Uno_Due ha scritto: ↑10/09/2023, 17:44
Tu mi sa che non hai idea di cosa sia San Marino. Al confronto la Macedonia è il Barcellona.
San Marino oggettivamente è un confronto iperbolico che ci può stare solo come provocazione, però a parte questo c'è davvero poco di cui gioire per noi.
Bisogna partire dal presupposto secondo me che negli ultimi anni c'è stato un livellamento del valore delle nazionali e io infatti trovo assurdo andare a toccare il numero di partecipanti al Mondiale proprio nel momento in cui si era trovato un equilibrio che funzionava bene. L'unica vera corazzata è la Francia, ma per il resto ci sono tante buone squadre che possono essere però battute da squadre discrete ma ben organizzate. Tra le nazionali si guarda anche molto a modelli come quello spagnolo perché avere un gioco ben codificato a tutti i livelli permette agli spagnoli di compensare anche periodi in cui magari di campioni ne emergono meno.
Questo, nel nostro piccolo, è anche un po' il percorso che stiamo cercando di seguire noi. Il problema è che noi lo stiamo facendo all'italiana, quindi con pressapochismo e con tempi biblici. Il merito più grande di Mancini nella prima fase della sua gestione era stato proprio quello di darci un'identità tattica e di gioco che permetteva anche a giocatori di non altissimo livello di overperformare. Nella fase finale degli europei, per assurdo, andando così avanti ci siamo snaturati per cercare di portare a casa il trofeo. Ha pagato, e non sto dicendo che abbiamo sbagliato, però poi non siamo più riusciti a tornare sui nostri passi e riproporre una qualche forma di gioco (non necessariamente uguale a quello che giocavamo prima perché magari alcuni giocatori erano andati incontro a crisi/involuzioni). Questo ha reso la seconda parte della gestione Mancini un calvario perché semplicemente con questi giocatori che abbiamo, se non sopperisci con il collettivo alle carenze di rosa, ne usciamo con le ossa rotte perché siamo di una pochezza imbarazzante nel reparto offensivo e fatichiamo tantissimo a segnare.
Ora con Spalletti stiamo cercando di replicare la stessa cosa fatta nella prima parte della gestione Mancini. Affidarci all'allenatore per dare un gioco alla squadra e sperare che questo basti a sopperire i limiti individuali dei giocatori. Questo approccio mi potrebbe anche star bene per limitare i danni oggi e poi tornare in futuro ad alti livelli investendo da subito sullo sviluppo di talenti giovani e rivedendo alla radice tutto ciò che riguarda i settori giovanili. Invece, questo serve solo a vivacchiare, il classico tirare a campare per non tirare le cuoia. E questo sì che è da idioti perché più passano gli anni e più la nostra rosa peggiora: i campioni se ne sono andati e hanno lasciato il testimone a dei mezzi campioni; poi è stato il turno dei mezzi campioni di andar via e di lasciare spazio ai mediocri; adesso, quando andranno via i mediocri ci ritroveremo con una nazionale di scarsoni (tolte alcune eccezioni alla regola) e saranno cavoli amari chissà per quanti anni, venendo già da un periodo di merda (parentesi europeo a parte che purtroppo, temo, diventerà il nuovo ricordo su cui campare per i prossimi decenni).