Il problema è che è utopico un mondo in cui vigono la competenza e la meritocrazia e che solo sulla base di queste si assumano le persone, quindi si rendono necessarie misure in cui garantire le pari opportunità alle minoranze che vengono escluse proprio perchè minoranzeVader_time! ha scritto: ↑08/03/2025, 12:06 Attenzione però: io sono favorevolissimo alle pari opportunità ma mantenendo uno standard qualitativo coerente con l'impiego, il ruolo che vai a ricoprire o l istituzione a cui vai ad iscriverti.
Nel senso che sono d accordo che a parità di valore vai ad assumere una persona nel gruppo DEI ( che brutto acronimo), ma se invece devi abbassare il livello per permettere la loro assunzione un pò da storcere il naso
POLITICA ESTERA
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Re: POLITICA ESTERA
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Re: POLITICA ESTERA
Biondo, domanda fatta per curiosità e senza polemica, quali sono di solito i siti o le testate su cui ti informi?
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Re: POLITICA ESTERA
Ma infatti è ridicola la narrazione doppia dei nazi buoni a seconda di dove sono schierati e dove lo è il narratore sulle gesta di Azov e Wagner
Con la capacità di analisi di questi fenomeni si sarebbe rifiutata l'alleanza con la Russia a Yalta perchè era comandata da un dittatore come Stalin e durante la seconda Guerra Mondiale , quando l'inverno sovietico bloccò Hitler dal conquistarla e a cambiare probabilmente la storia dei successivi ottanta e passa anni
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Ray magini
Re: POLITICA ESTERA
Ma infatti non devono essere pari opportunità ma pari possibilità: chiunque deve avere le possibilità per eccellere. Poi però le aziende devono assumere i migliori, qualunque etnia o sesso abbianoVader_time! ha scritto: ↑08/03/2025, 12:06 Attenzione però: io sono favorevolissimo alle pari opportunità ma mantenendo uno standard qualitativo coerente con l'impiego, il ruolo che vai a ricoprire o l istituzione a cui vai ad iscriverti.
Nel senso che sono d accordo che a parità di valore vai ad assumere una persona nel gruppo DEI ( che brutto acronimo), ma se invece devi abbassare il livello per permettere la loro assunzione un pò da storcere il naso
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Re: POLITICA ESTERA
Le pari opportunità sono la meritocrazia.The Prizefighter ha scritto: ↑08/03/2025, 10:59 Che schifo le pari opportunità a coloro che non sono maschi bianchi etero![]()
Io che vivo questa situazione ogni giorno ti posso assicurare che privilegiare un candidato ad un ruolo perché appartenete ad una minoranza (non so come dirlo meglio in italiano, se c'è una parola meno forte suggeritemela) è controproducente tanto quanto discriminare. Ti ritrovi con inetti assunti solo per raggiungere le quote.
Io sarò anche bianco ma qui sono l'immigrato, non è che gli italiani qui siano proprio visti come gli inglesi..
L'ultima discussione che ho avuto con la mia manager è stata sull'assunzione di una persona nel mio team dove io dicevo che doveva avere delle buone skills in customer service mentre lei mi diceva che doveva essere una donna perché avevo già due ragazzi nel mio team.
Capisci che la parità ha senso solo se rimaniamo del contesto che siano assunti per lavorare e per arrivare coi traguardi raggiunti alle trimestrali. Non a fare i paladini delle pari opportunità.
Comunque alla fine abbiamo assunto la candidata femmina.
Capisco che nella visione forumistica mi avete dipinto come un suprematista (solo una delle etichette che mi sono state affibbiate) ma mia moglie è asiatica. Entrambi siamo immigrati. Mio figlio è seconda generazione australiano. Sono partito dal basso per arrivare ad una posizione di manager in una large corporation.
Questo solo per dire che parlo anche per esperienza personale da un paese che ha più in comune con gli USA che l'Italia. Di fatti, non posto mai nel topic della politica italiana perché non conosco i mestieranti né le dinamiche italiane.
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Re: POLITICA ESTERA
TikTok mappa tutto quello che scrivi sulla tastiera dello smartphone per nutrire l'algoritmo. Non è una cosa a cui tengo particolarmente.
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Re: POLITICA ESTERA
Cerco di leggere da più fonti. La cosa più importante è la consapevolezza dello schieramento del media che stai leggendo.
Parto sempre dal sito dell'ANSA. Lo trovo piuttosto imparziale.
