
POLITICA ESTERA
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Re: POLITICA ESTERA
Certo, giusto, sia mai che qualcuno abbia il libero arbitrio e argomenti usando logica e fatti acclarati.
Facciamo il solito minestrone per essere accettati dal branco. Manco fossimo tra quindicenni, che degrado
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Re: POLITICA ESTERA
Bolsonaro JR avanti su Lula dopo il primo turno di due punti in Brasile
Sanchez annuncia elezioni spagnole il 29 novembre per via della bocciatura sul piano casa , socialisti che sarebbero sotto di 6 punti rispeto ai popolari al momento
Sanchez annuncia elezioni spagnole il 29 novembre per via della bocciatura sul piano casa , socialisti che sarebbero sotto di 6 punti rispeto ai popolari al momento
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Re: POLITICA ESTERA
Gli eventi di questi giorni in Spagna e Francia hanno un retrogusto sessantottino inebriante, ma la strada del movimento è molto tortuosa.
La vicenda di Maricarmen la conoscete tutti, in Spagna la questione abitativa è un emergenza sociale esplosa con la crisi del 2008 e che era stata al centro della nascita del movimento degli indignati del 2011. In questi quindici anni, niente è migliorato da quel punto di vista.
Sanchez sta giocando un gioco pericoloso che in ultima istanza è quello di tentare di cavalcare il malcontento e dirottarlo su un profilo istituzionale. La proposta dei timidi decreti sulla casa serviva a provare a rigenerare l'immagine del governo progressista, logorata in questi anni. I decreti sono stati affossati da Junts, ma è bene ricordare che Vox ha votato contro, giusto per mettere i puntini sulle i a proposito di da che parte stanno questi.
La bocciatura dei decreti, per quanto insufficienti fossero, è stata recepita molto male dalla popolazione spagnola. Sondaggi stimano che persino la maggioranza degli elettori di Vox e PP sono a favore delle rivendicazioni del movimento e sarebbero disposti a sostenere uno sciopero generale, come viene richiesto dalla piazza.
La dinamica è di una crescente, e giusta, sfiducia nelle istituzioni e anche per questo la scelta del guapo Sanchez di andare ad elezioni anticipate è un gioco rischioso. Certamente cercherà di cavalcare l'onda del movimento, di vendere la campagna elettorale come: "mi serve una maggioranza forte per fare decreti progressivi forti". Ma molti spagnoli potrebbero rispondere che ha avuto sette anni per fare decreti progressivi forti e l'unica ragione per cui si è mosso è stata la pressione della piazza. E non avrebbero torto. L'orientamento di Sanchez alle richieste della piazza è stato troppo poco, troppo tardi.
La questione della casa è esplosa in Spagna in un movimento di massa che oggi gioca la sua battaglia per lo sciopero generale. Ma l'aspetto decisivo è che il movimento ha cambiato la faccia della Spagna, che che per settimane era stata dominata dalla retorica razzista e anti-immigrazione della destra dopo i fatti di Ceuta.
Ma i fatti hanno la testa dura e dopo settimane a dire "prima gli Spagnoli" i demagoghi reazionari di Vox e PP non hanno niente da dire, nessuna risposta di fronte ad una cittadina spagnola cacciata di casa per i profitti di una società spagnola predatoria.
Non a caso sono stati allontanati con buone ed educate maniere dai presidi e dalle piazze.
La verità di questa epoca è che la crisi è così profonda che si è legata indissolubilmente alla crisi delle istituzioni. Se a sinistra non c'è una voce che spiega chiaramente la bancarotta delle istituzioni e la loro corruzione con lo sfruttamento e la barbarie, quello spazio sarà riempito da un demagogo di destra. La faccenda è proprio così semplice.
Ogni volta che lo spazio viene occupato a sinistra, magicamente il terreno viene mangiato sotto ai piedi di queste formazioni. Più a sinistra tengono piede posizioni istituzionali e "responsabili", più il pallino sarà in mano a gente come Vox, AfD e Vannacci.
