Tutto fuori.
- Darth_Dario
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Tutto fuori.
Sono giorni che penso di scrivere qualcosa ma non ci riesco. Ho scritto sul gruppo della cricca di Londra, mi butto qui.
Avrei voluto fare una cosa bellina, pensata al computer. Invece sto sul divano stravaccato dopo una lunga giornata, arrotolato, solistico.
Da dopo la notizia di PAC non ho guardato un minuto di Wrestling, di nulla. Non l'ho scelto, è successo. Mi verrebbe da dire "non ce la faccio", ma ha un retrogusto di performance che non mi piace. È successo rende meglio.
Io non lo conoscevo, come non conoscevo Eddie, Benoit, Briscoe e le centinaia morte nei 22 anni che seguo. Eppure eccoci qua.
L'unica cosa che sento è che volevo condividerlo con questa piccola comunità di cui faccio parte da anni. Voi mi mancate. Il wrestling non lo so.
Avrei voluto fare una cosa bellina, pensata al computer. Invece sto sul divano stravaccato dopo una lunga giornata, arrotolato, solistico.
Da dopo la notizia di PAC non ho guardato un minuto di Wrestling, di nulla. Non l'ho scelto, è successo. Mi verrebbe da dire "non ce la faccio", ma ha un retrogusto di performance che non mi piace. È successo rende meglio.
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- Alieus
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Re: Tutto fuori.
Mi dispiace, Dario, davvero, specialmente considerando che la tua passione ti ha portato a seguire show dal vivo anche molto lontano da qui.
Non so se sia stato "solo" uno shock tanto improvviso quanto forte o un caso di "goccia che ha fatto traboccare il vaso", ma se non riesci più a guardare è giusto rispettarlo.
Spero che tu possa tornare a parlare della nostra passione comune. Un abbraccio.
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- Darth_Dario
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Re: Tutto fuori.
Grazie caro. Mi sento anche molto scemo e piccolo a fare della morte di una persona un caso personale. Però sì, mi sento in shock e credo che sia scattata un'auto difesa. Non sono neanche riuscito a guardare Botchamania, ma neanche i reel, i meme, niente.Alieus ha scritto: ↑11/10/2026, 21:51 Mi dispiace, Dario, davvero, specialmente considerando che la tua passione ti ha portato a seguire show dal vivo anche molto lontano da qui.
Non so se sia stato "solo" uno shock tanto improvviso quanto forte o un caso di "goccia che ha fatto traboccare il vaso", ma se non riesci più a guardare è giusto rispettarlo.
Spero che tu possa tornare a parlare della nostra passione comune. Un abbraccio.
L'ho detto altre volte: è un pensiero piccolo e meschino, ma in questo mondo non voglio soffrire e invece è dove ho sofferto di più per persone che non ho mai visto un vita mia.
Anzi, una differenza c'è: PAC due mesi fa l'ho visto dal vivo, era a bho, 20 metri da me.
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Toshiro_Umezawa
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Re: Tutto fuori.
Ognuno è colpito e reagisce ai lutti in modo diverso, non crucciarti troppo. Personalmente penso che continuare a seguire e sostenere ciò che ci piace (il wrestling in questo caso), nonostante le cose brutte successe, sia anche un po' onorare la loro memoria.
Probabilmente tu hai bisogno di più tempo, tanto il forum e il wrestling non scappano (giusto 2 centesimi da un signor nessuno).
Probabilmente tu hai bisogno di più tempo, tanto il forum e il wrestling non scappano (giusto 2 centesimi da un signor nessuno).
Re: Tutto fuori.
Come scritto in altro topic...io avevo reiniziato a guardare la AEW...ma la morte di Butcher mi ha stoppato di nuovo (e non credo riuscirò a vedere la puntata di tributo).
ognuno elabora sto periodaccio a suo modo...
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- Marco Frediani
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Re: Tutto fuori.
