I giapponesi in USA: non è mai sbocciato l'amore.
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I giapponesi in USA: non è mai sbocciato l'amore.
Nella chat che ho in comune su Telegram con alcuni di voi, è uscito fuori questo argomento
Tolti i momenti di nicchia ed un seguito di nicchia, e tolto che gli appassionati più sport/oriented apprezzano le qualità generali degli atleti giapponesi che sono comparsi in USA... possiamo dire che nella totalità delle situazioni.. i Giapponesi in Usa.. non funzionano?
Da nessuna parte: per funzionare non intendo l'apprezzamento delle loro qualità sul quadrato, ma intendo proprio il seguito generale. Son troppi ormai gli esempi della diminutio di rendimento e di considerazione rispetto a quando hanno lottato nel loro prime in Giappone
Mentre non avviene il discorso inverso (i Gaijin occidentali acchiappano per essere una novità quasi sempre l'apprezzamento del pubblico ed anche posti di rilievo in card)
Unica eccezione, ma va detto, neanche tanto in realtà, la possiamo attribuire ad Asuka ed Iyo Shirai, ma anche li, una presentazione più macchiettistica e di colore rispetto alle qualità complessive, comunque alte.
é una mia percezione sbagliata?
Tolti i momenti di nicchia ed un seguito di nicchia, e tolto che gli appassionati più sport/oriented apprezzano le qualità generali degli atleti giapponesi che sono comparsi in USA... possiamo dire che nella totalità delle situazioni.. i Giapponesi in Usa.. non funzionano?
Da nessuna parte: per funzionare non intendo l'apprezzamento delle loro qualità sul quadrato, ma intendo proprio il seguito generale. Son troppi ormai gli esempi della diminutio di rendimento e di considerazione rispetto a quando hanno lottato nel loro prime in Giappone
Mentre non avviene il discorso inverso (i Gaijin occidentali acchiappano per essere una novità quasi sempre l'apprezzamento del pubblico ed anche posti di rilievo in card)
Unica eccezione, ma va detto, neanche tanto in realtà, la possiamo attribuire ad Asuka ed Iyo Shirai, ma anche li, una presentazione più macchiettistica e di colore rispetto alle qualità complessive, comunque alte.
é una mia percezione sbagliata?
- Darth_Dario
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Re: I giapponesi in USA: non è mai sbocciato l'amore.
Eh, ni. Non ci sono tanti esempi ma esempi ci sono. Me ne vengono in mente tre che, guarda caso sono tutti extra WWE: The Great Muta in WCW, Tajiri in ECW e Morishima in ROH.
Perché sottolineo extra WWE? Perché sono convinto che il problema sia la mentalità di Stamford. Ai tre nomi sopra è stato permesso di fare le loro cose, integrando elementi del Wrestling americano (Muta e Tajiri in particolare), senza però avere nessuna urgenza di infilarli in uno stampo che non era il loro. In WWE non ci hanno mai provato. Riprendiamo Tajiri: comunque lo hanno dovuto infilare in scenette e segmentini scemi (poi lui è un fico e li ha fatto funzionare, ma non è quello il punto). Asuka non ha caso è esplosa ad NXT e Sky bho, forse ad oggi è l'unica eccezione.
L'AEW oggi è a metà strada: da un lato ci tiene a tenere un collegamento con la cultura di origine, dall'altro però poi cade negli stessi problemi della WWE e strozza qualsiasi cosa di buono.
Il problema più grande è poi che entrambe si rifiutano categoricamente di provare a scrivergli storie che abbiano un serio sviluppo sul ring e che facciano leva sui loro punti di forza. Sky è oggi appunto un eccezione, Okada è un mezzo aborto e Takeshita dopo un buon 2023 è dovuto tornare in Giappone.
Perché sottolineo extra WWE? Perché sono convinto che il problema sia la mentalità di Stamford. Ai tre nomi sopra è stato permesso di fare le loro cose, integrando elementi del Wrestling americano (Muta e Tajiri in particolare), senza però avere nessuna urgenza di infilarli in uno stampo che non era il loro. In WWE non ci hanno mai provato. Riprendiamo Tajiri: comunque lo hanno dovuto infilare in scenette e segmentini scemi (poi lui è un fico e li ha fatto funzionare, ma non è quello il punto). Asuka non ha caso è esplosa ad NXT e Sky bho, forse ad oggi è l'unica eccezione.
L'AEW oggi è a metà strada: da un lato ci tiene a tenere un collegamento con la cultura di origine, dall'altro però poi cade negli stessi problemi della WWE e strozza qualsiasi cosa di buono.