I giornali italiani sono troppo schierati, di solito leggo i titoli delle notizie ma mi rifiuto di pagare per farmi indottrinare. Repubblica è OK. Il Corriere della Sera lo trovo stucchevole. Il Fatto Quotidiano ha perso credibilità da quando Travaglio ne è direttore, gli preferivo Peter Gomez.
Non passo mai in rassegna i giornali cattolici o di destra. Devo dire che Feltri mi fa' spanciare ma più come entertainer che come opinionista. È ciò che di più simile c'è a Ricki Gervais in Italia.
Leggo ABC news (l'equivalente della RAI in Australia).
L'informazione americana è marcia, CNN e Fox News sono imbarazzanti per quanto sono di parte. Non ci perdo neanche tempo a dietro perché paragonabili alla Corea del Nord.
Una fonte di notizie decentemente imparziali è Al Jazeera.
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Re: POLITICA ESTERA
Eh già, la meritocrazia nelle società classiste e populiste... Ho letto tuoi commenti in cui ti vanti di pragmatismo e realismo e poi te ne esci c9n sta cosa?IlBiondo ha scritto: ↑09/03/2025, 3:07 Le pari opportunità sono la meritocrazia.
Io che vivo questa situazione ogni giorno ti posso assicurare che privilegiare un candidato ad un ruolo perché appartenete ad una minoranza (non so come dirlo meglio in italiano, se c'è una parola meno forte suggeritemela) è controproducente tanto quanto discriminare. Ti ritrovi con inetti assunti solo per raggiungere le quote.
Io sarò anche bianco ma qui sono l'immigrato, non è che gli italiani qui siano proprio visti come gli inglesi..
L'ultima discussione che ho avuto con la mia manager è stata sull'assunzione di una persona nel mio team dove io dicevo che doveva avere delle buone skills in customer service mentre lei mi diceva che doveva essere una donna perché avevo già due ragazzi nel mio team.
Capisci che la parità ha senso solo se rimaniamo del contesto che siano assunti per lavorare e per arrivare coi traguardi raggiunti alle trimestrali. Non a fare i paladini delle pari opportunità.
Comunque alla fine abbiamo assunto la candidata femmina.
Capisco che nella visione forumistica mi avete dipinto come un suprematista (solo una delle etichette che mi sono state affibbiate) ma mia moglie è asiatica. Entrambi siamo immigrati. Mio figlio è seconda generazione australiano. Sono partito dal basso per arrivare ad una posizione di manager in una large corporation.
Questo solo per dire che parlo anche per esperienza personale da un paese che ha più in comune con gli USA che l'Italia. Di fatti, non posto mai nel topic della politica italiana perché non conosco i mestieranti né le dinamiche italiane.
Io capisco tutto, apprezzo che tu abbia condiviso la tua esperienza e il tuo impegno ma sembra che in Italia tu non ci sia mai stato mezz'ora.
L'uguaglianza dovrebbe essere il punto di partenza e non di arrivo ok ma ci sono minoranze che quel punto di partenza non lo vedono manco col binocolo.
Nel mondo del lavoro poi gli incapaci, gli inetti, i raccomandati e i parassiti sono la regola da sempre, da ben prima che arrivassero i negri e si potesse concedere il lusso di dirsi ricchioni senza essere linciati. Le grandi aziende, sia pubbliche che private funzionano così da sempre, Salce e Villaggio ci hanno costruito una forma satirica vecchia di 50 anni dio bonino e dopo 50 anni non solo non si è capito una sega ma sempre a puntare il dito verso le ultime ruote del carro nella speranza che chi sta sopra si compiaccia e regali gli avanzi o per sentirsi maggioranza.
Sono troppo stanco e annoiato per queste stronzate
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Re: POLITICA ESTERA
La meritocrazia non esiste e lo sai anche tu, le protezioni alle minoranze sono un modo per mettere anche loro sulla linea di partenza.IlBiondo ha scritto: ↑09/03/2025, 3:07 Le pari opportunità sono la meritocrazia.
Io che vivo questa situazione ogni giorno ti posso assicurare che privilegiare un candidato ad un ruolo perché appartenete ad una minoranza (non so come dirlo meglio in italiano, se c'è una parola meno forte suggeritemela) è controproducente tanto quanto discriminare. Ti ritrovi con inetti assunti solo per raggiungere le quote.
Io sarò anche bianco ma qui sono l'immigrato, non è che gli italiani qui siano proprio visti come gli inglesi..
L'ultima discussione che ho avuto con la mia manager è stata sull'assunzione di una persona nel mio team dove io dicevo che doveva avere delle buone skills in customer service mentre lei mi diceva che doveva essere una donna perché avevo già due ragazzi nel mio team.