Penso che sia normale, ognuno reagisce alle morti a suo modo. Avevo rivisto ONS 2005 e al match tra Benoit e Eddie mi ha preso malissimo. Con la morte di Jay Briscoe per me che l'adoravo la ROH è morta. Hai visto PAC dal vivo, la sua morte ha sconvolto tutti, ci sta.Darth_Dario ha scritto: ↑11/10/2026, 21:45 Sono giorni che penso di scrivere qualcosa ma non ci riesco. Ho scritto sul gruppo della cricca di Londra, mi butto qui.
Avrei voluto fare una cosa bellina, pensata al computer. Invece sto sul divano stravaccato dopo una lunga giornata, arrotolato, solistico.
Da dopo la notizia di PAC non ho guardato un minuto di Wrestling, di nulla. Non l'ho scelto, è successo. Mi verrebbe da dire "non ce la faccio", ma ha un retrogusto di performance che non mi piace. È successo rende meglio.
Io non lo conoscevo, come non conoscevo Eddie, Benoit, Briscoe e le centinaia morte nei 22 anni che seguo. Eppure eccoci qua.
L'unica cosa che sento è che volevo condividerlo con questa piccola comunità di cui faccio parte da anni. Voi mi mancate. Il wrestling non lo so.
Che dire? Prenditi il tuo tempo e la voglia, se l'hai davvero, tornerà da sola. Non vale la pena di imporsi di vedere qualcosa che genera cattive emozioni.
- Joy Black
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Re: Tutto fuori.
Concordo con chi ti ha risposto. Fai ciò che senti, tanto il wrestling sarà sempre qui.
Io devo dire che molto ha fatto lo show di tributo a PAC che è stato un po' catartico, che mi ha spinto ancora di più a guardare il wrestling (quasi ad "onorarlo" anche se non è il termine adatto).
Io devo dire che molto ha fatto lo show di tributo a PAC che è stato un po' catartico, che mi ha spinto ancora di più a guardare il wrestling (quasi ad "onorarlo" anche se non è il termine adatto).
Re: Tutto fuori.
Io ho avuto una reazione simile, ho deciso di mia volontà fare una sorta di trattamento alla Benoit, rimuovere ogni riferimento al wrestling. Il mio newsfeed di Insta al momento è solo NBA. Ho deciso anche di iniziare a smaltire i miei DVD su Vinted, il ritiro di Cena è stato un primo passo, ma questo triste avvenimento mi ha dato proprio la consapevolezza che per me può finire qua.
Re: Tutto fuori.
Non ai tuoi livelli, ma guardare il tributo a PAC ha fatto davvero malissimo. Inutile fare qualcosa controvoglia, non è una questione vitale, asseconda i tuoi sentimenti.
Comunque, per quanto doloroso, il tributo è bellissimo perché è sentito, sono un gruppo di persone, colleghi e amici, che hanno cercato di elaborare la cosa attraverso il wrestling, e forse per uno come PAC che di questo viveva e respirava, è la cosa migliore possibile.
Ma tempo al tempo
Comunque, per quanto doloroso, il tributo è bellissimo perché è sentito, sono un gruppo di persone, colleghi e amici, che hanno cercato di elaborare la cosa attraverso il wrestling, e forse per uno come PAC che di questo viveva e respirava, è la cosa migliore possibile.
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Re: Tutto fuori.
Forse sarà il wrestling, ma un po' sarà pure che hai un'età in cui cominci a vedere che muoiono anche i tuoi coetanei, e questo ti demoralizza perché fa smarrire il senso di onnipotenza giovanile.
Forse quando avrai accettato che tutti moriamo e non ci possiamo fare nulla nonostante in un angolino della mente cullassi un'idea diversa, allora avrai voglia di tornare a seguire.
Forse quando avrai accettato che tutti moriamo e non ci possiamo fare nulla nonostante in un angolino della mente cullassi un'idea diversa, allora avrai voglia di tornare a seguire.
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Re: Tutto fuori.
Completamente normale ed è anche inutile forzarsi, la voglia poi tornerà da sola, magari quando meno te l'aspetti.
Nel mio piccolo posso dirti che per quanto ormai seguo meno, nonostante resti sempre aggiornato, leggo sempre con piacere le tue recensioni dei match da recuperare.
