COMUNICATO PANTHERS FANO 1977
19/03/26
Avvilente pensare che dopo l’evento subito sabato di tale portata, che avrebbe dovuto solamente saldare l’ambiente, ci si debba sedere a tavolino per rispondere ad un comunicato d’attacco scritto proprio da chi ha la fede granata come noi.
Abbiamo subito sposato la causa di un nuovo percorso di tifo a Fano, non a caso “il carattere dello striscione fanesi è fatto da noi”, ma i termini, le continue imposizioni e alcune decisioni unilaterali ci hanno fatto capire che non era l’obbiettivo di avere una grande curva unita sotto lo stesso colore ma quello di prendere il sopravvento sulla curva mettendo tutto il resto in secondo piano.
Nel corso di tutto l’anno nonostante le continue provocazioni, per il bene di tutto l’ambiente, non si è mai proceduto a rispondere alle provocazioni continue, applicando il principio “chi ha più buon senso lo usi”.
Ma dopo questo ennesimo comunicato che trasuda per l’ennesima volta di volontà di prevaricare, di imporre qualche tipo di decisione che suona come un capriccio e che menziona principi di mentalità ULTRAS per la quale non ha niente a che vedere.
Si è sempre delineato un atteggiamento di rivalsa che ha sempre più i connotati di attacchi personali, verso quelli che vengono chiamati “capi” di un movimento che capi non ha: l’anima stessa del gruppo è l’unione, anche nel prendere le decisioni, dove chi ha esperienza la mette sul piatto, e chi ha l’entusiasmo della gioventù mette le nuove proposte. Lo stesso dicasi per chiunque voglia avvicinarsi ai PANTHERS, ognuno ha sempre il diritto di esprimere il proprio pensiero e lasciato libero di porre in atto le decisioni del GRUPPO. Noi siamo così, questo è il nostro credo.
Non esistono capi. Non siamo in una dittatura. Si cresce, si sbaglia, si gioisce e si piange sempre tutti insieme.
Durante l’avvenimento vergognoso di Cattolica i Panthers c’erano, erano in prima linea, in minoranza, a dare soccorso alle famiglie presenti con i loro figli che rischiavano di essere toccati. Con tutte le conseguenze che ci sono state! Chi c’era non ha neanche per un secondo esitato dal farlo!!
Non sta ad un altro gruppo poter parlare di questioni che non gli riguardano e che non conosce, ma non perde occasione per strumentalizzare fatti a proprio favore con l’unico obbiettivo di attaccare o nel pretendere di far chiudere una realtà che l’anno prossimo vanta 50 anni di storia, tra alti e bassi, nel bene e nel male, ma SEMPRE PRESENTE..
Il nuovo movimento del tifo fanese, nato sotto il principio di aggregazione, di essere tifosi a 360° (e non ultras) è stato accolto, nonostante le iniziali incomprensioni e le continue provocazioni di cui sopra, come un fatto positivo, del “più siamo e meglio è” ma si è rivelato essere, con gli atteggiamenti ed i fatti, una prosecuzione del rincorrere lo stesso obbiettivo che si era tentato di ottenere con i nefasti fatti di Fano-Mantova che tutti vorremmo dimenticare.
Parlando di mentalità, e passando per il principio che è un dato di fatto che nessuno è perfetto, è doveroso ricordare alcuni fatti commessi da chi oggi accusa di scarsa mentalità: i fatti di Gubbio del 2019, l'appoggio alla società che ci ha portato alla radiazione nel 2025, l’azione di Tavullia e dello striscione VR46, e del silenzio nel quale ci siamo dovuti chiudere per la vergogna di gesti non certo nostri.
Non abbiamo mai usato questi eventi per danneggiare nessuno, ma è arrivato il momento di farlo, perché quando si dice che:
- “abbiamo deciso di andare sotto la loro sede con fare Pacifico” senza avvisare, durante la nostra riunione e per di più, pretendendo la chiusura del gruppo e il divieto di esporre lo striscione
- pretendendo le “teste” di alcuni del gruppo
- “i Panthers non lanciano più i cori, toglieremo il paletto e le balconate” atto commesso nel corso del pomeriggio di giovedì 19, atto totalmente in contraddizione con i toni del comunicato del gruppo, ennesima dimostrazione di poca coerenza col “fare pacifico”
Abbiamo sempre cercato una convivenza tranquilla all’interno della curva ma nonostante la nostra nuova collocazione abbiamo comunque serrato i ranghi e fatto “quadrato”.
Ribadiamo ancora l’importanza di essere uniti perché abbiamo potenzialità indiscusse, che non vuol dire necessariamente stare dietro ad un unico striscione, ma lavorare sodo con sudore, impegno e lealtà con un unico obbiettivo: riportare il tifo a Fano ai massimi livelli, uniti, per affrontare uno sperato ritorno nelle categorie che ci spettano!
Le “richieste” fatte non potranno mai essere accettate, soprattutto se supportate da regole non scritte (quali poi) che si sarebbero infrante (come poi) ed essere giudicate da chi nel corso degli ultimi anni non ha certo sempre brillato di coerenza, correttezza e lealtà.
Porteremo avanti, giovani e vecchi insieme, tutti gli ideali che ci contraddistinguono da sempre con oneri e onori! ma sempre a testa alta e fieri di non aver nulla di cui nasconderci con nessuno dello Stivale.
La storia della nostra città l'abbiamo scritta su quei gradoni in 49 anni di militanza ultras.
Sabato scorso non ci siamo tirati indietro mantenendo alta la nostra dignità di gruppo e il nome della nostra città e così continueremo a fare in ogni stadio ed in ogni città.
Per noi decidiamo solo noi.
Al nostro posto ci troverete.
Panthers Fano 1977