
Docuserie Netflix su Vince
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Re: Docuserie Netflix su Vince
Pare che nel doppiaggio italiano abbiano cannato la pronuncia del cognome McMahon e abbiano adattato "You're fired" con "Sii fuoco" 

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Re: Docuserie Netflix su Vince
“MecMan”The Prizefighter ha scritto: ↑25/09/2024, 19:29 Pare che nel doppiaggio italiano abbiano cannato la pronuncia del cognome McMahon e abbiano adattato "You're fired" con "Sii fuoco"![]()
You’re fired = Si Combattete!
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Re: Docuserie Netflix su Vince
Ogni volta mi incazzo perché sempre più prodotti come i videogiochi non vengono più doppiati in italiano, poi leggo ste minchiate e mi rendo conto che tutti i torti non ce li hanno.The Prizefighter ha scritto: ↑25/09/2024, 19:29 Pare che nel doppiaggio italiano abbiano cannato la pronuncia del cognome McMahon e abbiano adattato "You're fired" con "Sii fuoco"![]()
Ma come stracazzo si fa a pensare che "You're fired" sia traducibile così? Ma cazzo fanno, buttano lo script in Google Translate e poi lo doppiano?
EDIT: pure Google Translate "you're fired" lo traduce come "sei licenziato". Diobò, che imbarazzo.
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Re: Docuserie Netflix su Vince
Visti i primi 3.
Considerazioni sparse:
- Ma chi diavolo lo ha bookato Bret?
Nei primi 5 min fa la figura del superiore, “io sul ring facevo arte”, a momenti ti sta in culo per la spocchia; con lo screwjob invece diventa un face frignone, “a Vince ho dato mattine di Natale che non ho passato con la famiglia”, “mi ha umiliato in diretta tv”, ueueué; 5 min dopo fa il grosso perché ha mandato al tappeto il vecchio

- Palma del più scopainculo ovviamente a Meltzer su WMIII, mamma mia che poveraccio
- Hulk Hogan che si vanta di aver tradito i suoi colleghi per fedeltà a Padron Vince denunciando quel piantagrane di Ventura, chissà come avrà reso fiero Colosso
- Idolo André che tiene il baffone sulle spine fino all’ultimo secondo non dicendogli un tubo sul match
- Brutta brutta la parte su Patterson, ormai si sa ma ogni volta che si fanno dichiarazioni in merito é sempre peggio
- HHH che si autoassegna l’idea di fottere Bret e consiglia ai coinvolti di mentirgli in faccia tutto soddisfatto, da bravo merda

- Bischoff che gongola per i successi della WCW mi ha fatto spaccare
- Ma quanto si è rincoglionito Vince negli anni? Non mi è sembrato così idiota, neanche nelle sue peggio storie, come quando gli fanno la domanda su Turner che gli fa concorrenza, pare uno sproloquio di Abe Simpson
Considerazioni sparse:
- Ma chi diavolo lo ha bookato Bret?
Nei primi 5 min fa la figura del superiore, “io sul ring facevo arte”, a momenti ti sta in culo per la spocchia; con lo screwjob invece diventa un face frignone, “a Vince ho dato mattine di Natale che non ho passato con la famiglia”, “mi ha umiliato in diretta tv”, ueueué; 5 min dopo fa il grosso perché ha mandato al tappeto il vecchio

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Re: Docuserie Netflix su Vince
La parte sulla morte di Owen e sul perché ha voluto continuare, mi ha messo i brividi, no per il fatto in sé ma per la mentalità che c'è in USA.
Io continuo a chiedermi perché Bret sia tornato in Wwe, per i più esperti che rapporto c'è tra la vedova di Owen e il resto della famiglia Hart?
Anche la storia che Taker non subi commozione celebrale é la prima volta che esce fuori, mi domando come reagirà il caro Mark (essendo stato sempre un aziendalista)
Io continuo a chiedermi perché Bret sia tornato in Wwe, per i più esperti che rapporto c'è tra la vedova di Owen e il resto della famiglia Hart?
