Inklings ha scritto: ↑30/09/2026, 15:05
Al netto che sì, la questione degli steroidi nel wrestling è ridicola e che un ente di controllo esterno sarebbe sicuramente un miglioramento, l'utilizzo di steroidi nella boxe, anche con i vari organi di controllo attualmente presenti, è tutt'altro che sporadico, e le sanzioni in campo sono ridicole.
Basti vedere il recente caso di Ryan Garcia, positivo all'Ostarina dopo l'incontro con Haney. Decisione ribaltata (e grazie al cazzo, direi), 1 milione di multa (noccioline per lui) e un anno di sospensione (considerando che alcuni pugili d'elite fanno un match all'anno sai che punizione), per poi tornare a fare due incontri titolati una volta tornato.
Insomma, l'organo in sé ha un valore relativo se i controlli sono comunque scarsi e le punizioni ridicole.
Vero, capisco cosa intendi e infatti non a caso avevo citato il famoso "picogram" di Jones ma rimane il fatto che siamo comunque a conoscenza di questi episodi grazie alla presenza di questi enti ed ai controlli effettuati (che ci sono e sono verificabili in quanto pubblici). Poi ovviamente possiamo discutere delle pene e di come il sistema sia aggirabile ma una funzione di deterrenza c'è perchè un Garcia o un Canelo possono forse salvarsi ma tanti altri in situazioni simili non se la caverebbero con poco.
Sia chiaro che non sto certo dicendo che gli steroidi o altri anabolizzanti siano presenti solo nel wrestling visto che probabilmente sono pratica comune in tantissimi sport. Sostengo solo che i controlli e il rischio di squalifica agiscano come forma di deterrenza che evita l'abuso di certe sostanze che sono nei fatti più pericolose di 20 ginocchiate in testa ben assestate.
-Leon- ha scritto: ↑30/09/2026, 14:45
Il paragone con gli sport da combattimento è interessante perchè, nonostante i colpi subiti da pugili o fighter siano decisamente più pericolosi e portino in molti casi a situazioni di CTE anche prima dei 50 anni, non si sono registrate morti "celebri" negli ultimi 10-15 anni (mi viene in mente Ricky Hatton, probabilmente suicida, e Arturo Gatti, omicidio/suicidio in circostanze sospette) e credo nessuna per infarti/embolie/ictus, che sono invece molto comuni tra i lottatori deceduti in giovane età.
Il tema quindi non è tanto la pericolosità dei colpi subiti, che andrebbero comunque limitati e/o evitati per evitare i problemi di cui sopra, ma l'abuso di sostanze volte a migliorare il proprio fisico o le proprie performance. Sono queste a generare gli infarti e le embolie che sono alla base di queste tragedie.
Effettivamente, pur essendo uno spettacolo, aiuterebbe una collaborazione con realtà competenti ed esterne come USADA o WADA per far capire ai wrestler che anche il minimo scostamento dalle regole sarà punito duramente e indurli, con le cattive, a scelte più razionali. Per intenderci, non il Wellness Program controllato dalla WWE. Ci vuole un ente indipendente che sia in grado di squalificare per un anno Roman Reigns a due settimane da un match contro The Rock a WM nel caso in cui lo trovi positivo a qualcosa di sospetto anche solo per un picogramma alla Jon Jones.
Solo che mentre un pugile o un fighter lo puoi fermare tramite la Commissione Atletica negandogli la licenza, un wrester è considerato alla pari di un attore e non necessita di nessuna autorizzazione governativa per esibirsi. Quindi alla fine la WWE o a AEW potrebbero pure decidere di non mettere in pratica la richiesta di squalifica dell'ente antidoping di turno per salvare l'evento e magari neanche di rendere pubblico il risultato tramite accordo privato.
Ma a me sembra evidente questa cosa.
Viene spostato il problema e nascosto "eh ma stanno migliorando" "eh ma come fai a non accorgertene" "eh ma adesso ci tengono" "eh ma dammi le prove che sono tornati prima da infortuni iperpompati".
Ma le casistiche di morte collegate al mondo doping, steroidi, abuso di antidolorifici, diuretici sono sotto gli occhi di tutti. E non serve una causa di morte diretta ma che l'abuso o l'utilizzo sistematico di queste sostanze porti a una situazione dove l'incidenza di certe morti (per problemi cardiaci, embolia, depressione, ecc) e certe patologie è molto più alta che nella popolazione normale.
Caroto ha scritto: ↑30/09/2026, 16:02
Viene spostato il problema e nascosto "eh ma stanno migliorando" "eh ma come fai a non accorgertene" "eh ma adesso ci tengono" "eh ma dammi le prove che sono tornati prima da infortuni iperpompati".
E chi è che sta nascondendo? Al massimo sarai tu che non hai risposto a mezza domanda che ti è stata posta in merito, ripeto: sti recuperi lampo quali sarebbero? Questo numero aumentato degli show quale sarebbe? Senza contare che hai totalmente tralasciato i periodi di riposo che a giro vengono concessi un pò a tutti
Ma le casistiche di morte collegate al mondo doping, steroidi, abuso di antidolorifici, diuretici sono sotto gli occhi di tutti. E non serve una causa di morte diretta ma che l'abuso o l'utilizzo sistematico di queste sostanze porti a una situazione dove l'incidenza di certe morti (per problemi cardiaci, embolia, depressione, ecc) e certe patologie è molto più alta che nella popolazione normale.
Quindi in poche parole stai dicendo che la patologia cardiaca di Wyatt, quella polmonare di Brodie Lee eccetera è tutta roba imputabile a ciò che gira attorno al wrestling?
Ti rigiro anche la domanda di Marvels: ma se la pensi così perché continui a seguire? (Ammesso che tu lo faccia)
Le cose sono migliorate rispetto al passato, ma i rischi ci sono sempre. Prima o dopo c'è comunque la possibilità di incorrere in malattie neurodegenerative (CTE ecc), malattie cardiovascolari (ad atleti pesanti che sottopongono il proprio fisico per anni a grossi sforzi ripetuti non fa bene al cuore) o complicazioni date da sostanze varie.
la richiesta psicofisica dei match di wrestling non ha molti uguali per come la vedo io, certi campi accentuano una o l'altra ma nel wrestling entrambe sono richieste a un certo livello...aderire alla traccia del match richiede una disciplina costante mente nello sport devi adattarti a ciò che hai davanti e in certo senso è liberatorio, sgrava un pò di pressione e responsabilità
poi ovvio i contesti incidano
questo senza particolare riferimento a pac ma in una prospettiva olistica della persona e del performer che ha comunque valenza in medicina e psicologia