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Re: Tutto fuori.
Che dire, è una botta che non ho assorbito manco io. Giusto oggi mi è capitato il post della moglie dedicato a lui su Instagram ed è una roba da togliere il fiato: uno ci prova a scorgere un po' di speranza in quelle parole, ma ciò che traspare è solo una disperata ineffabilità.Darth_Dario ha scritto: ↑11/10/2026, 21:45 Sono giorni che penso di scrivere qualcosa ma non ci riesco. Ho scritto sul gruppo della cricca di Londra, mi butto qui.
Avrei voluto fare una cosa bellina, pensata al computer. Invece sto sul divano stravaccato dopo una lunga giornata, arrotolato, solistico.
Da dopo la notizia di PAC non ho guardato un minuto di Wrestling, di nulla. Non l'ho scelto, è successo. Mi verrebbe da dire "non ce la faccio", ma ha un retrogusto di performance che non mi piace. È successo rende meglio.
Io non lo conoscevo, come non conoscevo Eddie, Benoit, Briscoe e le centinaia morte nei 22 anni che seguo. Eppure eccoci qua.
L'unica cosa che sento è che volevo condividerlo con questa piccola comunità di cui faccio parte da anni. Voi mi mancate. Il wrestling non lo so.
Mi sono fatto l'idea che il motivo per cui questa dipartita ha colpito più forte di tutte le altre (almeno per quanto mi riguarda) è che ha aperto uno squarcio sulla vita di un individuo che poteva essere letteralmente chiunque di noi: una persona che pareva genuinamente buona, sana, amata, rispettata, con una vita privata normale, fatta di quelle piccole e grandi cose a cui tutti quanti bene o male aspiriamo—un partner che ci voglia un bene sincero, amici con cui fare le foto buffe, un cane altrettanto buffo, svariate passioni, la stima dei propri pari. Non è stata la solita tragedia del performer che conduce una vita al limite sino al punto di crollare sotto il peso delle proprie debolezze, ma non è manco stata, come fu per Briscoe, il frutto di un disgraziato incidente: è stato come vedere qualcuno che era qui sino a un secondo fa sparire dentro una botola trasparente, apertasi misteriosamente sotto i suoi piedi. Fa così male perché non troviamo il benché minimo senso in quanto accaduto, e non c'è niente che faccia soffrire noi uomini più che non riuscire a tracciare le coordinate per orientarsi entro un percorso verso la significazione.
Tutto ciò mi fa venire in mente una bellissima serie tv, passata sotto traccia e uscita ormai più di dieci anni fa, che tocca proprio il tema delle molteplici reazioni che possono scaturire negli esseri umani quando questi ultimi si trovano ad affrontare un evento sconvolgente e del tutto impossibile da comprendere: si chiama The Leftovers, non so se la conosci ma te la consiglio caldamente, potrebbe essere un'ottima alternativa per i momenti di svago che in questo periodo avresti magari riempito con il wrestling.
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Re: Tutto fuori.
La De Beauvoir una volta ha scritto una cosa che mi é sempre rimasta in testa da quando l’ho letta: che per [moltissimi di] noi esseri umani la morte non è un fatto naturale, lo percepiamo come una violazione, una violenza nei nostri confronti.
A pensarci non ha senso, perché per i vivi non c’è cosa più naturale che morire, é una conseguenza certa e “burocratica” che deve avvenire, una regola del gioco a cui sottostare e un passaggio che toccherà a tutti per il semplice fatto di essere venuti a questo mondo.
Però é profondamente umano questo rigetto, poiché desideriamo che quelli a cui vogliamo bene rimangano sempre con noi ci rifiutiamo di normalizzare questa realtà, ci infuriamo cercando motivi per trovarla “ingiusta” e “immeritata” (anche quando non ci sono davvero motivi di ritenerla tale, tipo quando succederà mia nonna ultranovantenne che ormai non ricorda più come si chiama, che cazzo dovrebbe succedere? Eppure a pensarci ancora stringo i pugni), troviamo meccanismi per scacciare quel dolore, creiamo riti per mantenere il più possibile la “presenza” di chi non c’è più o qualsiasi altra cosa che possa aiutarci a stare davanti a questo sentimento di perdita.