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Re: Docuserie Netflix su Vince
Visto il 2 episodio.
Tutto incentrato sugli scandali che hanno colpito la WWE in rapida successione.
Steroidi, ring boys, abusi sessuali nello specifico il caso di Rita Chatterton.
Sinceramente sgomento anche io sulla parte di Patterson.
Vince passa a dire: "No, non succedevano cose del genere" a Tony Atlas che praticamente dice l'opposto e aggiunge "Che potevi fare? Se ti lamentavi eri licenziato".
Si fa una rapida digressione sulla popolarità calante di Hulk e sul tentativo, fallito, di Vince di creare in Ultimate Warrior la sua nuova megastar. Viene sottolineato come Vince e Hogan fossero mente e corpo in termini di business e come Vince fosse rassegnato/triste nel dover lasciarlo andare per la carriera ad Hollywood.
Viene anche toccata la parte del sindacato dei wrestler. Fa ridere e al contempo tristezza che Hogan ammetta candidamente di aver fatto la spia a Vince a riguardo e che lui praticamente abbia minacciato i wrestler di immediato licenziamento se avessero sposato la causa.
L'episodio chiude con Hogan, costretto a testimoniare contro Vince a processo e con l'offerta della WCW in ballo.
Tutto incentrato sugli scandali che hanno colpito la WWE in rapida successione.
Steroidi, ring boys, abusi sessuali nello specifico il caso di Rita Chatterton.
Sinceramente sgomento anche io sulla parte di Patterson.
Vince passa a dire: "No, non succedevano cose del genere" a Tony Atlas che praticamente dice l'opposto e aggiunge "Che potevi fare? Se ti lamentavi eri licenziato".
Si fa una rapida digressione sulla popolarità calante di Hulk e sul tentativo, fallito, di Vince di creare in Ultimate Warrior la sua nuova megastar. Viene sottolineato come Vince e Hogan fossero mente e corpo in termini di business e come Vince fosse rassegnato/triste nel dover lasciarlo andare per la carriera ad Hollywood.
Viene anche toccata la parte del sindacato dei wrestler. Fa ridere e al contempo tristezza che Hogan ammetta candidamente di aver fatto la spia a Vince a riguardo e che lui praticamente abbia minacciato i wrestler di immediato licenziamento se avessero sposato la causa.
L'episodio chiude con Hogan, costretto a testimoniare contro Vince a processo e con l'offerta della WCW in ballo.
- Marco Frediani
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Re: Docuserie Netflix su Vince
Hart è sempre così, lamentoso e frignone ma allo stesso tempo egocentrico. sono 24 anni che ce l'ha con Goldberg ad esempio e lui a una certa ha fatto bene a mandarlo a fanculo.Inklings ha scritto: ↑25/09/2024, 23:43 Visti i primi 3.
Considerazioni sparse:
- Ma chi diavolo lo ha bookato Bret?
Nei primi 5 min fa la figura del superiore, “io sul ring facevo arte”, a momenti ti sta in culo per la spocchia; con lo screwjob invece diventa un face frignone, “a Vince ho dato mattine di Natale che non ho passato con la famiglia”, “mi ha umiliato in diretta tv”, ueueué; 5 min dopo fa il grosso perché ha mandato al tappeto il vecchio
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Si dice che Andre fece anche inginocchiare Hogan nel suo spogliatoio facendolo implorare di farlo vincere

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Re: Docuserie Netflix su Vince
Bret è tornato per la sua legacy e per il progetto del DVD.Trafalgar Law ha scritto: ↑26/09/2024, 0:14 La parte sulla morte di Owen e sul perché ha voluto continuare, mi ha messo i brividi, no per il fatto in sé ma per la mentalità che c'è in USA.
Io continuo a chiedermi perché Bret sia tornato in Wwe, per i più esperti che rapporto c'è tra la vedova di Owen e il resto della famiglia Hart?
