Il mio è:
Roddy Piper
Chris Jericho
Kurt Angle
John Cena
Il mio prototipo deve saper intrattenere nei segmenti e saper fare promo belli. Piper è stato il perfetto anti-Hogan, si sarebbe meritato un regno da campione nel 92-95 in wwf, ma purtroppo era già part timer.
Jericho al momento non lo sopporto, ma fino al 2017 è stato uno spettacolo da vedere, un intrattenitore eccellente. Lui in più, insieme a quelli della sua gen, ha portato in wwe uno stile sul ring che per me è "peak wrestling", quello degli anni 2000.
Kurt Angle rappresenta al meglio la completezza. Sul ring, devo ancora vedere match belli come li faceva lui. Fuori dal ring, la sua capacità di essere sia comedy che serio è assurda.
John Cena è colui che doveva fare l'Hogan in una wwe con dentro Angle, Jericho, Benoit, ecc. E' colui la cui permanenza a lungo termine per solidificare il business lo ha portato a caricarsi sulle spalle una complessa gestione. La sua capacità di adattamento è senza precedenti: pure con mille paletti, lui trovava sempre il modo di deliverare. Promoman della madonna, era quello che, insieme a Punk, sapeva aggiungere più dramma.
durissima la parte oggettiva per cui uso il criterio importanza storica, impatto da volto della compagnia
hogan austin rock cena
soggettivi
qui non è che siano fissi come il marmo, restano fuori altri che amo comunque ma questi quattro mediamente sempre stati in zona champions (al netto della gestione cena e suoi match di valore arrivati man mano e delle carriere di angle e christian inficiate dai problemi fisici)
In un elenco oggettivo io metterei:
- Ric Flair, il wrestler per eccellenza
- John Cena, il vero e unico volto della WWE negli anni del boom
- Daniel Bryan, il più completo di sempre e quello che reputo il GOAT
- E, a malincuore, Hulk Hogan, mai piaciuto, ma innegabilmente il più iconico e la prima vera superstar della storia del Wrestling.
In un elenco soggettivo e affettivo, invece, includerei:
- Daniel Bryan, come sopra con l'aggiunta che è stato forse l'unico wrestler capace di farmi veramente commuovere
- CM Punk, uno dei miei preferiti di sempre, fenomenale in tutto, sempre interessante, magnetico, poliedrico, appassionante, forse quello che ha saputo tirarmi dentro la disciplina più di chiunque altro
- Trevor Lee, il mio guilty pleasure personale, nemmeno troppo guilty in realtà perché lui è bravissimo, ma decisamente su un'altra scala di importanza rispetto agli altri
- Quarto posto difficile e combattuto, potrei metterci Omega, Shelley, Ospreay, Swerve o anche David Starr (mannaggia a lui), diciamo che vado a momenti, ultimamente Fletcher e Newman stanno scalando gerarchie rapidamente
Ultima modifica di GMPunk il 08/09/2026, 21:27, modificato 1 volta in totale.
Mio Mount di oggi (se lo rifaccio tra un anno lo cambio sicuro).
- Kenta Kobashi. Tra i tanti fenomeni del Puroresu, scelgo lui. Grande longevità, perfetto esponente di uno degli stili più fighi della storia del wrestling. Scelgo lui sopra Misawa e Kawada per pura scelta personale.
- Bryan Danielson. Va beh. Grande ovunque sia stato, stile riconoscibile, quantità di match fenomenali infinita, perfetto sia da face che da heel, con il grande merito di essersi riuscito ad imporre in un contesto (la WWE di McMahon) per cui sembrava impossibile.
- Chris Hero. La mia pick meno mainstream. Altro fenomeno con quasi vent'anni di carriera ad altissimi livelli. Capace di adattarsi a qualunque stile, dal tecnico allo strong style, passando per l'high flying. Carisma pazzesco, magnetico, grandissimo sia da solo che in team. E, quando sembrava finito, tradito dal fisico, ha tirato fuori una run leggendaria nel 2016 in cui letteralmente ogni incontro era un MOTYC.
- Will Ospreay. Per me, a fine carriera, verrà ricordato come il GOAT. Qualità in-ring clamorosa, un performer irripetibile, partito da high flyer puro ed evoluto in un wrestler dalla completezza incredibile, sempre con un'attenzione allo storytelling e alla psicologia da fenomeno. Come Danielson, infinito ovunque sia andato.
Menzioni d'onore: Antonio Inoki, Ric Flair, Sting (questi tre li ho vissuti meno), John Cena (per preferenza personale proprio non ce la faccio), Kazuchika Okada, AJ Styles, Young Bucks.