Tutto ciò è mostrato molto chiaramente anche in Francia. L'ondata di occupazioni e proteste studentesche partita dalla situazione decadente delle scuole è stata accolta dalla repressione e dal tentativo di calunniare il movimento, facendo partire in tutti i media una raffica di menzogne che avrebbero non pochi precedenti, se non fosse che viviamo un epoca in cui le menzogne sui movimenti sono all'ordine del giorno 24 ore su 24.
Ieri le manifestazioni sono state imponenti e si sono visti finalmente segnali importanti. La France Insoumise, che è aggredita frontalmente da una propaganda a reti unificate come sobillatori del movimento, è stata costretta a rompere in parte il suo immobilismo e a partecipare ad alcuni dei cortei in modo più significativo. Ma è troppo poco e Melenchon, come Sanchez, è tentato stupidamente di cavalcare elettoralmente il movimento, senza fornire guida o indicazioni politiche.
La CGT è sufficientemente terrorizzata da un movimento che non sente di poter controllare da essere inerte e tutto quello che Sophie Binet ha saputo chiedere è un "segnale di distensione" da parte del governo.
Insegnanti e militanti sindacali in queste settimane hanno offerto protezione e servizio d'ordine ai cortei studenteschi, questo è un fatto significativo che ripropone l'unità tra studenti e lavoratori che ha acceso il '68 in tutto il continente quasi 60 anni fa.
In questo quadro la palla ce l'hanno la sinistra della CGT e La France Insoumise, a loro il compito di fornire una guida politica al movimento, se non ne saranno in grado, o se scommetteranno cinicamente sul risultato elettorale. Ne pagheranno le conseguenze.
E' il dilemma che si riproporrà in questo e nei prossimi anni e che vedrà gonfiare e sgonfiare formazioni politiche a destra e a sinistra.
La vicenda di Maricarmen la conoscete tutti, in Spagna la questione abitativa è un emergenza sociale esplosa con la crisi del 2008 e che era stata al centro della nascita del movimento degli indignati del 2011. In questi quindici anni, niente è migliorato da quel punto di vista.
Sanchez sta giocando un gioco pericoloso che in ultima istanza è quello di tentare di cavalcare il malcontento e dirottarlo su un profilo istituzionale. La proposta dei timidi decreti sulla casa serviva a provare a rigenerare l'immagine del governo progressista, logorata in questi anni. I decreti sono stati affossati da Junts, ma è bene ricordare che Vox ha votato contro, giusto per mettere i puntini sulle i a proposito di da che parte stanno questi.
La bocciatura dei decreti, per quanto insufficienti fossero, è stata recepita molto male dalla popolazione spagnola. Sondaggi stimano che persino la maggioranza degli elettori di Vox e PP sono a favore delle rivendicazioni del movimento e sarebbero disposti a sostenere uno sciopero generale, come viene richiesto dalla piazza.
La dinamica è di una crescente, e giusta, sfiducia nelle istituzioni e anche per questo la scelta del guapo Sanchez di andare ad elezioni anticipate è un gioco rischioso. Certamente cercherà di cavalcare l'onda del movimento, di vendere la campagna elettorale come: "mi serve una maggioranza forte per fare decreti progressivi forti". Ma molti spagnoli potrebbero rispondere che ha avuto sette anni per fare decreti progressivi forti e l'unica ragione per cui si è mosso è stata la pressione della piazza. E non avrebbero torto. L'orientamento di Sanchez alle richieste della piazza è stato troppo poco, troppo tardi.
La questione della casa è esplosa in Spagna in un movimento di massa che oggi gioca la sua battaglia per lo sciopero generale. Ma l'aspetto decisivo è che il movimento ha cambiato la faccia della Spagna, che che per settimane era stata dominata dalla retorica razzista e anti-immigrazione della destra dopo i fatti di Ceuta.
Ma i fatti hanno la testa dura e dopo settimane a dire "prima gli Spagnoli" i demagoghi reazionari di Vox e PP non hanno niente da dire, nessuna risposta di fronte ad una cittadina spagnola cacciata di casa per i profitti di una società spagnola predatoria.