Anche la storia che Taker non subi commozione celebrale é la prima volta che esce fuori, mi domando come reagirà il caro Mark (essendo stato sempre un aziendalista)
Poi credo che alla fine i soldi non gli dispiacciano.
Martha non parla con la famiglia da quanto ne so io. Bret sono decenni che non vede i nipoti perchè la famiglia di divise su come gestire la morte di Owen tra chi voleva i soldi e chiuderla senza processo e chi voleva fare causa a Vince.
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Re: Docuserie Netflix su Vince
Eroe totale, anche solo per questo entra di diritto tra i face del businessMarco Frediani ha scritto: ↑26/09/2024, 9:07
Si dice che Andre fece anche inginocchiare Hogan nel suo spogliatoio facendolo implorare di farlo vincere![]()

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Re: Docuserie Netflix su Vince
Tu pensa il mio fastidio ogni volta che guardo in originale e provo a mettere i sottotitoli in italiano di un qualsiasi prodotto Amazon o Netflix. E pensa anche al fatto che faccio il traduttore come professione principale (ho lauree, master, libri tradotti all'attivo ecc), e che è una professione dove è difficilissimo emergere per via di un mercato per assurdo strapieno di lavoro ma saturo di concorrenza.Backbone Crusher ha scritto: ↑25/09/2024, 23:38 Ogni volta mi incazzo perché sempre più prodotti come i videogiochi non vengono più doppiati in italiano, poi leggo ste minchiate e mi rendo conto che tutti i torti non ce li hanno.
Ma come stracazzo si fa a pensare che "You're fired" sia traducibile così? Ma cazzo fanno, buttano lo script in Google Translate e poi lo doppiano?
EDIT: pure Google Translate "you're fired" lo traduce come "sei licenziato". Diobò, che imbarazzo.
E poi vedi che in uno Shameless traducono con il culo, addirittura apples tradotto con arance, e schifezze del genere.
Ma non mi sorprende.
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Re: Docuserie Netflix su Vince
Non l'ho ancora visto ma tradurre "you're fired" in quel modo è da licenziamento in tronco non scherziamo.
Anche perché non stiamo mica parlando di termini strettamente legati al wrestling ma di parole normalissime da linguaggio comune.
Anche perché non stiamo mica parlando di termini strettamente legati al wrestling ma di parole normalissime da linguaggio comune.
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Re: Docuserie Netflix su Vince
3 episodio: Guerra con la WCW e il montreal screwjob.
Vince esce praticamente indenne dai processi ma l'opinione generale su di lui cambia. Molta gente inizia a capire che ci sia di più sotto la facciata del wrestling.
Si parla di kayfabe, di come si sia via via persa durante il tempo. (Taker protagonista di questa parte). Si cita l'addio di Nash e Hall e lo si definisce come il vero grande evento di rottura della kayfabe quando la Kliq si abbraccia sul ring. Taker confessa appunto che odiò quel gesto.
Guerra tra WWF e WCW dove viene fuori tutta l'ipocrisia di Vince. Bischoff lo definisce "sympathetic face" in quel caso dove cercava di passare da vittima contro il bullo Ted Turner che gli fregava i talenti e cercava di far chiudere la sua, testuali parole, "azienda a conduzione familiare".
Si parla della scelta di puntare su Bret e sul passaggio di Nash e Hall in WCW, di come le parti si erano invertite e fosse la compagnia di Turner ad essere quella cool, edgy da seguire.
Il Montreal Screwjob è ben approfondito: c'è il preambolo dove spiegano che Vince avesse bisogno di una rivalità che mischiasse realtà e finzione. Bret ammette che non voleva perdere, Shawn stesso ammette che con Bret fu un vero stronzo e provocarlo andava a favore dello show. Lo stesso vince dice che per lui quella era "good television".
