primo tempo, poi l'usuale sonno della ragione nel secondo. Regge la pressione e recupera tanto.
- Borja VALERO: Quando il professore sale in cattedra, insegna nuove vie dell'essere, poetiche che passano per i suoi piedi e si innalzano quasi alla perfezione, se mai ce ne fosse una. Però no n regge i 90 minuti ed è costretto al cambio, una volta stremato.
- Ivan PERISIC: Lui è questo, ormai: assenza che incanta nel momento in cui si fa presenza e decide dell'avvenire.
- Antonio CANDREVA: Inizia nel migliore dei modi, facendo giustizia e annichilendo quel piccione non pagante che credeva di potersi gustare lo spettacolo di San Siro nerazzurro gratuitamente. Poi, siccome la metafisica è davvero scarsa, Antonio regala una delle prestazioni più belle della sua stagione. Dose incessante di esistenzialismo per quella traversa, che lo avrebbe consacrato. Esce stremato tra gli applausi di un pubblico onesto, che inizialmente lo aveva fischiato. E a questi applausi ci uniamo anche noi, questa volta.
- Mauro ICARDI: L'Oltreuomo si è manifestato, e ha preso su di sé ogni grave responsabilità del destino. Nella sua danza creatrice, ironicamente sbeffeggia il male metafisico, per una vittoria dell'esistenzialismo che ha in lui tutto il maggior merito. Mauro Icardi: capitano, umanista, esistenzialista.
CONTINGENTI:
- Joao CANCELO: La potenza c'è tutta, l'atto è da attendersi, ma sappiamo già che vedremo grandi spettacoli in futuro.
- EDER: Lo scarso minutaggio necessario per incidere anche sul tempo quasi giunto, provocando il calcio d'angolo che porterà al rigore.
- Davide SANTON: Abbiamo tutti assistito alla prova ontologica dell'esistenza di Santon. Meritatissimo il suo ingresso per portare alla standing ovation per il capitano, e dimostrare ai metafisici tutta la potenza dell'esistenzialismo, che, ironicamente, si prende il lusso dello sbeffeggio con il suo ingresso in campo.
ALLENATORE:
- Luciano SPALLETTI: La volontà e la grinta sono valori che risiedono nella testa. Una testa nuova che ha plasmato lui in questi giovani esistenzialisti. E di questo ha tutti i meriti del mondo. Ha trasformato la disperazione in sogno, che si spera non svolti in illusione.