https://www.ultimouomo.com/milan-maldin ... moneyball/
Articolo interessante. Io resto dell'idea che le fratture principali siano arrivate sul tipo di obiettivi da raggiungere e non sul procedimento di selezione dei giocatori in sé. Credo che, guardando alle dichiarazioni rilasciate nell'ultimo anno, Maldini volesse accelerare il processo di crescita del Milan (e però su Dybala non si capisce se il no sia arrivato dalla proprietà o meno), mentre Cardinale rimane dell'idea di pescare e valorizzare, senza necessariamente rivendere ma avendone la possibilità in potenziale.
Che questa frattura sia il frutto di uno scontro ideologico tra calciomercato condotto classicamente e potere dell'algoritmo mi sembra la solita forzatura del giornalismo italiano. Primo perché Maldini e Massara hanno seguito questo metodo con successo fino a ieri, collaborando efficacemente con il reparto scouting. In secondo luogo, NON c'è contrapposizione tra dati e scouting, non c'è battaglia tra occhio umano e statistica. Il calcio è complesso e i processi di selezione dei calciatori rispecchiano questa complessità, voler semplificare a tutti i costi il dibattito non aiuta la comprensione degli argomenti.
I dati servono a rafforzare l'idea su un giocatore già conosciuto o a suggerire di visionarne uno mai visto prima, non si compra senza supporto analitico e non si compra senza un minimo di "occhio umano".
Questo lo diceva Moncada sotto la guida di Eliott, ora sicuramente l'approccio di Cardinale potrebbe essere più esasperato ma i concetti rimangono.
Elliott ha chiesto di sviluppare l’area sportiva con lo scouting e i dati, le statistiche. Quindi abbiamo deciso di creare due cose: l'area scouting e l'area 'dati'. L’uno lavora con l’altro ogni giorno. Quando uno scout vede un giocatore che gli piace, allora andiamo a vedere un po i numeri su tutto. Quando l'area 'dati' ci riferisce che abbiamo un giocatore forte con i numeri, chiedo agli scout di andare a vederlo. Mi piace questo mix, questo lavoro tra il live e l'aiuto delle statistiche. Per Elliott è importante avere dei rapporti con statistiche, video, non solo le osservazioni degli scout
Su Jens Petter Hauge: "La decisione finale di prenderlo è arrivata con la partita tra il Milan e il Bodo/Glimt. Devo ringraziare l’area 'dati', che mi ha parlato di questo giocatore tra maggio e giugno. Eravamo in pieno lockdown. Non potevamo viaggiare. E volevo vedere questo ragazzo dal vivo. Ne ho bisogno, perché volevo vedere la sua capacità ad accelerare, i suoi cambi di ritmi, l’esplosività. Poi, abbiamo ripreso il campionato, vincevamo le partite. I miei ragazzi mi dicevano tante volte "Geoffrey, guarda Hauge…". Poi, a fine stagione, ho chiesto ai miei scout di analizzare le partite con i video. Tutti mi hanno detto qualcosa di positivo su questo giocatore. Non ho avuto nemmeno un feedback negativo"