Bret pensava che il titolo gli venisse sottratto in maniera sporca e anche se odiava Shawn accettò, ma non si fidava fino in fondo per quanto successo a Wendy Ritcher. Vince optò diversamente causando il casino fuori e negli spogliatoi.
Qui Bret passa da bipolare, in 2 minuti passa dal ...
"Io e Vince ci siamo menati negli spogliatoi, gli ho fatto un occhio nero" a
"Vince è stato uno stronzo, gli ho dato anni di carriera e mi ripaga così. Ho passato mattine di Natale con lui e non con la mia famiglia".
In tutto questo ciò che mi ha colpito/colpisce è la mentalità di Vince in situazioni spinose come quelle: "Lo show prima, sempre e comunque".
Vince esce praticamente indenne dai processi ma l'opinione generale su di lui cambia. Molta gente inizia a capire che ci sia di più sotto la facciata del wrestling.
Si parla di kayfabe, di come si sia via via persa durante il tempo. (Taker protagonista di questa parte). Si cita l'addio di Nash e Hall e lo si definisce come il vero grande evento di rottura della kayfabe quando la Kliq si abbraccia sul ring. Taker confessa appunto che odiò quel gesto.
Guerra tra WWF e WCW dove viene fuori tutta l'ipocrisia di Vince. Bischoff lo definisce "sympathetic face" in quel caso dove cercava di passare da vittima contro il bullo Ted Turner che gli fregava i talenti e cercava di far chiudere la sua, testuali parole, "azienda a conduzione familiare".
Si parla della scelta di puntare su Bret e sul passaggio di Nash e Hall in WCW, di come le parti si erano invertite e fosse la compagnia di Turner ad essere quella cool, edgy da seguire.
Il Montreal Screwjob è ben approfondito: c'è il preambolo dove spiegano che Vince avesse bisogno di una rivalità che mischiasse realtà e finzione. Bret ammette che non voleva perdere, Shawn stesso ammette che con Bret fu un vero stronzo e provocarlo andava a favore dello show. Lo stesso vince dice che per lui quella era "good television".
Bret pensava che il titolo gli venisse sottratto in maniera sporca e anche se odiava Shawn accettò, ma non si fidava fino in fondo per quanto successo a Wendy Ritcher. Vince optò diversamente causando il casino fuori e negli spogliatoi.
Qui Bret passa da bipolare, in 2 minuti passa dal ...
"Io e Vince ci siamo menati negli spogliatoi, gli ho fatto un occhio nero" a
"Vince è stato uno stronzo, gli ho dato anni di carriera e mi ripaga così. Ho passato mattine di Natale con lui e non con la mia famiglia".
In tutto questo ciò che mi ha colpito/colpisce è la mentalità di Vince in situazioni spinose come quelle: "Lo show prima, sempre e comunque".
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Re: Docuserie Netflix su Vince
Visto.
Allora. Per prima cosa mi spiegate cosa avete contro il nostro Salvatore Autistico Dave Meltzer non ne ha sbagliata una neanche in questo documentario. Anzi, ha dato ragione a Vince in tante cose: Patterson che non era colpevole, il sindacato che non si sarebbe fatto neanche se Hogan non avesse fatto la spia.
Come tanti dicono già sull'internet, ad un fan di wrestling non dice nulla di nuovo, anzi, molto lacunoso. D'altronde hanno riassunto 40 anni di storia WWE in 6 ore scarse (pare dovessero essere addirittura 4). Per dire, avrei nominato il "Black Saturday". Vince Russo?
Shawn che inventa l'Attitude?
Questo non lo sapevo.
Screwjob liquidato in due passaggi.
Hogan torna- The Rock: "Vince mi prende da parte e mi dice: "Torna Hogan, abbiamo pensato a te"" Siamo proprio sicuri sia andata così?
