POLITICA ESTERA

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Impreza
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Re: POLITICA ESTERA

Messaggio da Impreza »




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Inklings
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Re: POLITICA ESTERA

Messaggio da Inklings »

Bernie on fire negli ultimi giorni, non mollare un cazzo :love:

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Hard Is Ono
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Re: POLITICA ESTERA

Messaggio da Hard Is Ono »

Voglio dire due cose sulla questione Europa.

Chi pensa che la fine della guerra in Ucraina, nelle modalità in cui sta avvenendo, spingerà verso una più marcata unificazione europea rischia di prendere una sonora sveglia.

L'unità europea fin dal dopo guerra è stato sempre un concetto fittizio. Dopo il 1945 l'unità europea che si concretizzò nella CECA aveva sostanzialmente due basi: il boom economico e la direzione economico-politica degli USA che con il Piano Marshall hanno posto le condizioni per la ricostruzione di un'Europa che fosse in grado di reggere lo scontro con l'URSS. Una parte di queste basi era la consistente presenza di forza militare americana sul suolo europeo di mezzo milione di soldati americani; la NATO era l'ombrello di tutto questo quadro politico.

Il quadretto nascondeva comunque divergenze. La CECA di fatto venne imposta dalle pressioni USA proprio perché l'Europa divisa non giovava al contrappeso all'URSS, la Francia manteneva ambizioni imperiali e il Regno Unito, che infatti non aderì alla CECA, si considerava ancora illusoriamente una potenza alla pari degli USA.

Lo sviluppo della NATO in Europa ha svolto anche un ruolo economico, liberando, soprattutto per la Germania ma non solo, una quantità enorme di risorse economiche altrimenti destinate alla spesa militare, che hanno permesso tra le altre cose all'Europa di prosperare per decenni, al prezzo della subalternità politica. 

Con la fine della guerra fredda, gli USA iniziarono un lento ritiro dall'Europa come luogo prioritario, perché era venuto meno lo spauracchio dell'URSS. 

La spinta a formare l'UE è venuta dai paesi europei perché consapevoli che isolati sono troppo piccoli, troppo fragili, non competitivi sul piano della produttività e del capitale di fronte agli USA e agli altri paesi emergenti. Oggi di fronte agli USA e alla Cina.
Gli USA non hanno avuto molto da ridire sull'espansione ad est dell'UE perché nel periodo della cosiddetta globalizzazione, l'apertura di nuovi mercati era un fine positivo anche per loro. La maggior parte dell'allargamento dell'UE avviene prima del 2008, con l'ingresso quasi in blocco di molti paesi dell'ex patto di Varsavia con il trattato di Atene.

Le cose sono molto cambiate dopo il 2008 e il progetto UE è entrato rapidamente in crisi e oggi le contraddizioni sono pronte ad esplodere.I diversi interessi nazionali imperialistici e non sono rimasti sopiti ma non spenti nei decenni precedenti dal boom prima e dalla globalizzazione dopo, ma negli ultimi 15 anni sono emersi con tutta la loro forza.E sono sempre stati evidenti sul piano militare. Certamente il ruolo degli USA ha giocato un freno alla crescita militare dell'UE, per lungo tempo gli americani vedevano male l'idea di una crescita militare europea come potenziale concorrente.

Militarmente l'Europa è un rebus senza soluzione, ma lo è sempre stato. Fin dal 1993 ci sono stati vari tentativi di integrazione militare, tutti hanno dimostrato i limiti intrinsechi del progetto europeo, sia politici per interessi diversi (ad esempio la Francia con interessi verso l'Africa del Sahel, i paesi nordici e baltici contro la minaccia Russa, ecc ecc) ma anche per infrastrutture.
Il progetto Eurofighter è stato caratterizzato da caos, costi inverosimili e continui ritardi proprio per la natura multinazionale del consorzio coinvolto nello sviluppo e produzione, diverse aziende europee, una catena di fornitura e produzione frastagliata e complicata che ha prodotto un fiasco colossale.