Capisci che la parità ha senso solo se rimaniamo del contesto che siano assunti per lavorare e per arrivare coi traguardi raggiunti alle trimestrali. Non a fare i paladini delle pari opportunità.
Comunque alla fine abbiamo assunto la candidata femmina.
Capisco che nella visione forumistica mi avete dipinto come un suprematista (solo una delle etichette che mi sono state affibbiate) ma mia moglie è asiatica. Entrambi siamo immigrati. Mio figlio è seconda generazione australiano. Sono partito dal basso per arrivare ad una posizione di manager in una large corporation.
Questo solo per dire che parlo anche per esperienza personale da un paese che ha più in comune con gli USA che l'Italia. Di fatti, non posto mai nel topic della politica italiana perché non conosco i mestieranti né le dinamiche italiane.
Tu sei una minoranza lì, e il fatto di essere partito dal basso faticando per arrivare dove sei ora quando magari c'è gente australiana meno competente di te che è già partita nel punto in cui sei tu ora per il semplice fatto di essere australiana è la dimostrazione di tutto ciò.
Per uno come te che è arrivato dove sei arrivato tu ce ne sono probabilmente altri 1000 che su quella metaforica linea di partenza non ci sono nemmeno arrivati perché a loro è stato preferito qualcuno di incompetente ma locale.
Non è una questione woke, è una questione sociale. La posizione degli ultimi è cambiata, se all'inizio del 900 si combatteva per gli operai e per dar loro trattamenti più dignitosi adesso ci sono minoranze che sono ancora più ultime degli ultimi. Il dito non va puntato mai contro di loro, ma contro chi ha reso necessario misure che impongono di mettere le minoranze sulla linea di partenza.
Se le minoranze hanno meno difficoltà ad accedere alle opportunità rispetto a quante ne hai avute tu significa che qualcosa di buono si è fatto.
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Re: POLITICA ESTERA
Meritocrazia è solo la veste ideologia di ritmi di sfruttamento più alti che si cercano di far digerire.
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Re: POLITICA ESTERA
Tu lo sai che ti voglio bene, sì?Hard Is Ono ha scritto: ↑09/03/2025, 11:25 Meritocrazia è solo la veste ideologia di ritmi di sfruttamento più alti che si cercano di far digerire.
Questo e l'altro tuo post sull'arte di tempo fa su terra3 mi hanno fatto respirare.
Re: POLITICA ESTERA
Israele taglia la fornitura di energia elettrica nella Striscia di Gaza
https://it.euronews.com/2025/03/09/isra ... ia-di-gaza
Israele ha dichiarato di aver interrotto la fornitura di elettricità a Gaza. Questo avviene dopo che la settimana scorsa il governo israeliano ha tagliato tutte le forniture di beni alla Striscia, sull'orlo di una crisi umanitaria.
...e fu silenzio...
https://it.euronews.com/2025/03/09/isra ... ia-di-gaza
Israele ha dichiarato di aver interrotto la fornitura di elettricità a Gaza. Questo avviene dopo che la settimana scorsa il governo israeliano ha tagliato tutte le forniture di beni alla Striscia, sull'orlo di una crisi umanitaria.
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Re: POLITICA ESTERA
Eh ma con Trump quelli di Gaza saranno trattati beneKaiserSp ha scritto: ↑09/03/2025, 20:03 Israele taglia la fornitura di energia elettrica nella Striscia di Gaza
https://it.euronews.com/2025/03/09/isra ... ia-di-gaza
Israele ha dichiarato di aver interrotto la fornitura di elettricità a Gaza. Questo avviene dopo che la settimana scorsa il governo israeliano ha tagliato tutte le forniture di beni alla Striscia, sull'orlo di una crisi umanitaria.
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Re: POLITICA ESTERA
Hai ragione sul fatto che in Italia ho lavorato relativamente poco. Ho iniziato dopo il liceo a 21, a 23 ho iniziato a viaggiare per poi andarmene definitivamente a 26. Dopo aver visto che tante delle dinamiche della società, che mi venivano presentate come assolutamente indispensabili, erano in realtà solo dogmi e non fondamenta irrinunciabili, me ne sono andato senza rimorsi.c'hoçtreß ha scritto: ↑09/03/2025, 8:40 Eh già, la meritocrazia nelle società classiste e populiste... Ho letto tuoi commenti in cui ti vanti di pragmatismo e realismo e poi te ne esci c9n sta cosa?
Io capisco tutto, apprezzo che tu abbia condiviso la tua esperienza e il tuo impegno ma sembra che in Italia tu non ci sia mai stato mezz'ora.
