- "Il colore del melograno" lo avevo messo in coda su RaiPlay con l'idea di proporlo al cineforum, più che altro per metter qualcosa che potesse piacere agli altri, perché io penso che mi farei due coglioni così.
In realtà qualcosa di Paradzanov lo avevo visto ai tempi dei cicli di Ghezzi e mi era pure piaciuto, ma erano tempi diversi in cui davo i voti "oggettivi" e non su quanto i film mi fossero effettivamente piaciuti, avevo una soglia di attenzione più alta, ed ero abbastanza onnivoro e bendisposto, ora invece preferisco i film fitti di dialoghi con personaggi sopra le righe, e che raccontino la sfera individuale dell'uomo.
Comunque prima o poi lo riguardo.
- Ieri invece ho visto "Baciami stupido" di Billy Wilder trasmesso incredibilmente da TV2000, che non si è tirata indietro di fronte a una pochade che strizza l'occhio all'adulterio felice. Difatti gli ultimi anni lo trasmetteva Rai Movie dove forse l'avevo già beccato perché il primo blocco del film (Dean Martin che interpreta una propria parodia che viene sequestrato con l'inganno da due compositori dilettanti) non mi era nuovo. Molto audace e pieno di facce da meme che sarebbero potuti piacere ad Ankie
TV2000 trasmette un sacco di bei film, vecchi titoli hollywoodiani ("Colazione da Tiffany", "Angeli con la pistola", "Non per soldi...ma per denaro", "Sciarada"), squarci di cinema orientale ("Baran" e "I ragazzi del paradiso" di Majid Majidi, "Father and Son" di Hirokazu Kore'eda, "Rapsodia in agosto" di Akira Kurosawa, "La candidata ideale" di Haifaa Al-Mansour, quest'ultimo in realtà comincia a girare a vuoto dopo 30-40 minuti, è più un documentario sulla donna in Arabia Saudita che una commedia ben riuscita), e ci ho beccato pure "Jojo Rabbit" (sopravvalutatissimo), "Hairspray!", "Nowhere special" e gli unici film di Clint Eastwood che sono sfuggiti ai programmisti di Iris ("Jersey Boys" e i due film su Iwo Jima).
- "Lost In Space" lo ricordo come una baracconata messa su per sfruttare un paio di attori di celebri serie ("Friends" e "Party of Five"), con theme cafonissima degli Apollo 440 (faranno meglio con "Charlie's Angels").
In realtà ci rimasi pure male che abortirono la trilogia, ma con gli anni ci ho messo una pietra sopra.
Non dovrebbe essere male la sottotrama dell'amore paterno perduto e ritrovato dal Will del futuro.
- In "Regalo di Natale" Avati recupera, oltre ad Abatantuono, pure Luigi Montefiori recentemente scomparso, noto soprattutto per il suo sodalizio con Joe D'Amato che lo ha portato ad interpretare il mostro cannibale di "Antropophagus", ma anche "Sesso nero", riconosciuto come il primo hard ufficiale italiano.
Il film m'è piaciuto anche parecchio con tutto quel sano cinismo, ma Avati al di fuori dell'horror l'ho sempre filato poco. "Zeder" più che "La casa dalle finestre che ridono".