Bellissimo spunto di discussione.GMPunk ha scritto: ↑18/02/2026, 10:52 Comunque devo dire che questo regno di MJF ha la mia attenzione.
Maxwell è un wrestler su cui faccio ancora fatica a dare un giudizio, ho sempre avuto opinioni contrastanti su di lui.
Da un lato è innegabilmente un talento nato per fare wrestling: ha una consapevolezza innata di cosa funziona e cosa no, ha il pubblico sempre sulla punta delle dita e lo plasma come vuole in pochi secondi sia a parole che a gesti, sa essere banale e dare profondità, fare comedy o il villain sanguinario, è sempre in character, anche da Van Vliet.
Sul ring è molto meno scarso di quello che di primo acchito sembra: ha un moveset molto ampio da cui pescare e "ben pensato", sa fare i flips se richiesto ma non li fa perché sta nel personaggio, sa essere tecnico quando vuole e sa tenere insieme i match con un filo logico, capisce psicologia, struttura, selling, padroneggia le basi. Passa dal codardo più viscido allo spietato assassino al giullare senza soluzione di continuità e con una naturalezza e credibilità uniche.
Parliamochi chiaro: l'Iron Man match contro Danielson e il match da un'ora contro Ospreay a Dynamite sono due degli incontri migliori della storia della AEW, hands down. E voi direte grazie al cazzo, c'erano Bryan e Will! Eh sì, ma intanto anche Danielson e Ospreay mica fanno quei match contro tutti ed MJF ha dimostrato che naviga sereno in quelle acque se ha il compagno di viaggio giusto. E soprattutto, anche in una compagnia wrestling-oriented come l'AEW, un'intera ora di match in TV è un lusso concesso a pochi.
Eppure, c'è sempre qualcosa che finora non mi ha convinto al 100% in lui.
E sono giunto alla conclusione che, forse, il downside di MJF è che sotto sotto finora è stato davvero il ragazzino insicuro che ha bisogno di dimostrare al mondo che c'è anche lui. E, da wrestler, questa cosa si tramuta nel fatto che Maxwell trae talmente tanto piacere dal una reazione nel pubblico che troppo spesso lo fa anche a costo di minare la bigger picture.
E così ci troviamo lui che fa SuperCena nella sua run face asfaltando Jay White, o che seppellisce avversari al microfono con molta più terra del necessario (come nel confronto con SWERVE, Joe e Page), che esce dalla combo Cannonball + Ganso Bomb, che vince dagli Aussie Open i titoli di coppia ROH dopo una cazzo di double clothesline, e che rifila il teatrino del Kangaroo kick anche quando non è assolutamente necessario.
Boh, forse a MJF per fare quel saltino che gli consentirebbe di diventare un fenomeno basterebbe semplicemente essere un po' meno egoriferito, per il resto ha tutto.
Da Van Vliet, settimana scorsa, ha detto che vuole che questa run da campione sia quella che lo consacra agli occhi di tutti come il migliore al mondo anche sul ring; vuole essere il nuovo Ric Flair, difendere il titolo nelle indy e essere più """fighting champion""" di come siamo abituati a vederlo (effettiamente contro Bandido, Price e Brody lo è stato). Ovviamente -essendo MJF- era tutto detto in character, ma stiamo a vedere. Sicuramente ha la mia attenzione: un MJF più maturo potrebbe davvero essere una gioia per gli occhi.
Curioso di sentire la vostra.
Parto col dire una cosa che forse non avrà molto senso, ma secondo me il "problema" di MJF è che è esploso troppo presto. Stiamo parlando del protagonista di quello che a detta di molti (me compreso) se la gioca con Hangman-Swerve per il titolo di miglior feud della storia AEW finora—parlo, ovviamente, della faida contro CM Punk. Vero che dall'altra parte stava un fenomeno assoluto, ma non si può certo dire che MJF sia stato "trainato" in quella storyline da un wrestler con molta più esperienza di lui: a soli 26 anni di età, ha tenuto testa a uno dei migliori promo-man della storia tirando fuori delle chicche rimaste impresse nella memoria di tutti e dando l'impressione di avere una naturalezza semplicemente fuori dal comune. Questo dipende dal fatto che, come hai detto tu, MJF sembra nato per fare questo mestiere: lo si capisce da quanto fosse spigliato già da infante nella famosa intervista con O'Donnell, da quanto tenga maniacalmente alla keyfabe (in questo credo che, al giorno d'oggi, non abbia pari, ed è un aspetto che apprezzo tantissimo di lui), da quanto sembra genuinamente tenerci, come se vivesse nella consapevolezza che se non esistesse il wrestling lui non avrebbe un posto nel mondo—un tratto che mi sembra condiviso tanto dalla persona quanto dal personaggio.
