Comunque non è nemmeno vero il fatto che sia una serie concepita per far risaltare Triple H, chi lo dice non ha mai visto gli altri documentari di questo genere prodotti da Netflix.
Se vedete "Drive to Survive" vi accorgerete che è impostata esattamente alla stessa maniera: si parte con il team principal della situazione (Horner, piuttosto che Wolff o il buon vecchio Steiner, che era l'assoluto mattatore della serie e ci manca tanto

) e da lui si diramano tutte le faccende trasversali che vanno poi a toccare i piloti, il team, le rivalità ecc.
Il team principal della scuderia di cui parlano in quella puntata fa da punto di partenza e punto di riferimento per tutto ciò che viene raccontato intorno, ovvero ciò che in questa serie viene fatto fare a Triple H per ovvi motivi.
La serie sul Manchester City è uguale: si parte da Guardiola e lui fa da punto di riferimento per tutte le vicende di squadra e della stagione narrata.
Sono serie fatte per fare i pompini a Toto Wolff e a Guardiola? No.
Semplicemente Netflix le imposta in quella maniera.
Sul web comunque è pieno di commenti di gente che si sta interessando o ri-appassionando al wrestling grazie a questa serie, anche fosse solo per semplice curiosità. Oltre alla già citata testimonianza personale che vale già più di mille prove raccontate e che di sicuro non sarà un episodio unico e isolato.
Ci sono dei dati che dimostrato che dopo l'uscita di "Drive to Survive" la platea di appassionati di F1 è cresciuta, entro 1 annetto ne avremo di simili anche per quanto riguarda il wrestling e la WWE nello specifico.