Il problema più grande è poi che entrambe si rifiutano categoricamente di provare a scrivergli storie che abbiano un serio sviluppo sul ring e che facciano leva sui loro punti di forza. Sky è oggi appunto un eccezione, Okada è un mezzo aborto e Takeshita dopo un buon 2023 è dovuto tornare in Giappone.
- THEREALUNDERTAKER
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Re: I giapponesi in USA: non è mai sbocciato l'amore.
eh Dario, ma appunto gli esempi che fai (Morishima e Tajiri soprattutto) sono "quei momenti di nicchia" che ho citato nel preambolo (anche Misawa ed Inoki, cioè due mostri sacri, in Usa hanno stentato sul piano del seguito generale, pur riconoscendogli l'importanza che giustamente meritavano, relegandoli appunto "a momenti di nicchia" non duraturi sul suolo americano).Darth_Dario ha scritto: ↑14/09/2025, 10:04 Eh, ni. Non ci sono tanti esempi ma esempi ci sono. Me ne vengono in mente tre che, guarda caso sono tutti extra WWE: The Great Muta in WCW, Tajiri in ECW e Morishima in ROH.
Perché sottolineo extra WWE? Perché sono convinto che il problema sia la mentalità di Stamford. Ai tre nomi sopra è stato permesso di fare le loro cose, integrando elementi del Wrestling americano (Muta e Tajiri in particolare), senza però avere nessuna urgenza di infilarli in uno stampo che non era il loro. In WWE non ci hanno mai provato. Riprendiamo Tajiri: comunque lo hanno dovuto infilare in scenette e segmentini scemi (poi lui è un fico e li ha fatto funzionare, ma non è quello il punto). Asuka non ha caso è esplosa ad NXT e Sky bho, forse ad oggi è l'unica eccezione.
L'AEW oggi è a metà strada: da un lato ci tiene a tenere un collegamento con la cultura di origine, dall'altro però poi cade negli stessi problemi della WWE e strozza qualsiasi cosa di buono.
Il problema più grande è poi che entrambe si rifiutano categoricamente di provare a scrivergli storie che abbiano un serio sviluppo sul ring e che facciano leva sui loro punti di forza. Sky è oggi appunto un eccezione, Okada è un mezzo aborto e Takeshita dopo un buon 2023 è dovuto tornare in Giappone.
Ecco, forse Muto ha ottenuto qualcosina di interessante da quel punto di vista in termini generali, ma siamo comunque lontani dai fasti del suo prime in Giappone.
la riflessione è partita su Nakamura e Okada nella chat telegram: ma da li ci siamo resi conto un po' tutti nella chat... che vuoi per le questioni linguistiche, vuoi che il pubblico generalista non viene preso, vuoi, come giustamente hai segnalato, che la scrittura sui Giapponesi sfocia puntualmente nel macchiettistico (Bitch di Okada è l'ultimo degli esempi ed anche Asuka e la Sky son quelle delle pitture colorate e delle entrate tarantolate nella concezione generale.. E SPECIFICO è un gran peccato per entrambe ridurle all'equivalente dello Yeet) trovare un esempio di Giapponese che ce l' ha fatta in Usa.. non ci si riesce
Re: I giapponesi in USA: non è mai sbocciato l'amore.
Satoru Sayama prime sarebbe diventato un crack anche in WWF/E
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Re: I giapponesi in USA: non è mai sbocciato l'amore.
Si, ma diciamo tutto: avercela fatta= top (che chissà com'è fatto, visto che titoli e match importanti non contano) in WWE (e forse in AEW). Detto così ok e vabbè.THEREALUNDERTAKER ha scritto: ↑14/09/2025, 10:12 trovare un esempio di Giapponese che ce l' ha fatta in Usa.. non ci si riesce
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Re: I giapponesi in USA: non è mai sbocciato l'amore.
Saranno macchiettistiche ma Asuka e Iyo vantano titoli e ruoli centrali nello show. Quindi non sono eccezioni per nulla.
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Re: I giapponesi in USA: non è mai sbocciato l'amore.
proprio perchè sono le uniche due, sono eccezioni. Però partono comunque dall'aspetto più macchiettistico, questo intendevo. Ma sono le uniche due eccezioni alla regola (ed a mio modo di vedere, più perchè son donne, quindi una novità nel panorama della WWE già di per sè)Captain Phenomenal1 ha scritto: ↑14/09/2025, 10:32 Saranno macchiettistiche ma Asuka e Iyo vantano titoli e ruoli centrali nello show. Quindi non sono eccezioni per nulla.
