Hard Is Ono ha scritto: ↑15/06/2022, 12:47
Va bene, ma permetti che ragionamenti come
O la delirante proposta di togliere il diritto di voto a chi non vota per cinque volte, esprimono secondo me una concezione di democrazia quantomeno bizzarra?
State resuscitando Rob.
Sono d'accordo nel merito, però credo che la (scadente) qualità della nostra democrazia sia altresì un grosso problema. Perché se c'è gente che non vota per cinque volte il problema non è togliere loro il diritto di voto, ma che qualcuno gliel'ha già tolto. Ed è stato talmente bravo nel toglierglielo che non hanno neanche protestato.
I dibattiti televisivi stanno ormai diventando surreali, perché si percepisce come una certa intellighenzia, che un tempo si definiva di sinistra, faccia quasi il tifo che a votare non ci vada un buon 40% della popolazione, a patto che il restante 60% voti come dicono loro. Non c'è più la volontà di comprendere i problemi delle masse, ma di ignorarli fino a spingere quei cittadini non solo a sentirsi, ma ad essere dei cittadini di serie b. Senza neanche dover abolire il diritto di voto.
Questo però col discorso del referendum c'entra poco, anzi mai come in questo caso si è visto lo sfasamento della politica italiana che affronta tematiche che alla stragrande maggioranza degli italiani non interessano. Non è questione di capire o non capire: quanti effettivamente sapevano per cosa si stava votando il 4 dicembre del 2016? Ricordo, testuali parole, di gente che al seggio diceva "voto per mandare affanculo Renzi". Lecito, perché è così che funziona la democrazia. Se stavolta non hanno votato non è per deficit cognitivo, ma semplicemente perché ci sono altri problemi e la testa è altrove, non alle sparate di Salvini oppure a dei referendum semplicemente ridicoli.
Il problema che tu citi dovrebbe essere centrale in ogni dibattito che si fa, ma qualora lo fosse svelerebbe l'ipocrisia di una politica perennemente accartocciata su sé stessa e incapace di aprirsi ai problemi degli ultimi(e parlo della cosiddetta sinistra). Perché, per quanto io non abbia condiviso nessuno dei due partiti, M5s e Lega, in modi diversi, sono stati una valvola di sfogo per milioni di cittadini incazzati con lo Stato. E se oggi quei partiti mostrano tutte le loro contraddizioni cadendo sotto il peso dei loro stessi errori, forse un'analisi seria non dovrebbe essere quella di dire: "Ah, ve lo avevamo detto noi!". Ma domandarsi cosa diventeranno quei milioni di cittadini che si sentivano di serie b, che erano di serie b, che sono rimasti di serie b(e nel frattempo diventano sempre più poveri, dopo il Covid, con la guerra). E che oggi non si sentono manco più rappresentati. Qualcuno pensa davvero che una democrazia muoia nel momento in cui arriva uno e dice: "Basta, qui non si vota più"? Una democrazia muore quando milioni di persone non soltanto non sono rappresentate da nessuno, ma chi dovrebbe rappresentarli se ne frega e dice: "vabbè, in fondo è meglio così. Che non votino, piuttosto che votare male". Ma questo non ce lo dice la scarsa affluenza al referendum, quanto piuttosto la disaffezione verso tutti i temi e la crisi di rappresentanza degli ultimi, degli emarginati, che, in modo diverso, attraversa tutti i partiti dell'arco parlamentare(in un momento storico in cui TUTTE le forze politiche, chi attivamente, chi passivamente, sostengono un governo di unità nazionale che non ha più una ragion d'essere, se non che l'alternativa sarebbe un salto nel vuoto per tutti i partiti politici, nessuno escluso tranne forse FdI).