Darth_Dario ha scritto: ↑14/05/2024, 9:42
Questo è valido per chi segue dalla TV (forse), ma nelle arene non è così, i pop più forti dell'ultimo periodo li ho sentiti per bracci tesi, testate e prove di forza.
Uno degli assunti di base del ragionamento è che il Wrestling ha ancora la sua base nelle arene, e la cosa che attira nelle arene è la possibilità di vedere le mosse dal vivo.
Ma sì il discorso sulla diversa valenza della fruizione live lo sposo in toto, anche se mi sembra un po' la scoperta dell'acqua calda. Tanto che talvolta rimango sorpreso da quelli che danno giudizi su "tizio X è over/non è over" sulla base delle reazioni che un wrestler suscita nel pubblico live, come se queste ultime non dipendessero da tutta una serie di contingenze che potrebbero far pendere l'ago dell'overness in qualsiasi punto dello spettro "fa cacare - è dio sceso in terra".
Per me il punto della questione è che il wrestling è una baracconata che può intrattenere il casual nel caso in cui il contesto dell'evento (pubblico caldo, match dal buon workrate, scenografia spettacolare etc.) sia di alto livello - e infatti, non ho dubbi riguardo al fatto che se mi portassi la fidanzata o gli amici a un live event si divertirebbero un mondo. Tuttavia, la fidelizzazione al prodotto è un processo che dipende in percentuale decisamente più alta rispetto al workrate dalla qualità delle storie proposte (almeno, per me è così). E infatti quando sento i miei amici che non seguono il wrestling parlare di robe che non conosco tipo boh, One Piece, rosico, perchè mi rendo conto che mentre quest'ultimo è un tipo di prodotto che chiunque associa a una fruizione di tipo narrativo (immagino di alto livello), in pochi sono consapevoli del fatto che anche il wrestling ha una spiccata e fondamentale componente narrativa. Ovviamente addosso la colpa di questa ignoranza alla modalità con cui il wrestling è stato presentato in Italia, che se ci penso mi viene voglia di andare ad appiccare incendi alla sede di Mediaset, ma questo è un altro paio di maniche.