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Re: I giapponesi in USA: non è mai sbocciato l'amore.
i match importanti contano, i titoli contano.. ma contano anche per come sono stati percepiti dal pubblico, tolto appunto la nicchia di appassionati (in uno sport già di nicchia abbastanza di suo)Darth_Dario ha scritto: ↑14/09/2025, 10:28 Si, ma diciamo tutto: avercela fatta= top (che chissà com'è fatto, visto che titoli e match importanti non contano) in WWE (e forse in AEW). Detto così ok e vabbè.
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Re: I giapponesi in USA: non è mai sbocciato l'amore.
Quale pubblico? Quello nelle arene che ha urlato e fatto casino per praticamente tutti i nomi nominati fino ad ora (nei momenti in cui sono stati bookati per bene) o quello nelle chat di Telegram?THEREALUNDERTAKER ha scritto: ↑14/09/2025, 10:35 i match importanti contano, i titoli contano.. ma contano anche per come sono stati percepiti dal pubblico, tolto appunto la nicchia di appassionati (in uno sport già di nicchia abbastanza di suo)

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Re: I giapponesi in USA: non è mai sbocciato l'amore.
tutto il pubblico, compreso quello generalista. Nell'insieme ti senti di dire che le fed, il pubblico nel suo insieme, i lottatori, hanno raggiunto un livello di funzionamento condiviso a tal punto da dire "cazzo ha funzionato tutto bene"? con quei nomi che hai fatto? o si nota che esempi di Gajin che hanno funzionato alla grandissima in Giappone in modo duraturo e condiviso ne puoi fare abbastanza (non ultimo ZSJ) al contrario dei nomi Giapponesi?Darth_Dario ha scritto: ↑14/09/2025, 10:54 Quale pubblico? Quello nelle arene che ha urlato e fatto casino per praticamente tutti i nomi nominati fino ad ora (nei momenti in cui sono stati bookati per bene) o quello nelle chat di Telegram?![]()
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Re: I giapponesi in USA: non è mai sbocciato l'amore.
Specifico la mia percezione
ne faccio proprio un discorso culturale "occidentale" statunitense.
Mentre gli americani che vanno in Giappone sono etnicamente diversi, strani ecc ecc, ma questa loro diversità viene valorizzata come attrattiva (pur essendo heel, poco rispettosi dell'onore o se rispettosi dell'onore comunque sono dei corpi estranei ecc ecc)
la stessa valorizzazione non è in direzione Giappone/Usa: la diversità etnica è messa narrativamente e come percezione in modo che l'apprezzamento generale avviene in momenti estemporanei (di qualità complessiva, di fatto inferiore a ciò che gli stessi atleti hanno dimostrato in Giappone) soprattutto in realtà indipendenti o quando questi atleti diventano addirittura.. macchiettistici o forzati in realtà mainstream (WWE soprattutto)
ne faccio proprio un discorso culturale "occidentale" statunitense.
Mentre gli americani che vanno in Giappone sono etnicamente diversi, strani ecc ecc, ma questa loro diversità viene valorizzata come attrattiva (pur essendo heel, poco rispettosi dell'onore o se rispettosi dell'onore comunque sono dei corpi estranei ecc ecc)
la stessa valorizzazione non è in direzione Giappone/Usa: la diversità etnica è messa narrativamente e come percezione in modo che l'apprezzamento generale avviene in momenti estemporanei (di qualità complessiva, di fatto inferiore a ciò che gli stessi atleti hanno dimostrato in Giappone) soprattutto in realtà indipendenti o quando questi atleti diventano addirittura.. macchiettistici o forzati in realtà mainstream (WWE soprattutto)
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Re: I giapponesi in USA: non è mai sbocciato l'amore.
C'è un grandissimo problema: la lingua. Pure Nakamura, che viene definito come uno che ha un buon inglese, è pessimo nel parlare e quando ci hanno provato l'ultima volta hanno dovuto fare video sottotitolati per dare un minimo di profondità alle sfide. Non parlare è un grandissimo handicap che colmi con un manager o messo in un contesto dove non serve e si è super basic (Nakamura a NXT).
Morishima in ROH funzionava perchè arrivava, menava e andava via ma la carretta del main event quell'anno l'hanno tirata i Briscoes.
Morishima in ROH funzionava perchè arrivava, menava e andava via ma la carretta del main event quell'anno l'hanno tirata i Briscoes.
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Re: I giapponesi in USA: non è mai sbocciato l'amore.