Tutto sto pippone inutile per dire cosa?
Che credo sia quasi inevitabile sentirsi violati quando viene a mancare qualcuno che - per qualsiasi motivo - ha avuto un impatto sulla nostra esistenza, che persone diverse hanno soglie diverse sul proprio grado di sopportazione di questa percezione di violazione e che, almeno nella mia esperienza, più che le consolazioni e le specifiche azioni che uno può mettere in atto in risposta, ciò che serve é il tempo, per imparare ogni volta e abituarsi a convivere con quella sensazione.
Non è detto che si riesca, e non é detto che una volta riusciti si possa (o si debba) tornare alla quotidianità precedente. L’unica cosa che mi sento di consigliare è tornare su quelle cose che in questo momento danno senso e valore alle tue giornate (gli affetti e le passioni), far passare il tempo che servirà senza mete e obiettivi prestabiliti (es. forzandoti a guardare robe perché “devi tornare a seguire”) e limitarti a osservare nel corso dei giorni, settimane, etc. come si evolve la cosa.
Un saluto.
A pensarci non ha senso, perché per i vivi non c’è cosa più naturale che morire, é una conseguenza certa e “burocratica” che deve avvenire, una regola del gioco a cui sottostare e un passaggio che toccherà a tutti per il semplice fatto di essere venuti a questo mondo.
Però é profondamente umano questo rigetto, poiché desideriamo che quelli a cui vogliamo bene rimangano sempre con noi ci rifiutiamo di normalizzare questa realtà, ci infuriamo cercando motivi per trovarla “ingiusta” e “immeritata” (anche quando non ci sono davvero motivi di ritenerla tale, tipo quando succederà mia nonna ultranovantenne che ormai non ricorda più come si chiama, che cazzo dovrebbe succedere? Eppure a pensarci ancora stringo i pugni), troviamo meccanismi per scacciare quel dolore, creiamo riti per mantenere il più possibile la “presenza” di chi non c’è più o qualsiasi altra cosa che possa aiutarci a stare davanti a questo sentimento di perdita.
Tutto sto pippone inutile per dire cosa?
Che credo sia quasi inevitabile sentirsi violati quando viene a mancare qualcuno che - per qualsiasi motivo - ha avuto un impatto sulla nostra esistenza, che persone diverse hanno soglie diverse sul proprio grado di sopportazione di questa percezione di violazione e che, almeno nella mia esperienza, più che le consolazioni e le specifiche azioni che uno può mettere in atto in risposta, ciò che serve é il tempo, per imparare ogni volta e abituarsi a convivere con quella sensazione.
Non è detto che si riesca, e non é detto che una volta riusciti si possa (o si debba) tornare alla quotidianità precedente. L’unica cosa che mi sento di consigliare è tornare su quelle cose che in questo momento danno senso e valore alle tue giornate (gli affetti e le passioni), far passare il tempo che servirà senza mete e obiettivi prestabiliti (es. forzandoti a guardare robe perché “devi tornare a seguire”) e limitarti a osservare nel corso dei giorni, settimane, etc. come si evolve la cosa.
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Re: Tutto fuori.
Sono persone che non hai mai visto in ambienti "normali" ma che, per natura stessa del wrestling , fanno parte del tuo quotidiano o della tua routine.Darth_Dario ha scritto: ↑11/10/2026, 21:56
L'ho detto altre volte: è un pensiero piccolo e meschino, ma in questo mondo non voglio soffrire e invece è dove ho sofferto di più per persone che non ho mai visto un vita mia.
E' vero, PAC di persona non lo conoscevi, ma una volta a settimana (magari a cena) era nel tuo salotto.
Sono reazioni perfettamente naturali perchè per via di questo meccanismo ai wrestler ci si è più affezionati rispetto ad attori di cinema e tv.
