TKO sta salvando o uccidendo la WWE?
Inviato: 06/05/2026, 2:09
Stanotte ho poco sonno, una sega da fare e tanti pensieri evocati dal rilascio del New Day, così ammassati che faccio fatica a dividerli in modo logico.
Ma ci provo lo stesso. Sucatevi sto wallpost.
La VKM Era, che ha dominato il mercato del wrestling occidentale per quaranta lunghissimi anni, è giunta alla sua naturale conclusione. Possiamo parlare quanto vogliamo degli scandali che hanno forzato l'uscita del vecchio dalla stanza dei bottoni, ma la realtà è che il sole stava già calando da un po' alle spalle di Vince, che ormai da anni stava perdendo colpi per diversi motivi: su tutti l'incapacità di stare al passo coi tempi, una visione arcaica del prodotto televisivo, la mancanza di alchimia col genero-successore e un discreto delirio di onnipotenza (a cui uno che si sollazza cagando in testa ai dipendenti può essere comprensibilmente soggetto). Ma, indipendentemente dai motivi, era chiaro già da un decennio che il creatore e la sua creatura sarebbero stati staccati anche forzatamente, se necessario (e le continue voci che giravano sulle ipotesi di vendita dell'azienda sono un indizio in tal senso), e che la fortunata corsa della WWE era prossima ad un punto di non ritorno.
Ma here comes TKO, che compra la baracca, caccia il vecchio (con l'assist del suo singolare hobby, non propriamente adatto ad un chairman), mette (almeno apparentemente) l'Amato Genero al comando e salva il breslin per come lo conosciamo. Applausi.
E la cosa funziona (non perfettamente, ma funziona, e meglio di come il recente passato ci aveva abituati): svecchiamento di alcune formule, push a volti nuovi, nuove soluzioni di regia, e porta ad una delle WrestleMania più emozionanti di sempre (nonostante qualche scivolone che, in retrospettiva, già un po' puzzava di merda). C'è ancora qualcosa su cui lavorare, e tanto, ma il futuro era roseo, e al timone avevamo colui che aveva trasformato NXT in un fenomeno internazionale, finalmente qualcuno con una visione e molto rispetto per il business, e non un has been bollito da almeno vent'anni. All hail Nasone, facci sognare.
E tutto fila liscio fino all'ideale data del 6 gennaio 2025, in cui Raw debutta su Netflix e le cose cambiano. Eccome se cambiano.
Progressivamente (ma neanche poi così piano) il tessuto degli episodi degli show settimanali si sfalda, tutto diventa inconsistente, ci si para davanti sempre più un insieme di "momenti" sì spettacolari, ma goffi e sconclusionati. E, badate bene, non è che nell'Era Mcmahon fosse tutto un perfetto incastrarsi di trame ed avvenimenti, ma anche nei periodi peggiori (2019 anyone?) c'era la sensazione che, in fondo al barile di sterco, ci fosse dell'amore per quello che si faceva. Bisognava tapparsi il naso, ravanare nei liquami più di quanto fossimo ragionevolmente disposti a fare, ma un senso, seppur perverso, c'era. Entrando nel 2025, negli show si manifesta invece un evidente cambio di priorità: non più costruire contenuti (bene o male che fosse), ma generare momenti su cui creare post, reel, short, reaction, buzz. Non è una semplice ("semplice", sì, lallero) questione di qualità, ma di direzione: il prodotto non si è meramente imbruttito, è proprio cambiato (comunque imbruttendosi, o non sarei qui a parlarne).
E sì, anche Vince ha sempre inseguito lo shocking moment e ha arruolato le celebrità del momento, è stato forse il punto più scaltro della sua visione, ma la cosa non prendeva (quasi) mai il sopravvento sulla narrazione principale, rimanendo uno strumento, non un fine.
Ma perché scriverne oggi? E cosa c'entra il New Day?
Il turn heel. Quel maledetto turn heel. Ecco cosa c'entra.