Oggi gli USA portano a compimento la ritirata dall'Europa, che era in realtà già iniziata con Biden attraverso l'inflation reducion act e il Chips act e altre leggi che hanno avuto come obiettivo proprio quello di colpire l'economia europea. Trump prosegue su questa strada, ma aggiungendo lo smascheramento della ritirata militare, la cui mascherata con Biden rimaneva più o meno in piedi.

L'unità europea è sempre stata il sottoprodotto delle politiche americane nel continente e venendo meno questa ipoteca, è assai più probabile che l'Europa si rompa per linee verticali che non il contrario. La crisi economica in europa è senza precedenti nella storia recente, perché stavolta coinvolge anche i suoi stati centrali come Germania e Francia e non solo quelli più o meno periferici o il più debole dei paesi principali (l'Italia).  Con la fine della guerra in Ucraina, gli interessi nazionali riemergeranno rapidamente e i vari paesi sono orientati in modo molto diverso. Alcuni paesi hanno sviluppato negli ultimi 30 anni relazioni commerciali importanti con la Russia che potrebbero essere tesi a ripristinare, come la Germania e l'Austria, altri saranno letteralmente sul piede di guerra, come la Polonia.

Draghi ha capito molto bene il rischio che l'UE corre (del resto lo aveva capito anche 15 anni fa) e ha proposto investimenti statali colossali per salvare la competitività europea.

Ma ci sono degli ostacoli materiali al piano molto astratto di Draghi. Dove andranno questi investimenti europei? Saranno divisi equamente tra gli stati membri? Questo in nessun modo salverà la competitività europea. Avvantaggeranno Germania e Francia? Buona fortuna a far digerire la cosa al resto dei paesi. Gli stessi dati di Draghi poi, richiedono, come costi, circa il 5% in più del PIL europeo.

Il segretario generale della NATO Rutte ha avvertito l'Europa che gli stati alleati devono alzare al 4% la spesa militare. Anche a questo ci sono ostacoli materiali. Gli stati europei hanno già sbranato la loro spesa pubblica con anni e anni di austerità, eppure più del 30% degli stati membri ha un deficit ampiamente superiore al limite del 3% stabilito da Maastrich. La Francia, uno dei motori europei, ha notoriamente un deficit di quasi il 7%.

Come finanziare gli enormi investimenti e la spesa militare che sia Draghi che Rutte suggeriscono all'Europa per uscire dal vicolo cieco? Davvero con altra austerità e altri tagli, come qualcuno ha suggerito anche qui dentro? Ricordiamo tutti con piacere con quanto amore sono stati accolti i governi di austerità nel continente dopo il 2008, Mario Monti e Elsa Fornero sono infatti tra le persone più amate di questo paese. Rutte ha letteralmente detto che aumentare la spesa militare significherebbe destinare meno ad altre spese: "ma solo un po' meno" ha detto. Meno risorse per i sistemi sanitari, per il riscaldamento, per le pensioni, per gli ammortizzatori sociali eccetera. Sono misure che la popolazione europea non può e non vuole sopportare, come dimostra il fatto che il governo francese è caduto proprio su una misura di austerità volta a restringere il deficit.

I progetti di mantenimento di unità europea vengono progettati sulla pelle di centinaia di milioni di persone, che semplicemente non li accetteranno.

Di fronte a questo scenario ci sono infatti due elementi: il primo è l'ascesa di formazioni populiste reazionarie come Farage, Le Pen, AFD, che avranno inevitabilmente ancora un ruolo di pressione verso la spaccatura dell'Europa. Dall'altro c'è la risposta che è lecito aspettarsi dalle popolazioni, che attraverso ogni strumento (il voto a partiti populisti, scioperi o anche momenti di lotta di strada come in Francia) rifiuteranno e puniranno queste politiche.

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Inklings
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Re: POLITICA ESTERA

Messaggio da Inklings »

@Hard, ti convince la ricostruzione detta e ridetta più volte negli ultimi giorni (es. Cottarelli ieri sera) di un Trump che sta cercando di allontare la Russia dall'orbita cinese per costruire un blocco economico-politico-militare più solido in contrapposizione al colosso orientale?
Fuori strada, c'è di più, c'è di meno?