Hogan, l'esplosione del fenomeno
Inoki, figura enorme e trasversale nella cultura giapponese (anche grazie alla sua vita politica, per carità)
Steve Austin, qua indeciso con Cena che forse è più importante e soprattutto più duraturo, ma il cambio di paradigma e l'intensità della figura di Stone Cold probabilmente ha pochi eguali
Danielson, la pecora nera, un fenomeno talmente completo in ogni aspetto della disciplina in grado di imporsi in una realtà in cui sembrava destinato forse non al fallimento, ma al dimenticatoio, lo eleva ancora di più dell'essere stata una delle figure chiave della scena Indy americana degli anni 00
Sting.
Uno dei miei prototipi ideali di face, un personaggio che incarna valori positivi, senza però risultare stucchevole o eccessivamente buonista.
Wrestler che più di tanti altri ha resistito allo scorrere del tempo, trovando sempre modi per reinventarsi e adattarsi alle storyline, protagonista di una delle mie reinterpretazioni di gimmick preferite di sempre, ovvero l'Insane Icon.
Aura assoluta rimasta intatta anche da vecchio.
Mito totale, probabilmente il mio preferito di sempre.
Ric Flair.
Praticamente, colui che ha definito e ridefinito la figura moderna dell'heel, imitato da un'infinità di gente che è venuta dopo, ma mai davvero eguagliato nella sua unicità.
Carisma a pacchi, riconoscibile all'istante, extra ring semplicemente fenomenale. Uno che avrebbe potuto fare promo sul punto croce e risultare comunque come puro entertaining.
Sul ring ha dato vita ad una delle mie serie di match preferita, ovvero quella con Ricky Steamboat, la sua anima gemella (o una di esse) sul quadrato.
Steve Austin.
L'impatto che ha avuto Austin sul wrestling business sarebbe quasi da studiare. Uno che, nonostante il tempo relativamente breve al top come wrestler attivo e i 23 anni passati dal ritiro, continua a godere di una grande fama verso il pubblico e ad essere quello che, sotto sotto, la WWE spera ancora di poter replicare (spoiler: non ci riusciranno mai).
Merito è anche suo, che come già detto da vari colleghi come Undertaker, ha sempre prestato molta attenzione nel preservare il suo personaggio, anche da ritirato.
Il match con Bret Hart a Wrestlemania 13 è al primo posto delle mie preferenze, nulla riuscirà a scalzarlo da li.
Bryan Danielson.
A mani basse, il miglior wrestler che abbia mai visto salire su un ring, capace come pochi altri al mondo di fare una commistione perfetta tra storyline e match in cui era protagonista.
Storytelling al suo meglio, ma anche un'abilità venuta fuori in WWE di saper conquistare il pubblico con qualità che pochi o nessuno pensava avesse.
Si è sempre definito uno "non ambizioso" e più interessato a mettere sul piatto il miglior show possibile per il pubblico, anteponendo questa volontà alla gloria personale. Chissà, avesse avuto un pizzico di egoismo in più, magari avrebbe avuto una carriera ancora più decorata, ma a lui è sempre andato bene così. E ci abbiamo guadagnato noi.
norrisjak ha scritto: ↑08/09/2026, 18:15
Mio Mount di oggi (se lo rifaccio tra un anno lo cambio sicuro).
- Kenta Kobashi. Tra i tanti fenomeni del Puroresu, scelgo lui. Grande longevità, perfetto esponente di uno degli stili più fighi della storia del wrestling. Scelgo lui sopra Misawa e Kawada per pura scelta personale.
- Bryan Danielson. Va beh. Grande ovunque sia stato, stile riconoscibile, quantità di match fenomenali infinita, perfetto sia da face che da heel, con il grande merito di essersi riuscito ad imporre in un contesto (la WWE di McMahon) per cui sembrava impossibile.
- Chris Hero. La mia pick meno mainstream. Altro fenomeno con quasi vent'anni di carriera ad altissimi livelli. Capace di adattarsi a qualunque stile, dal tecnico allo strong style, passando per l'high flying. Carisma pazzesco, magnetico, grandissimo sia da solo che in team. E, quando sembrava finito, tradito dal fisico, ha tirato fuori una run leggendaria nel 2016 in cui letteralmente ogni incontro era un MOTYC.
- Will Ospreay. Per me, a fine carriera, verrà ricordato come il GOAT. Qualità in-ring clamorosa, un performer irripetibile, partito da high flyer puro ed evoluto in un wrestler dalla completezza incredibile, sempre con un'attenzione allo storytelling e alla psicologia da fenomeno. Come Danielson, infinito ovunque sia andato.
Menzioni d'onore: Antonio Inoki, Ric Flair, Sting (questi tre li ho vissuti meno), John Cena (per preferenza personale proprio non ce la faccio), Kazuchika Okada, AJ Styles, Young Bucks.
Hero per me è tranquillamente tra i 5/10 migliori wrestler americani di sempre, per skill ed intelligenza nella disciplina