Hanno creato un turn (peraltro teaserando per settimane uno scioglimento, genio nel genio) che è stato il Bash at the Beach del midcard, generando un heat NUCLEARE su dei performer che per gli ultimi dieci anni sono stati tra i più trasversalmente amati del roster. Il problema è che, come detto prima, la priorità è stata data al momento, non alla narrazione. Video recap martellanti del momento, reel sui social, video sul tubo, reaction da tutto il mondo, e poi il nulla. A fronte di un'abilità magistrale del duo nel capitalizzare le briciole che gli hanno offerto (Kofi e Xavier in questo sfortunato stint da heel rimangono peak comedy, che nel midcard è sempre oro puro), abbiamo assistito al nulla.
Lo stesso nulla da cui è vessato Gunther, che ritira leggende vincendo pulito, ma non viene presentato da dominatore, non gli si dà spazio, lo si fa promare come un troll coglione, sparisce dai palinsesti per intere puntate.
Lo stesso nulla in cui è caduto Priest, che tanto bene aveva fatto da sfidante e da campione (attenzione: bene, non benissimo, ma in questi tempi di magra è comunque grasso che cola), e che è stato lasciato completamente da solo, seppur fosse evidente che da solo sarebbe crollato.
Lo stesso nulla del farewell tour di Cena, la più grande, indecorosa e dannosa cacata mai vista.
Lo stesso nulla che rappresenta Danhausen col suo essere top seller di merchandise ed obbiettivamente il meglio che ti puoi aspettare al momento in un episodio settimanale.
Lo stesso nulla in cui piomba il mio cervello quando riesumano un Cena post-ritiro a fare l'host di stocazzo per due PLE di fila, perché serve per forza il nome grosso e Stone Cold i regazzini non lo conoscono (ma almeno lui faceva stunner e beer bash, era sempre un piacere vedere la stessa cazzo di scena... Cena si presenta vestito come mio nonno per la messa della domenica mattina e non ha manco delle battute pronte, che imbarazzo).
Lo stesso nulla in cui cadono i miei coglioni ogni volta che riappare Dwayne a fare il cazzo che vuole in barba a quello straccio di storie in corso, che tanto l'entrata con lui che si mena l'avambraccio fa trenta volte le visualizzazioni e il buzz di un main event combattuto bene.
E - puttana la stracazzo di miseria - lo stesso nulla in cui deve disciogliersi chiunque abbia deciso di trasformare una rivalità da Writing 101, una storia che si scriveva da sola, in quella immondizia con Pat McAffee e Jelly Roll. Devono bruciare all'inferno.
Intanto, in mezzo a questo nulla, rimangono solo i cavalli di razza a tirare la carretta: Punk, Rollins, Rhodes, Reigns per come l'hanno costruito, Heyman, e Drew che è troppo bravo e lo devono penalizzare per non far sfigurare gli altri. Midcard, peraltro, non pervenuto. E, lì in fondo, Bron e Oba come unici ricevitori del testimone, che tanto, con la gestione merdosa che hanno, altro non son riusciti a costruire. Ma cosa ci vogliamo aspettare per loro, che dovranno capitalizzare l'hype tra un reel e l'altro? Hai voglia a vendere Breakker come il futuro, quando nove decimi del suo personaggio sono costruiti su "essere quello che corre molto veloce e per questo fa delle spear sempre più orrende per non uccidere chi le riceve, ma hey, fanno sempre un botto di visual su Instagram e quindi va bene così".
"Wrestling is cool again", al momento navigano nell'oro perché inseguono i trend, spremono le mucche europea e araba, fanno i sold out nei palazzetti... Ma, se non costruisci, prima o poi l'appeal lo perdi. E non dico che falliranno, tanto un modo per cascare in piedi e ripartire a macinare soldi lo troveranno comunque, ma credo che prospettive così nere non le ho mai avute.
Abbiamo sempre detto che il wrestling è lo specchio della società: vuol forse dire che non è la WWE a sbagliare, ma sono semplicemente io ad essere diventato troppo vecchio per stargli dietro?
Ma ci provo lo stesso. Sucatevi sto wallpost.
