Scusa la citazione tardiva Chris, essendo Cronenberg uno dei miei 3 preferiti e avendolo visto quasi tutto ero curioso di sapere cosa ti mancava e cosa preferisci di suo.christian4ever ha scritto: ↑18/10/2026, 14:47 Masculin, féminin e Vivre sa vie di Godard.
Con questi due titoli ho recuperato buona parte della prima fase di Godard, che onestamente (da quel pochissimo che ho visto di ciò che viene dopo) mi pare ancora accessibile prima di diventare molto ma molto complesso.
Qui abbiamo due film diversi, il primo è un ritratto sociologico e politico imperdibile della Parigi e della Francia degli anni '60, con Leaud sugli scudi, voice over e false/vere interviste, tutto riuscitissimo (les enfants de Marx et du Coca Cola. Il secondo ha un'impostazione più teatrale, stupisce per la diversità delle soluzioni visive (un episodio in piano sequenza, un altro con inquadrature fisse, ecc.) e ha come protagonista Anna Karina, prototipo della donna per cui varrebbe la pena morire.
Al momento il mio preferito di JLG rimane l'esordio, ma ho amato anche Pierrot Le Fou e Made in U.S.A.
In questi giorni dovrei completare un po' di recupero di Cronenberg, come avevo detto, e vedere L'uomo che amava le donne; se riesco, penso anche di vedere per la prima volta L'Eclisse al Christine.
Godard (e Truffaut) madonna, mi ricordano un tentativo antico finito con due palle così, tanto di cappello per chi ce la fa, non è roba per me.
Siccome la mia nuova esplorazione nel cinema mindfuck o perlomeno perturbante (nel senso davvero più esteso del termine) mi ha portato a vedere una fracca di roba non ho il cuore né la mancanza di buonsenso per scrivere decine di recensioni. Ho riscoperto cose fighe assai che ricordavo pochissimo tipo Possession (ciao Bleak), L'anno scorso a Marienbad, 3 Donne, Picnic a Hanging Rock e tante altre.
Per molto eventuali interessati segnalo sbrigativamente nuovi titoli più significativi per me (nonché nomi pesanti):
- La doppia vita di Veronica (Kieslowski), per quanto mi riguarda meglio bilanciato in termini di possibilità di lettura rispetto alla trilogia dei colori che me la ricordo molto "volemose bene" (o almeno film bianco, mi pare)
- L'ora del lupo (con Persona, l'unico Bergman che mi piace, mi sa, quello più dark e pessimista)
- Repulsione di Polanski, che è un rewatch ma diventa direi il mio preferito della trilogia dell'appartamento
- Lo specchio di Tarkovskij, all'epoca avevo visto Solaris (molto bello) e Stalker (esteticamente impeccabile, eccessivamente spiritualista), ma questo è un trippone visionario e anche intellettualmente equilibrato secondo me
- Images, dopo 3 Donne il miglior Altman mindfuck
Tra i degni di nota Il lenzuolo viola di Roeg (secondo me anche meglio del più famoso Don't Look Now ma sono gusti), Il servo (Losey, del 63) che parte come lotta di classe ma ha una deriva francamente (e mirabilmente) allucinata per cui mi sento di metterlo in questa lista, Le orme di Bazzoni (un po' un precursore all'italiana di Lynch), l'allegorico e surreale The Swimmer (dal celebre racconto di Cheever), Cure di Kurosawa così mettiamo la quota asiatica e per il momento mi fermo qua