Non a caso sono stati allontanati con buone ed educate maniere dai presidi e dalle piazze.
La verità di questa epoca è che la crisi è così profonda che si è legata indissolubilmente alla crisi delle istituzioni. Se a sinistra non c'è una voce che spiega chiaramente la bancarotta delle istituzioni e la loro corruzione con lo sfruttamento e la barbarie, quello spazio sarà riempito da un demagogo di destra. La faccenda è proprio così semplice.
Ogni volta che lo spazio viene occupato a sinistra, magicamente il terreno viene mangiato sotto ai piedi di queste formazioni. Più a sinistra tengono piede posizioni istituzionali e "responsabili", più il pallino sarà in mano a gente come Vox, AfD e Vannacci.
Tutto ciò è mostrato molto chiaramente anche in Francia. L'ondata di occupazioni e proteste studentesche partita dalla situazione decadente delle scuole è stata accolta dalla repressione e dal tentativo di calunniare il movimento, facendo partire in tutti i media una raffica di menzogne che avrebbero non pochi precedenti, se non fosse che viviamo un epoca in cui le menzogne sui movimenti sono all'ordine del giorno 24 ore su 24.
Ieri le manifestazioni sono state imponenti e si sono visti finalmente segnali importanti. La France Insoumise, che è aggredita frontalmente da una propaganda a reti unificate come sobillatori del movimento, è stata costretta a rompere in parte il suo immobilismo e a partecipare ad alcuni dei cortei in modo più significativo. Ma è troppo poco e Melenchon, come Sanchez, è tentato stupidamente di cavalcare elettoralmente il movimento, senza fornire guida o indicazioni politiche.
La CGT è sufficientemente terrorizzata da un movimento che non sente di poter controllare da essere inerte e tutto quello che Sophie Binet ha saputo chiedere è un "segnale di distensione" da parte del governo.
Insegnanti e militanti sindacali in queste settimane hanno offerto protezione e servizio d'ordine ai cortei studenteschi, questo è un fatto significativo che ripropone l'unità tra studenti e lavoratori che ha acceso il '68 in tutto il continente quasi 60 anni fa.
In questo quadro la palla ce l'hanno la sinistra della CGT e La France Insoumise, a loro il compito di fornire una guida politica al movimento, se non ne saranno in grado, o se scommetteranno cinicamente sul risultato elettorale. Ne pagheranno le conseguenze.
E' il dilemma che si riproporrà in questo e nei prossimi anni e che vedrà gonfiare e sgonfiare formazioni politiche a destra e a sinistra.
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Re: POLITICA ESTERA
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Re: POLITICA ESTERA
da esterno ammetto che sono curioso di vedere se sanchez e melenchon riusciranno a "sfruttare" questi movimentiHard Is Ono ha scritto: ↑07/10/2026, 10:23 Gli eventi di questi giorni in Spagna e Francia hanno un retrogusto sessantottino inebriante, ma la strada del movimento è molto tortuosa.
La vicenda di Maricarmen la conoscete tutti, in Spagna la questione abitativa è un emergenza sociale esplosa con la crisi del 2008 e che era stata al centro della nascita del movimento degli indignati del 2011. In questi quindici anni, niente è migliorato da quel punto di vista.
Sanchez sta giocando un gioco pericoloso che in ultima istanza è quello di tentare di cavalcare il malcontento e dirottarlo su un profilo istituzionale. La proposta dei timidi decreti sulla casa serviva a provare a rigenerare l'immagine del governo progressista, logorata in questi anni. I decreti sono stati affossati da Junts, ma è bene ricordare che Vox ha votato contro, giusto per mettere i puntini sulle i a proposito di da che parte stanno questi.
La bocciatura dei decreti, per quanto insufficienti fossero, è stata recepita molto male dalla popolazione spagnola. Sondaggi stimano che persino la maggioranza degli elettori di Vox e PP sono a favore delle rivendicazioni del movimento e sarebbero disposti a sostenere uno sciopero generale, come viene richiesto dalla piazza.