La VKM Era, che ha dominato il mercato del wrestling occidentale per quaranta lunghissimi anni, è giunta alla sua naturale conclusione. Possiamo parlare quanto vogliamo degli scandali che hanno forzato l'uscita del vecchio dalla stanza dei bottoni, ma la realtà è che il sole stava già calando da un po' alle spalle di Vince, che ormai da anni stava perdendo colpi per diversi motivi: su tutti l'incapacità di stare al passo coi tempi, una visione arcaica del prodotto televisivo, la mancanza di alchimia col genero-successore e un discreto delirio di onnipotenza (a cui uno che si sollazza cagando in testa ai dipendenti può essere comprensibilmente soggetto). Ma, indipendentemente dai motivi, era chiaro già da un decennio che il creatore e la sua creatura sarebbero stati staccati anche forzatamente, se necessario (e le continue voci che giravano sulle ipotesi di vendita dell'azienda sono un indizio in tal senso), e che la fortunata corsa della WWE era prossima ad un punto di non ritorno.
Ma here comes TKO, che compra la baracca, caccia il vecchio (con l'assist del suo singolare hobby, non propriamente adatto ad un chairman), mette (almeno apparentemente) l'Amato Genero al comando e salva il breslin per come lo conosciamo. Applausi.
E la cosa funziona (non perfettamente, ma funziona, e meglio di come il recente passato ci aveva abituati): svecchiamento di alcune formule, push a volti nuovi, nuove soluzioni di regia, e porta ad una delle WrestleMania più emozionanti di sempre (nonostante qualche scivolone che, in retrospettiva, già un po' puzzava di merda). C'è ancora qualcosa su cui lavorare, e tanto, ma il futuro era roseo, e al timone avevamo colui che aveva trasformato NXT in un fenomeno internazionale, finalmente qualcuno con una visione e molto rispetto per il business, e non un has been bollito da almeno vent'anni. All hail Nasone, facci sognare.
E tutto fila liscio fino all'ideale data del 6 gennaio 2025, in cui Raw debutta su Netflix e le cose cambiano. Eccome se cambiano.
Progressivamente (ma neanche poi così piano) il tessuto degli episodi degli show settimanali si sfalda, tutto diventa inconsistente, ci si para davanti sempre più un insieme di "momenti" sì spettacolari, ma goffi e sconclusionati. E, badate bene, non è che nell'Era Mcmahon fosse tutto un perfetto incastrarsi di trame ed avvenimenti, ma anche nei periodi peggiori (2019 anyone?) c'era la sensazione che, in fondo al barile di sterco, ci fosse dell'amore per quello che si faceva. Bisognava tapparsi il naso, ravanare nei liquami più di quanto fossimo ragionevolmente disposti a fare, ma un senso, seppur perverso, c'era. Entrando nel 2025, negli show si manifesta invece un evidente cambio di priorità: non più costruire contenuti (bene o male che fosse), ma generare momenti su cui creare post, reel, short, reaction, buzz. Non è una semplice ("semplice", sì, lallero) questione di qualità, ma di direzione: il prodotto non si è meramente imbruttito, è proprio cambiato (comunque imbruttendosi, o non sarei qui a parlarne).
E sì, anche Vince ha sempre inseguito lo shocking moment e ha arruolato le celebrità del momento, è stato forse il punto più scaltro della sua visione, ma la cosa non prendeva (quasi) mai il sopravvento sulla narrazione principale, rimanendo uno strumento, non un fine.
Ma perché scriverne oggi? E cosa c'entra il New Day?
Il turn heel. Quel maledetto turn heel. Ecco cosa c'entra.
Hanno creato un turn (peraltro teaserando per settimane uno scioglimento, genio nel genio) che è stato il Bash at the Beach del midcard, generando un heat NUCLEARE su dei performer che per gli ultimi dieci anni sono stati tra i più trasversalmente amati del roster. Il problema è che, come detto prima, la priorità è stata data al momento, non alla narrazione. Video recap martellanti del momento, reel sui social, video sul tubo, reaction da tutto il mondo, e poi il nulla. A fronte di un'abilità magistrale del duo nel capitalizzare le briciole che gli hanno offerto (Kofi e Xavier in questo sfortunato stint da heel rimangono peak comedy, che nel midcard è sempre oro puro), abbiamo assistito al nulla.
