THEREALUNDERTAKER ha scritto: ↑29/06/2024, 22:51
Ma io ragiono sugli italiani della serie A perchè all'estero non giocano.
Ribadisco un concetto. Abbiamo dato la patente di fenomeni a persone come Chiellini Bonucci e Barzagli che nel loro momento massimo non avrebbero mai giocato nei top club europei.
Non è un caso che gli unici giocatori italiani che hanno giocato all'estero a certi livelli sono Jorginho (italobrasiliano che se non era per Sarri non diventava un giocatore top) e Donnarumma. IMMOBILE PER CARITÀ cristiana non lo nomino nemmeno perchè nelle sue esperienze europee lo hanno di fatto sfanculato. Zappacosta ed Emerson onesti mestieranti nel periodo che sulle fasce ci atava il nulla cosmicl un po' ovunque.
Tu dici che non conta la quantità di giocatori italiani ed invece conta perchè il giovane italiano lo devi far crescere tecnicamente e tatticamente facendolo giocare investendoci tempo e denaro.
I nostri presidenti non lo fanno per tutta una serie di motivi strutturali.
Sulla BBC dissento totalmente. Quella Juve era un top club europeo che chiudeva stabilmente tra le prime otto d'Europa. Sminuire quella difesa è ingiusto e soprattutto ingeneroso. Anche nei peggiori anni si è sempre detto che la difesa era l'unica certezza da cui ripartire. Il problema era davanti, dove nessuno la buttava dentro neanche per sbaglio.
Il mio discorso comunque è un altro. La quantità mi interessa poco perché il problema non è "quanti" giocatori italiani giocano tra le big, ma la qualità dei giocatori italiani che vanno in campo. Se i giovani italiani sono più "scarsi" degli equivalenti stranieri, ostinarsi a metterli in campo lo stesso per "patriottismo" farà più male che bene al nostro movimento. E io non credo che i club abbiano lo spirito autolesionistico di non far giocare gente forte solo perché italiana.
In questo calcio, se a 16-17 anni sei un fenomeno ti mettono in campo dappertutto ed anche in Italia funziona così (guarda Donnarumma a che età ha esordito. Quindi, anche qui, se sei forte giochi). Il vero dubbio è: perché gli spagnoli, inglesi, tedeschi e francesi hanno i vari Mbappé, Rashford, Bellingham, Musiala, Wirtz, Nico Williams, Yamal, Foden e tanti altri, e noi manco uno? Una generazione sfortunata può capitare a tutti, ma qui il problema è strutturale. La nostra non è una generazione storta, ma è un movimento malato che andrebbe rifondato dalle basi, estirpando tutte le erbacce che lo infestano.
Circa un anno fa, c'è stato un momento in cui sembrava che in Italia fosse arrivato questo fenomeno paranormale che avrebbe sorretto sulle sue spalle un intero movimento, un tale Pafundi. Mancini lo chiamò in Nazionale (salvo poi non fargli giocare manco 30 secondi contro Malta) e tutti i giornaloni sportivi ci spiegarono che era il talento del futuro. Io l'ho visto giocare solo pochi minuti e tutto mi è parso fuorché un fenomeno. Ho visto un giocatore acerbo e con limiti evidenti. Non un cesso a pedali, ma nulla a che spartire con i nomi che ho fatto poco sopra. Ecco, se uno pensa che il problema del calcio italiano sia non far giocare più tempo ai vari Pafundi per me non ci stiamo capendo. Il problema non sono i giovani che non giocano. Sono i giovani nettamente più scarsi dei corrispettivi europei. Prima dobbiamo tornare a produrre talenti come le altre nazionali maggiori, poi vedrai che le squadre li faranno giocare senza che glielo debba dire Mancini o Spalletti o chiunque sarà il CT della Nazionale, poiché è nell'interesse dei club far giocare i giocatori più forti. Se gli italiani non giocano, o giocano di meno rispetto agli stranieri, è semplicemente perché non sono più forti.