La dinamica è di una crescente, e giusta, sfiducia nelle istituzioni e anche per questo la scelta del guapo Sanchez di andare ad elezioni anticipate è un gioco rischioso. Certamente cercherà di cavalcare l'onda del movimento, di vendere la campagna elettorale come: "mi serve una maggioranza forte per fare decreti progressivi forti". Ma molti spagnoli potrebbero rispondere che ha avuto sette anni per fare decreti progressivi forti e l'unica ragione per cui si è mosso è stata la pressione della piazza. E non avrebbero torto. L'orientamento di Sanchez alle richieste della piazza è stato troppo poco, troppo tardi.
La questione della casa è esplosa in Spagna in un movimento di massa che oggi gioca la sua battaglia per lo sciopero generale. Ma l'aspetto decisivo è che il movimento ha cambiato la faccia della Spagna, che che per settimane era stata dominata dalla retorica razzista e anti-immigrazione della destra dopo i fatti di Ceuta.
Ma i fatti hanno la testa dura e dopo settimane a dire "prima gli Spagnoli" i demagoghi reazionari di Vox e PP non hanno niente da dire, nessuna risposta di fronte ad una cittadina spagnola cacciata di casa per i profitti di una società spagnola predatoria.
Non a caso sono stati allontanati con buone ed educate maniere dai presidi e dalle piazze.
La verità di questa epoca è che la crisi è così profonda che si è legata indissolubilmente alla crisi delle istituzioni. Se a sinistra non c'è una voce che spiega chiaramente la bancarotta delle istituzioni e la loro corruzione con lo sfruttamento e la barbarie, quello spazio sarà riempito da un demagogo di destra. La faccenda è proprio così semplice.
Ogni volta che lo spazio viene occupato a sinistra, magicamente il terreno viene mangiato sotto ai piedi di queste formazioni. Più a sinistra tengono piede posizioni istituzionali e "responsabili", più il pallino sarà in mano a gente come Vox, AfD e Vannacci.
Tutto ciò è mostrato molto chiaramente anche in Francia. L'ondata di occupazioni e proteste studentesche partita dalla situazione decadente delle scuole è stata accolta dalla repressione e dal tentativo di calunniare il movimento, facendo partire in tutti i media una raffica di menzogne che avrebbero non pochi precedenti, se non fosse che viviamo un epoca in cui le menzogne sui movimenti sono all'ordine del giorno 24 ore su 24.
Ieri le manifestazioni sono state imponenti e si sono visti finalmente segnali importanti. La France Insoumise, che è aggredita frontalmente da una propaganda a reti unificate come sobillatori del movimento, è stata costretta a rompere in parte il suo immobilismo e a partecipare ad alcuni dei cortei in modo più significativo. Ma è troppo poco e Melenchon, come Sanchez, è tentato stupidamente di cavalcare elettoralmente il movimento, senza fornire guida o indicazioni politiche.
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Re: POLITICA ESTERA
Manco fosse spettacolare la fucilazione, se lo lanciassero con una catapulta allora sarebbe un evento.
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Re: POLITICA ESTERA
Mi fa ridere abbia parlato di galloni e non barili, sia mai qualcuno si possa rendere conto che quello che ha comprato coprirà il fabbisogno americano per ben 12 ore

- salettone
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Re: POLITICA ESTERA
Al Congresso molti Repubblicani (e ovviamente i Dem) stanno alzando le barricate contro l'accordo Trump-Putin, che tra l'altro pare che abbia la leggerissima controindicazione di essere vietato per legge.
Nel frattempo:
https://defence24.com/other/major-drop- ... e_vignette
Chi l'avrebbe mai detto?
Interessante il crollo dell'attività legata a AfD. E sarebbe ancora più interessante avere dati su quella legata a Vannacci, Lega, M5S e compagnia cantante
Nel frattempo:
https://defence24.com/other/major-drop- ... e_vignette
Chi l'avrebbe mai detto?
Interessante il crollo dell'attività legata a AfD. E sarebbe ancora più interessante avere dati su quella legata a Vannacci, Lega, M5S e compagnia cantante