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Hard Is Ono
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Re: POLITICA ESTERA

Messaggio da Hard Is Ono »

Inklings ha scritto: ↑20/02/2025, 12:56 @Hard, ti convince la ricostruzione detta e ridetta più volte negli ultimi giorni (es. Cottarelli ieri sera) di un Trump che sta cercando di allontare la Russia dall'orbita cinese per costruire un blocco economico-politico-militare più solido in contrapposizione al colosso orientale?
Fuori strada, c'è di più, c'è di meno?
Risposta secca sì, ma non è il punto importante.

La politica di Trump si può riassumere con due termini "trinceramento e isolazionismo". L'obiettivo è quello di salvaguardare i profitti delle aziende americane con dazi e protezionismo, perché il grande cambiamento storico che è venuto a maturazione dalla crisi del 2008 è che oggi gli USA sono in un relativo declino, non solo come potenza imperialistica globale, ma anche per la competitività delle proprie aziende.
La Cina ha dimostrato di poter competere su questo piano in alcuni dei settori chiave e gli smacchi che Tesla e ChatGPT hanno ricevuto dalle rivali cinesi sul piano della produttività e della competitività dimostrano quanto seria sia la sfida.
La ritirata dalla guerra in Ucraina ha come primo obiettivo quello di sganciare gli USA dall'Europa, anzi se possibile far pagare il benessere degli americani all'Europa stessa, attraverso minacce di dazi, sanzioni, ritorsioni eccetera per colmare il famoso deficit commerciale di cui Trump lamenta.
Ma la politica di Trump è tutta orientata a difendere i profitti americani dai concorrenti, anche in questo senso si spiegano le minacce di sanzioni a Messico e Canada, non per le stronzate sulle droghe, ma perché attraverso quei mercati i prodotti cinesi arrivano in America e sono semplicemente più competitivi di quelli americani.

Ovviamente una controindicazione della guerra in Ucraina è stato spingere la Russia nell'abbraccio con la Cina, questo ha rafforzato la Cina e in una certa misura Trump può anche ragionare nei termini di provare a dividerli. Può fare questo perché la Russia è un paese imperialista con proprie ambizioni e una propria sfera d'influenza e quindi non accetta facilmente la propria subordinazione alla Cina, ma questo è un sottoprodotto della situazione, che può verificarsi come no e che non cambia il quadro generale che è di orientamento integrale delle attenzioni americane verso la Cina che è a buona ragione considerato il pericolo principale. Pericolo in primo luogo per i profitti, mi sembra importante sottolinearlo.

Bisogna anche dire che questa politica Trump l'ha inaugurata nel primo mandato, Biden l'ha proseguita (le cose che dicevo nel wallpost) e Trump la sta inasprendo oggi, c'è una continuità perché c'è un riorientamento degli interessi complessivi della classe dominante USA, non solo dei colpi di testa di questo o quel presidente.

Anche per questo c'era la corte della Silicon Valley e gli altri ricconi tutta ben ordinata da Trump, invece del solo Musk.

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Re: POLITICA ESTERA

Messaggio da THEREALUNDERTAKER »

quadro descritto da hard oggettivo e circostanziato; a fronte di quello, basti pensare alla Germania che praticamente si "regala" alla Russia per cercare di rimanere "la locomotiva di Europa", con la Merkel (il tutto iniziato da Scrhoeder, quindi bypartizan la cosa)

Ad oggi la guerra con la Cina (ed è il motivo del tentativo degli Usa di riappacificarsi con Putin.. brutto da dire ma geopoliticamente l'Ucraina rimane un dettaglio insignificante.. in pratica è solo una scusa) è proprio sul discorso che il dragone si è pappata l'Africa ed è leader del settore energetico, alternativo e senza rinunciare al Carbone e nel nucleare a breve superano la Francia.

