I'm a grown-ass man and I demand my big honking meats
Barry che ordina la trota


Ma non credo che le sue siano state scuse, semplicemente credeva di poter vivere in totale isolamento e, dopo un mese, si è resa conta di star impazzendo (tenta pure il suicidio) e chiede agli Altri di tornare perché si è resa conti di aver bisogno della compagnia di qualcuno, seppur quel qualcuno sia un corpo umano "soggiogato" da una mente alveare.Inklings ha scritto: ↑12/12/2025, 23:15 In che senso filler? Avrei capito i due prima di questo in cui effettivamente sembra tutto fermo se non per la roba dell’altro “ribelle”, ma questo è uno dei pochi episodi che ha fatto progredire davvero la psicologia di Carol (alleluia), in cui viene mostrato un conflitto interiore interessante e che ci ha dato un po’ di caratterizzazione a un personaggio che non sia lei, oltre a portare avanti la trama.
La roba dell’asfalto sicuramente è più figa come regia, ma é anche vero che il personaggio di Carol, a quel punto, non sarebbe mai riuscita a chiamare per chiedere scusa.
PaulSacz ha scritto: ↑17/12/2025, 11:28 Ma non credo che le sue siano state scuse, semplicemente credeva di poter vivere in totale isolamento e, dopo un mese, si è resa conta di star impazzendo (tenta pure il suicidio) e chiede agli Altri di tornare perché si è resa conti di aver bisogno della compagnia di qualcuno, seppur quel qualcuno sia un corpo umano "soggiogato" da una mente alveare.
Loro che se ne vanno perché "offesi" dalle azioni di Carol è un altro spunto narrativo che, a conti fatti, se n'è andato così com'è arrivato e, allo stato attuale delle cose, non è servito a molto se non a dirci che le persone, in isolamento, a una certa impazziscono (e vorrei ben vedere).
Concordo, la roba più interessante chiaramente è che pare ci sia ancora “qualcuno” in quell’ammasso collettivo, la scena di Zosia che non soltanto ricorda il suo gusto preferito per rispondere a una domanda ma addirittura si lascia trasportare raccontando delle sue memorie in prima persona da brividini.

Come si evince dai miei commenti precedenti sono d'accordo più o meno su tutto, prima stagione non certo straordinaria e imbruttita proprio nella parte centrale, ma non tutto da buttare, neanche in prospettiva futura probabilmente.Inklings ha scritto: ↑26/12/2025, 1:43 Carol sta per cedere alla prospettiva della felicità ma alla fine si convince a tornare alla lotta grazie all’intervento di Manousos…
… o questo era quello che poteva succedere, invece di far tornare Carol sui suoi passi solo perché gli Altri hanno provato effettivamente a incularla, tradendo la sua fiducia e paventandole il rischio di essere assimilata contro la sua volontà, con un apporto minimo/quasi nullo di Manousos sulla sua decisione finale
Davvero pessima scelta di storytelling e grossa occasione sprecata per il “viaggio dell’eroina” di Carol.
Eccettuata sta cafonata, buon episodio per chiudere il cerchio su questa stagione, bene aprire con l’assimilazione della ragazzina e ottima l’interazione tra i due “sopravvissuti”.
Prodotto non eccelso e con una parte centrale di stagione eccessivamente statica e moscia, ma con uno sviluppo lineare e che negli episodi finali ingrana sviluppando meglio la psicologia della protagonista e il suo rapporto con gli Altri.
Dubito starà mai nella mia top 10, ma ci sono tranquillamente per la il proseguo e penso ci sia del materiale per tirare fuori qualcosa di discreto.
Adieu ha scritto: ↑26/12/2025, 5:44
La "circolarità" in sé di cui si parla non la trovo affatto un problema, anzi è un tipo di narrazione che esiste e se gestita bene funziona tranquillamente. Siamo ritornati sì a Carol contro il mondo ma nel mezzo sono successe un sacco di cose, utili a capire molte dinamiche dell'hive mind e a sviluppare e approfondire la psicologia di Carol. Purtroppo il passaggio decisivo è scritto a cazzo di cane, ed è sorprendente per un vero maestro dello storytelling come Gilligan, uno che non ha sbagliato un movimento di sopracciglia in due serie.
Giustappunto, su tale cafonata ho letto posizioni difensive che vanno nella direzione a cui accennavo, cioè che Carol è quasi un anti-eroe, un personaggio che non deve piacere eccetera. Ok, ma rimango dell'idea che così è troppo, livelli per me francamente esasperati di autoreferenzialità nella sua scelta di tornare in modalità guerrafondaia.