Lo stesso nulla da cui è vessato Gunther, che ritira leggende vincendo pulito, ma non viene presentato da dominatore, non gli si dà spazio, lo si fa promare come un troll coglione, sparisce dai palinsesti per intere puntate.
Lo stesso nulla in cui è caduto Priest, che tanto bene aveva fatto da sfidante e da campione (attenzione: bene, non benissimo, ma in questi tempi di magra è comunque grasso che cola), e che è stato lasciato completamente da solo, seppur fosse evidente che da solo sarebbe crollato.
Lo stesso nulla del farewell tour di Cena, la più grande, indecorosa e dannosa cacata mai vista.
Lo stesso nulla che rappresenta Danhausen col suo essere top seller di merchandise ed obbiettivamente il meglio che ti puoi aspettare al momento in un episodio settimanale.
Lo stesso nulla in cui piomba il mio cervello quando riesumano un Cena post-ritiro a fare l'host di stocazzo per due PLE di fila, perché serve per forza il nome grosso e Stone Cold i regazzini non lo conoscono (ma almeno lui faceva stunner e beer bash, era sempre un piacere vedere la stessa cazzo di scena... Cena si presenta vestito come mio nonno per la messa della domenica mattina e non ha manco delle battute pronte, che imbarazzo).
Lo stesso nulla in cui cadono i miei coglioni ogni volta che riappare Dwayne a fare il cazzo che vuole in barba a quello straccio di storie in corso, che tanto l'entrata con lui che si mena l'avambraccio fa trenta volte le visualizzazioni e il buzz di un main event combattuto bene.
E - puttana la stracazzo di miseria - lo stesso nulla in cui deve disciogliersi chiunque abbia deciso di trasformare una rivalità da Writing 101, una storia che si scriveva da sola, in quella immondizia con Pat McAffee e Jelly Roll. Devono bruciare all'inferno.
Intanto, in mezzo a questo nulla, rimangono solo i cavalli di razza a tirare la carretta: Punk, Rollins, Rhodes, Reigns per come l'hanno costruito, Heyman, e Drew che è troppo bravo e lo devono penalizzare per non far sfigurare gli altri. Midcard, peraltro, non pervenuto. E, lì in fondo, Bron e Oba come unici ricevitori del testimone, che tanto, con la gestione merdosa che hanno, altro non son riusciti a costruire. Ma cosa ci vogliamo aspettare per loro, che dovranno capitalizzare l'hype tra un reel e l'altro? Hai voglia a vendere Breakker come il futuro, quando nove decimi del suo personaggio sono costruiti su "essere quello che corre molto veloce e per questo fa delle spear sempre più orrende per non uccidere chi le riceve, ma hey, fanno sempre un botto di visual su Instagram e quindi va bene così".
"Wrestling is cool again", al momento navigano nell'oro perché inseguono i trend, spremono le mucche europea e araba, fanno i sold out nei palazzetti... Ma, se non costruisci, prima o poi l'appeal lo perdi. E non dico che falliranno, tanto un modo per cascare in piedi e ripartire a macinare soldi lo troveranno comunque, ma credo che prospettive così nere non le ho mai avute.
Abbiamo sempre detto che il wrestling è lo specchio della società: vuol forse dire che non è la WWE a sbagliare, ma sono semplicemente io ad essere diventato troppo vecchio per stargli dietro?


) e il prodotto è cambiato tantissimo. Non so se chi lo segue senza interruzioni se ne renda conto fino a che misura. Oggi è un prodotto Netflix a tutti gli effetti, e la gestione è quella lì: mungere la vacca fino a spolparla; terminata l'operazione, passare alla successiva. Netflix, TKO e compagnia ragionano così, non hanno alcun interesse per il wrestling e per il suo futuro.