La cosa emozionante per me (credo per tutti) è stato vedere queste cose raccontate dai diretti protagonisti. Paul che dice "avrei dovuto vincere King of the ring ma sono stato l'unico punito". Vince che dice: "Hogan è andato in tv a mentire sugli steroidi". Hanno confermato con la loro viva voce tante cose che abbiamo letto solo su internet, raccontati da terzi. Hogan orgogliosissimo: "Sì, sono andato subito a dire a Vince che volevano fare il sindacato". Vince che ci spiega cosa è uno shoot, Hogan che ci spiega un work.
Ma poi è vera la storia che volevano Dusty al posto di Hogan ed è stato lui invece a dire no?
Insomma, soddisfatto.
"Non so perché quel Muschnick ce l'avesse tanto con me"
"Perchè è un sacco di merda".
Si sono toccati momenti altissimi. Il documentario poteva finire qui.
"Per me Vince è come un padre"
-cit. Tutti.
"Ero un artista".
- cit. Bret Hart
"Scusa Vince, non vedi un parallelismo tra quello che hai fatto tu e quello che ha fatto Turner?" (Tra l'altro, quelli che hanno fatto il salto WWF-WCW erano praticamente gli stessi che avevano fatto il salto territori-WWF). "No, io ero competitivo". " Turner non era competitivo?" "Ah, sì. Eh che io a volte non dico quello che penso, quando sei un businessman devi fare così". O ho capito male io?! Che dichiarazione è?
Heyman che palloso è stato? Non me lo aspettavo. Pomposo, ripeteva parola per parola quello che aveva già detto Vince o partiva in modalità keyfabe per storie strampalate.
Sai come capisci che è un documentario Netflix? Hanno tenuto Tony Atlas come token per tutte e sei le ore. Me li immagino: "E quando Tony non era parte della compagnia?" In lontananza *can you dig it, sucka?*.
Menomale che Trish ha tirato fuori la storyline dove la volevano lesbica, se no questo documentario neanche vedeva la luce. Inclusività ragazzi.
Un'altra cosa, nella versione che ho visto io, dopo che è uscita la scritta sulla Chatterton, nei sottotitoli italiani si fa riferimento alla cifra di 425000 dollari per l'accordo, ma nel testo a schermo non c'è. Dove l'ha presa il traduttore?
Peccato che la storia non sia ancora finita, non sappiamo la fine della causa in corso e non sappiamo ancora i dettagli di quelle azzittite.
La sensazione che ho avuto da questo documentario era che era stato pensato prima come antipasto per il nuovo accordo con la WWE, poi come una specie di "salviamoci la faccia e prendiamo le distanze. Mettiamo le mani avanti per non essere attaccati per la nostra collaborazione con un prodotto controverso"
E mi ha lasciato l'amaro in bocca perché mi ha instillato dubbi sulle commozioni cerebrali. Addirittura Austin esce infangato come negazionista.
Valeva la pena riesumare una Stephanie d'annata (2013, non l'avevo mai visto): "Ah ma Tyson noi ci abbiamo lavorato che non si sapeva che era stupratore, eeeh? Verooo?...ah no?"
Shane figura del bamboccio. Bello però (fino ad un certo punto) il parallelo tra lui con suo padre e junior con senior.
Invecchiata male la dichiarazione di Vince che sapeva di: "Quelli che sono stati molestati poi molestano, è una scusa".
Potrei stare qui a riscriverlo tutto e tra l'altro le virgolette non le so usare, non fatemi causa. Insomma vedetelo che vale la pena.
Allora. Per prima cosa mi spiegate cosa avete contro il nostro Salvatore Autistico Dave Meltzer non ne ha sbagliata una neanche in questo documentario. Anzi, ha dato ragione a Vince in tante cose: Patterson che non era colpevole, il sindacato che non si sarebbe fatto neanche se Hogan non avesse fatto la spia.
Come tanti dicono già sull'internet, ad un fan di wrestling non dice nulla di nuovo, anzi, molto lacunoso. D'altronde hanno riassunto 40 anni di storia WWE in 6 ore scarse (pare dovessero essere addirittura 4). Per dire, avrei nominato il "Black Saturday". Vince Russo?