Morishima in ROH funzionava perchè arrivava, menava e andava via ma la carretta del main event quell'anno l'hanno tirata i Briscoes con Owens e Generico.Darth_Dario ha scritto: ↑14/09/2025, 10:04 Eh, ni. Non ci sono tanti esempi ma esempi ci sono. Me ne vengono in mente tre che, guarda caso sono tutti extra WWE: The Great Muta in WCW, Tajiri in ECW e Morishima in ROH.
Perché sottolineo extra WWE? Perché sono convinto che il problema sia la mentalità di Stamford. Ai tre nomi sopra è stato permesso di fare le loro cose, integrando elementi del Wrestling americano (Muta e Tajiri in particolare), senza però avere nessuna urgenza di infilarli in uno stampo che non era il loro. In WWE non ci hanno mai provato. Riprendiamo Tajiri: comunque lo hanno dovuto infilare in scenette e segmentini scemi (poi lui è un fico e li ha fatto funzionare, ma non è quello il punto). Asuka non ha caso è esplosa ad NXT e Sky bho, forse ad oggi è l'unica eccezione.
L'AEW oggi è a metà strada: da un lato ci tiene a tenere un collegamento con la cultura di origine, dall'altro però poi cade negli stessi problemi della WWE e strozza qualsiasi cosa di buono.
Il problema più grande è poi che entrambe si rifiutano categoricamente di provare a scrivergli storie che abbiano un serio sviluppo sul ring e che facciano leva sui loro punti di forza. Sky è oggi appunto un eccezione, Okada è un mezzo aborto e Takeshita dopo un buon 2023 è dovuto tornare in Giappone.
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Re: I giapponesi in USA: non è mai sbocciato l'amore.
Eh vabbè, evidentemente era quello il suo. Io le reazioni live qui dentro le ricordo, funzionava assai.Marco Frediani ha scritto: ↑14/09/2025, 15:24 Morishima in ROH funzionava perchè arrivava, menava e andava via ma la carretta del main event quell'anno l'hanno tirata i Briscoes con Owens e Generico.
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Re: I giapponesi in USA: non è mai sbocciato l'amore.
L'ha già detto Dario, ma The Great Muta in WCW nell'89 era subito entrato nel giro dei top. Fosse rimasto in USA, niente mi toglie dalla testa che sarebbe stato un'attrazione anche in America.
Però sì, un'eccezione. Se torniamo indietro, Giant Baba a inizio anni '60 era stato un nome di richiamo nei territori, ma qui vado solo per sentito dire e in contesti ben diversi. A me sembra ovvio infatti che più il prodotto è story / character driven e più la barriera linguistica-culturale sia tosta da abbattere.
Vince Russo scriveva, con tipico pragmatismo da smart-ass newyorchese, che l'americano medio che si guarda il wrestling mainstream mica si riconosce in un tizio con gli occhi a mandorla. E in effetti se guardi il wrestling USA anni '90 e 2000 si fa fatica a immaginarci dentro una top star giapponese che non potesse manco fare un promo. A fine anni '90 si parlava di una WCW interessata a Kenta Kobashi. Fa già ridere così ed era la WCW, pensa vedere un Misawa a RAW giusto per farlo umiliare da Rocky e distruggerne la legacy in 3 minuti.
Per questo poi si va di stereotipi, di segni e simboli facilmente identificabili che fanno il character. Perfino un Albert / A-Train che torna dal Giappone deve veicolare la sua esperienza attraverso i manierismi delle gimmick giapponesi, e giustamente si fa ridere dietro.
Però sì, un'eccezione. Se torniamo indietro, Giant Baba a inizio anni '60 era stato un nome di richiamo nei territori, ma qui vado solo per sentito dire e in contesti ben diversi. A me sembra ovvio infatti che più il prodotto è story / character driven e più la barriera linguistica-culturale sia tosta da abbattere.
Vince Russo scriveva, con tipico pragmatismo da smart-ass newyorchese, che l'americano medio che si guarda il wrestling mainstream mica si riconosce in un tizio con gli occhi a mandorla. E in effetti se guardi il wrestling USA anni '90 e 2000 si fa fatica a immaginarci dentro una top star giapponese che non potesse manco fare un promo. A fine anni '90 si parlava di una WCW interessata a Kenta Kobashi. Fa già ridere così ed era la WCW, pensa vedere un Misawa a RAW giusto per farlo umiliare da Rocky e distruggerne la legacy in 3 minuti.
Per questo poi si va di stereotipi, di segni e simboli facilmente identificabili che fanno il character. Perfino un Albert / A-Train che torna dal Giappone deve veicolare la sua esperienza attraverso i manierismi delle gimmick giapponesi, e giustamente si fa ridere dietro.