Ma siamo sicuri e certi che i fruitori del prodotto siano gli stessi? No perché a me sembra che le serie TV continuino a esistere e a fare grandi numeri, i film e le saghe cinematografiche idem, i manga continuano ad andare avanti. E la WWE stessa, che progetta le storie sul lungo termine, continua a fare grandi numeri (anzi, in netto miglioramento rispetto a pochi anni fa).Alieus ha scritto: ↑13/02/2025, 13:48 Non solo "migliori", ma pure "talenti puri". Belin, quanta solennità.
Cos'è un talento puro? Un atleta al 100%? Un ultratecnico passato per l'amateur wrestling? Un atleta olimpico? Uno che viene da un altro sport? Giuro che non capisco.
In merito al discorso dell'attenzione: verissimo, ricordo quando Toei ha annunciato Digimon Ghost Game come serie fatta principalmente di episodi autoconclusivi perché "la generazione TikTok ha una soglia dell'attenzione troppo bassa per stare dietro a un prodotto verticale". Finito un reel di trenta secondi se ne comincia un altro...
E per questo calo generalizzato dell'attenzione sicuramente a rimetterci è lo storytelling dato che non c'è il tempo di raccontare una storia... TUTTAVIA, anche "la prestazione della vita" su cui sbavano gli amanti del workrate non ne esce bene, perché anch'esso ha bisogno di essere portato avanti.
Uno spottone fine a se stesso (o comunque isolato dal resto della contesa) non è né storytelling né workrate. A rimetterci sono tutti quanti.
Se le cose stessero veramente così, allora nessuno seguirebbe la WWE perché per capire il presente devi capire 4 e passa anni di storyline della Bloodline, più tutta la "lore" legata alla famiglia samoana. Allora basterebbe fare show con match brevi e autoconclusivi con mille mosse acrobatiche (cosa che ha tentato di fare l'AEW per un periodo, poi per fortuna sembra aver rinunciato).
" vedrebbe una realtà molto diversa e più critica.