Ora, è chiaro che quando setti la barra così in alto a un'età in cui c'è gente che ancora deve debuttare, mantenere quel livello è complicatissimo, figurarsi superarlo. Qui sono stati bravi nella compagnia ad accompagnarlo in maniera organica verso il suo turn face, che si è svolto nel pieno rispetto della lore che ci avevano raccontato fino a quel momento: la sua bromance con Cole nasce proprio perché quest'ultimo gli insegna ad accettare l'amore che Friedman riceve e di cui ha tanto bisogno, piuttosto che rifiutarlo per paura di essere ferito. Quella fase della sua carriera, nella mia testa, vive proprio come un album di ricordi che sfogli per ricordarti che sì, ci sono stati momenti della tua vita in cui sei stato davvero felice: quella volta in cui Cole ha sorpreso MJF con il mashup delle loro themes, i vari angle backstage, l'abbraccio ad All In London... sino a quel punto, la narrazione del personaggio di MJF è stata semplicemente impeccabile. Poi vabbè, ci si è messa di mezzo la sfiga e la storyline del Devil è stata il trainwreck che tutti conosciamo. La mancata catarsi di uno scontro con tutti i crismi con Cole rimarrà per sempre uno dei più grandi what if della carriera di Friedman.
Riguardo tutto ciò che è venuto dopo, con l'annus horribilis post-Devil sino alla vittoria a mio avviso del tutto affrettata del secondo titolo mondiale, le colpe sono da splittare 50-50 tra MJF e la AEW. Da un lato, il writing team ha mostrato uno dei suoi limiti più grandi, ovvero quello di faticare a gestire i top names quando vanno tenuti lontani dalla scena titolata: dei feud di cui MJF è stato protagonista, due sono stati scritti col culo (Ospreay e l'Hurt Business), uno è stato scritto col culo che si è appena alzato da una tazza del cesso di un autogrill in Bulgaria (Cole pt. 2), mentre due sono stati effettivamente buoni (Garcia e Briscoe), ma non si sono mai tradotti in quel cambio di attitude che MJF ha accennato, laddove non esplicitamente promesso.
Qui veniamo a ciò che per me ha rappresentato il punto di rottura nella percezione che ho di MJF, e a quella che reputo la sua colpa più grande: l'aver fatto intravedere in molte occasioni (feud con Garcia, promo post-match contro Hangman a Forbidden Door, promo post-match contro Briscoe ad All Out, promo con Swerve, Joe e Page al ritorno) la volontà di trasformarsi in una versione più feroce, spietata, determinata e meno cacasotto di sé, salvo poi essere tornato nella sua comfort zone già nel 4 way di World's End. Come avevo già esplicitato nel topic del PPV, la scrittura di quel match è stata per me idiotica, e ciò che ne è conseguito non ha fatto che amplificare questa percezione: ci siamo beccati due mesi di regno INUTILE, in cui MJF ha mostrato di essere tornato dieci passi indietro proponendoci i soliti angle in cui gira col lacchè di turno, sfotte l'avversario, scappa come un coniglio quando la situazione si fa accesa, etc. Il tutto a fare da antipasto insipido e indigesto a quella che era ovvio fosse la portata principale (il feud con Hangman) e che, proprio in virtù di tale ovvietà, avrebbe dovuto essere servita direttamente a Revolution, magari dopo un lavoro di ricostruzione certosina del personaggio di Friedman, da far passare attraverso qualche feud di spessore vero (Swerve? Omega? Allin? I nomi non mancavano). Qui una piccola fiammella di speranza l'ha accesa Page (e figurarsi, ci vuole sempre lui per sistemare le cose) nel promo dell'ultimo Dynamite, in cui ha proprio fatto notare che MJF ha vinto a World's End nel solito modo meschino, dopo essere stato fuori dal ring per tutto l'incontro, alla faccia della sua presunta voglia di fare fuoco e fiamme.
Quanto alle sue abilità sul ring, devo dire che pure lì il personaggio mi sembra fermo da un po'. Se da un lato non si può negare che, come dici tu, sia un atleta completo—ma questa, mi permetto di notare, è una condicio sine qua non per stare nella zona main event AEW, eccezion fatta forse solo per Moxley—dall'altro il suo moveset mi ha sempre discretamente fatto cagare. Le sue finisher sono orribili, e arrivano spesso senza che vi sia alcun lavoro precedente condotto sulla parte del corpo su cui impattano maggiormente (vale soprattutto per la Salt of the Earth). Prendi l'ultimo match contro Brody King: tutto il lavoro al ginocchio dell'avversario, alla fine, a che minchia è servito? E' vero che ha un talento naturale nel tenere il pubblico in mano anche durante gli incontri, ma questo si traduce in una tendenza spesso eccessiva ad attirarsi heat e spezzare il ritmo del match (una cosa che qualcuno potrebbe considerare un pregio connaturato all'essere un heel che se ne frega di compiacere il pubblico, ma che a me risulta per l'appunto too much too often). Di buono ha che riesce sempre a far risaltare il lavoro dell'avversario, sia con il selling che con i vari "OH SHIT!" che si lascia scappare, per esempio, quando viene sollevato di peso o fatto svolazzare da qualcuno più atletico di lui. In generale penso sia abbastanza bravo in tutto ma eccellente solo nell'ultimo aspetto che ho descritto, e che avrebbe decisamente bisogno di aggiungere mosse diverse al suo arsenale (ogni tanto ha chiuso con la Brainbuster, ma ora che c'è Mr. Brainbuster a condividere la zona main event con lui non so fino a che punto convenga utilizzarla come finisher).
Ah, per concludere: lui per me rappresenta il prototipo PERFETTO di wrestler WWE, e nessuno riuscirà mai a convincermi che non abbia un posto conservato nella compagnia di Stamford e che non faranno carte false per occuparlo, prima o poi.