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Re: POLITICA ESTERA

Messaggio da Smoker »

IlBiondo ha scritto: ↑20/02/2025, 7:39 Questo ha già iniziato a capire che forse sarebbe stato meglio continuare a suonare col cazzo in televisione per fare ridere la gente.
Abbandonato da gli USA, nel mirino dell' FSB, non gli rimane che fare gli ultimi saluti romani prima dell'oblio.
Romano o nazista? Dovete decidervi.

Capisco che quando si mettono parole a caso sembra che abbiano lo stesso significato ma non è così.

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Re: POLITICA ESTERA

Messaggio da IlBiondo »

Moxicity ha scritto: ↑20/02/2025, 9:26 La speranza, davvero, è che tutta questa situazione aiuti ad un’integrazione dell’Unione Europea, prima attraverso l’esercito per una difesa, poi dopo con il resto. Ma conoscendo la nostra classe politica, la classe del popolo (anziano) e cancri come Orban, non la vedo così semplice.
Dovendo scegliere, decisamente nazista. Non so se c'è una variante neonazista, se dovesse esserci sarebbe sicuramente quella.

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Re: POLITICA ESTERA

Messaggio da The Prizefighter »

Se deve fare saluti romani/nazisti può benissimo unirsi al governo di Trump, Elmo ha già fatto pratica all'insediamento del salmonato :sarcasmo:

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Re: POLITICA ESTERA

Messaggio da IlBiondo »

The Prizefighter ha scritto: ↑20/02/2025, 20:43 Se deve fare saluti romani/nazisti può benissimo unirsi al governo di Trump, Elmo ha già fatto pratica all'insediamento del salmonato :sarcasmo:
l'Europa ha supportato per quindici anni (Na)Zelenskyy, non si fa troppi problemi a farsi dare lezioni di moralità dalla Germania dalla sua nascita a livello geopolitico, sarà comunque un piccolo sforzo digerire anche Trump e Musk.

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Re: POLITICA ESTERA

Messaggio da Smoker »

Ma che 15, facciamo 20! Anzi 30! O come dimenticarsi del primo volo dei fratelli Wright e il presidente Zelensky.

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Re: POLITICA ESTERA

Messaggio da IlBiondo »

Mi è piaciuta l'analisi di HIO.
Credo che il nodo cruciale della cronica "sottomissione" europea agli USA e la sua incapacità di competere, anche come macrostruttura, con gli altri colossi mondiali è la scarsità di risorse naturali e minerarie. Questo è un limite enorme che crea una dipendenza cronica verso l'estero.
Sono secoli che le varie potenze statali europee, quando all'apice di un ciclo si splendore, hanno cercato di conquistare la Russia per risolvere questo problema.
Ovviamente questo è sempre stato nascosto da giustificazioni più o meno logiche.
Hitler, Napoleone, sempre lì sono andati a perire

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Re: POLITICA ESTERA

Messaggio da Mds32 »

IlBiondo ha scritto: ↑20/02/2025, 21:45 l'Europa ha supportato per quindici anni (Na)Zelenskyy, non si fa troppi problemi a farsi dare lezioni di moralità dalla Germania dalla sua nascita a livello geopolitico, sarà comunque un piccolo sforzo digerire anche Trump e Musk.
Considerato che Zelensky è in politica da 6 anni mi pare alquanto improbabile che l'Europa lo supporti da 15 anni.

In compenso l'Europa sOpporta da 25 anni l'altra metà del conflitto.

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Re: POLITICA ESTERA

Messaggio da IlBiondo »

Mds32 ha scritto: ↑21/02/2025, 0:14 Considerato che Zelensky è in politica da 6 anni mi pare alquanto improbabile che l'Europa lo supporti da 15 anni.

In compenso l'Europa sOpporta da 25 anni l'altra metà del conflitto.
Hai ragione, l'attuazione del progetto Ucraina europea è partito nel 2014. Lui non era tra i primi istigatori, ancora faceva il comico in tele.

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Re: POLITICA ESTERA

Messaggio da The Prizefighter »



Quale sarà la scusa questa volta? È autistico pure lui e non sa stare in mezzo alle persone come Musk? Il braccio si è mosso da solo per colpa di uno spasmo?

Tra l'altro ha chiesto la presidenza di Trump pure nel '28 :party:

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