Shawn che inventa l'Attitude?
Screwjob liquidato in due passaggi.
Hogan torna- The Rock: "Vince mi prende da parte e mi dice: "Torna Hogan, abbiamo pensato a te"" Siamo proprio sicuri sia andata così?
La cosa emozionante per me (credo per tutti) è stato vedere queste cose raccontate dai diretti protagonisti. Paul che dice "avrei dovuto vincere King of the ring ma sono stato l'unico punito". Vince che dice: "Hogan è andato in tv a mentire sugli steroidi". Hanno confermato con la loro viva voce tante cose che abbiamo letto solo su internet, raccontati da terzi. Hogan orgogliosissimo: "Sì, sono andato subito a dire a Vince che volevano fare il sindacato". Vince che ci spiega cosa è uno shoot, Hogan che ci spiega un work.
Ma poi è vera la storia che volevano Dusty al posto di Hogan ed è stato lui invece a dire no?
Insomma, soddisfatto.
"Non so perché quel Muschnick ce l'avesse tanto con me"
"Perchè è un sacco di merda".
Si sono toccati momenti altissimi. Il documentario poteva finire qui.
"Per me Vince è come un padre"
-cit. Tutti.
"Ero un artista".
- cit. Bret Hart
"Scusa Vince, non vedi un parallelismo tra quello che hai fatto tu e quello che ha fatto Turner?" (Tra l'altro, quelli che hanno fatto il salto WWF-WCW erano praticamente gli stessi che avevano fatto il salto territori-WWF). "No, io ero competitivo". " Turner non era competitivo?" "Ah, sì. Eh che io a volte non dico quello che penso, quando sei un businessman devi fare così". O ho capito male io?! Che dichiarazione è?
Heyman che palloso è stato? Non me lo aspettavo. Pomposo, ripeteva parola per parola quello che aveva già detto Vince o partiva in modalità keyfabe per storie strampalate.
Sai come capisci che è un documentario Netflix? Hanno tenuto Tony Atlas come token per tutte e sei le ore. Me li immagino: "E quando Tony non era parte della compagnia?" In lontananza *can you dig it, sucka?*.
Menomale che Trish ha tirato fuori la storyline dove la volevano lesbica, se no questo documentario neanche vedeva la luce. Inclusività ragazzi.
Un'altra cosa, nella versione che ho visto io, dopo che è uscita la scritta sulla Chatterton, nei sottotitoli italiani si fa riferimento alla cifra di 425000 dollari per l'accordo, ma nel testo a schermo non c'è. Dove l'ha presa il traduttore?
Peccato che la storia non sia ancora finita, non sappiamo la fine della causa in corso e non sappiamo ancora i dettagli di quelle azzittite.
La sensazione che ho avuto da questo documentario era che era stato pensato prima come antipasto per il nuovo accordo con la WWE, poi come una specie di "salviamoci la faccia e prendiamo le distanze. Mettiamo le mani avanti per non essere attaccati per la nostra collaborazione con un prodotto controverso"
E mi ha lasciato l'amaro in bocca perché mi ha instillato dubbi sulle commozioni cerebrali. Addirittura Austin esce infangato come negazionista.
Valeva la pena riesumare una Stephanie d'annata (2013, non l'avevo mai visto): "Ah ma Tyson noi ci abbiamo lavorato che non si sapeva che era stupratore, eeeh? Verooo?...ah no?"
Shane figura del bamboccio. Bello però (fino ad un certo punto) il parallelo tra lui con suo padre e junior con senior.
Invecchiata male la dichiarazione di Vince che sapeva di: "Quelli che sono stati molestati poi molestano, è una scusa".
Potrei stare qui a riscriverlo tutto e tra l'altro le virgolette non le so usare, non fatemi causa. Insomma vedetelo che vale la pena.

