Quanto è triste leggere tutte queste opinioni che trasudano suprematismo bianco. Siamo tornati al nazismo e non ce ne si rende neanche contro.
Gli Stati Uniti attaccano ogni forma di organizzazione statale che rifiuta l'implementazione della "democrazia" occidentale, quella che porta alla sottomissione totale all'impero americano.
Il socialismo bolivariano Venezuelano, la repubblica islamica Iraniana, la federazione Russa.. Tutti i paesi che rifiutano il dominio vengono attaccati mediaticamente dalla macchina del fango sionista, la massa non coglie, non conosce la storia e crede ad ogni boccone che le viene dato.
È ovvio che il Venezuela interessa per depredare le sue risorse naturali.
È ovvio che l'Iran è un nemico storico di Israele, nonché ex protettorato.
Era ovvio che l'Iraq interessava per il petrolio.
Era ovvio che l'Afghanistan interessava per la produzione dell'oppio.
Era ovvio che la Jugoslavia socialista non poteva esistere in Europa.
Invece si tinteggia il tutto con principi morali ridicoli. Americani ed israeliani hanno dei valori ripugnanti, non condividono praticamente niente con, per esempio, i paesi Europei, eppure la gente ignora questo e da per vero tutto ciò che i media gli propinano.
Per capire quanto i media venduti come principali siano palesemente uno strumento per veicolare l'opinione pubblica e non fonte di informazioni, bisogna prestare attenzione alla gestione del peso da dare alle informazioni.
Articolo di Repubblica (fiore all'occhiello del sopracitato fenomeno). Bello nascosto dalle notizie roboanti su Iran, Ucraina è Venezuela.
Bill e Hillary Clinton rifiutano di testimoniare alla Camera sul caso Epstein
di Massimo Basile
(afp)
L’ex presidente americano e sua moglie "hanno già fornito le poche informazioni che hanno", scrivono i legali della coppia, e "lo hanno fatto prendendo l'iniziativa e volontariamente"
13 Gennaio 2026
NEW YORK – Dopo settimane di silenzio il nome di Jeffrey Epstein è tornato a fare a Capitol Hill quello che gli riesce meglio: il detonatore morale. Stavolta i bersagli sono l’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton e la moglie ed ex segretario di Stato, Hillary. Il primo non si è presentato oggi in audizione a porte chiuse davanti alla commissione di Vigilanza della Camera, dove era stato convocato per rispondere alle domande sul finanziere pedofilo morto in carcere, del quale per almeno dieci anni Clinton era stato amico. Hillary è attesa per oggi, in un’audizione sempre a porte chiuse, ma i due si sono rifiutati di testimoniare, sfidando la possibilità che la Camera proceda per oltraggio al Congresso e chieda l’arresto dell’ex presidente e, se non si presenterà oggi, dell’ex first lady.
In una lettera pubblica indirizzata al presidente della commissione, il deputato repubblicano del Kentucky James Comer, i Clinton lo hanno accusato di politicizzare l’indagine e di averli presi di mira con un atto “illegale", nonostante sostengano di aver già fornito in passato tutte le informazioni. “Siamo certi - hanno scritto - che qualunque persona ragionevole, dentro o fuori dal Congresso, vedrà, sulla base di tutto ciò che renderemo pubblico, che quello che state facendo è cercare di punire quelli che considerate vostri nemici e proteggere quelli che ritenete vostri amici”.
La convocazione dei Clinton era stata autorizzata in estate da un voto bipartisan, dopo che erano emersi nuovi dettagli sulla frequentazione dell’ex presidente delle residenze di Epstein, accusato di aver creato con la complice Ghislaine Maxwell un harem di ragazze minorenni per soddisfare i piaceri sessuali di una ristretta cerchia di amici. Mentre il Congresso voleva chiedere ai Clinton cosa sapessero di Epstein, i Clinton hanno risposto chiedendo al Congresso cosa, nel frattempo, sia diventato. L’ex presidente ha accusato la commissione di essersi trasformata in arma di delegittimazione tesa più a creare narrazioni mediatiche che ricercare fatti.
Caso Epstein, l’ira dei democratici: “Clinton usato per salvare Trump”
dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli
21 Dicembre 2025
Lo scontro è solo agli inizi: agli occhi dei conservatori Clinton non è solo un big democratico, ma il simbolo di un’élite degli anni ’90, liberal, globalista, che oggi è politicamente sacrificabile. Ma mentre i democratici lo considerano un sacrificio necessario per arrivare a Donald Trump, i repubblicani vogliono usare Clinton per allontanare la pressione sul tycoon, sempre più irritato dall’attenzione legata allo scandalo. Per questo motivo Comer ha minacciato l’intenzione di procedere per oltraggio al Congresso, un passaggio delicato che potrebbe portare alla richiesta di arresto.
“Siete sul punto - hanno dichiarato i Clinton - di paralizzare il Congresso per perseguire una procedura raramente usata, letteralmente concepita per portarci in prigione”. “Questa - hanno aggiunto - non è la via d’uscita dai mali dell’America e ci difenderemo con fermezza”. “Nessuno - ha risposto il deputato del Kentucky - sta accusando Bill Clinton di aver commesso illeciti, abbiamo solo delle domande. E’ tutto molte deludente”. L’ex presidente ha sempre sostenuto di non essere stato a conoscenza dei crimini del finanziere e di aver interrotto i rapporti prima che Epstein si dichiarasse colpevole nel 2008.
https://www.repubblica.it/esteri/2026/0 ... 1-T1-s3927