L'uguaglianza dovrebbe essere il punto di partenza e non di arrivo ok ma ci sono minoranze che quel punto di partenza non lo vedono manco col binocolo.
Nel mondo del lavoro poi gli incapaci, gli inetti, i raccomandati e i parassiti sono la regola da sempre, da ben prima che arrivassero i negri e si potesse concedere il lusso di dirsi ricchioni senza essere linciati. Le grandi aziende, sia pubbliche che private funzionano così da sempre, Salce e Villaggio ci hanno costruito una forma satirica vecchia di 50 anni dio bonino e dopo 50 anni non solo non si è capito una sega ma sempre a puntare il dito verso le ultime ruote del carro nella speranza che chi sta sopra si compiaccia e regali gli avanzi o per sentirsi maggioranza.
Sono troppo stanco e annoiato per queste stronzate
Nonostante abbia avuto un discreto successo lavorativo, nel mio piccolo, non sono riuscito a riadattarmi dopo aver visto altre realtà. In parte per quei concetti che hai spiegato benissimo.
Sono partito la prima volta dopo che ho realizzato che avere un contratto a tempo indeterminato, il sogno italiano (almeno a quel tempo), non mi rendeva ne più soddisfatto né tantomeno felice. Uguale quando ho raggiunto uno stipendio più alto dei miei genitori, che comunque non mi avrebbe permesso di vivere in maniera dignitosa.
Questo processo è stato pesante da attraversare, non pensate che sentirsi dire che dovevo essere soddisfatto e al contempo sentirsi un disadattato nel quartiere dove ero nato e cresciuto sia stato bello o piacevole.
Mi sono quasi perso. Comprare un biglietto di sola andata è stato come premere il tasto eject su un caccia che sta precipitando.
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Re: POLITICA ESTERA
Il tuo discorso è corretto ma non universalmente applicabile.The Prizefighter ha scritto: ↑09/03/2025, 9:53 La meritocrazia non esiste e lo sai anche tu, le protezioni alle minoranze sono un modo per mettere anche loro sulla linea di partenza.
Tu sei una minoranza lì, e il fatto di essere partito dal basso faticando per arrivare dove sei ora quando magari c'è gente australiana meno competente di te che è già partita nel punto in cui sei tu ora per il semplice fatto di essere australiana è la dimostrazione di tutto ciò.
Per uno come te che è arrivato dove sei arrivato tu ce ne sono probabilmente altri 1000 che su quella metaforica linea di partenza non ci sono nemmeno arrivati perché a loro è stato preferito qualcuno di incompetente ma locale.
Non è una questione woke, è una questione sociale. La posizione degli ultimi è cambiata, se all'inizio del 900 si combatteva per gli operai e per dar loro trattamenti più dignitosi adesso ci sono minoranze che sono ancora più ultime degli ultimi. Il dito non va puntato mai contro di loro, ma contro chi ha reso necessario misure che impongono di mettere le minoranze sulla linea di partenza.
Se le minoranze hanno meno difficoltà ad accedere alle opportunità rispetto a quante ne hai avute tu significa che qualcosa di buono si è fatto.
È un discorso enorme e per ogni aspetto tralasciato, non preso in considerazione si rischia di farlo barcollare.
Qui puoi introdurre queste politiche sociali perché il mercato è sempre in ricerca di lavoratori. Questo paese ha più posti di lavoro che lavoratori specializzati.
Si introducono così due concetti secondo me chiave:
1. Capacità del paese di introdurre alcune politiche di inclusione.
2. Capacità o possibilità di sostenere, offrire immigrazione.
Già da qui, Italia e Australia sono in due gruppi diversi.
1. La società italiana ha sulle spalle una cultura millenaria con tre twist decisamente negativi negli ultimi dieci anni (fascismo, comportamento durante la guerra fredda ed era Berlusconi).
È difficile introdurre culture non inclusive che hanno alla base religioni che non siano quella cattolica. (Io non sono neanche battezzato quindi posso parlare senza esserne particolarmente condizionato).
È difficile introdurre strutture sociali diverse da quelle che il pelatone aveva esaltato nel ventennio, soprattutto perché spesso combaciavano perfettamente con quelle della Chiesa. Donna a casa, marito al lavoro e figliare senza un domani (non posso aprire anche questo filone se no non finisco più.).
2. Ecco, questo è il punto cruciale. In Italia non c'è la possibilità concreta di poter offrire una vita dignitosa a chi arriva. Volendo essere proprio sincero, non credo che ci siano le possibilità di offrire una vita dignitosa neanche ai ragazzi italiani.