Guarda, secondo me si fa più di quello che si dice. Almeno nel calcio, perché nel tennis, tanto per citare un esempio recente ed eclatante, si fa e quasi si dice pure, Sinner ha fatto capire abbastanza palesemente che aveva altri pensieri rispetto alla Davis (che tra l'altro toccava un nervo scoperto non mio ma di quasi tutti, visto quant'è diffuso lo spirito di patria) ed è stato pure giustificato da diversi addetti ai lavori (Panatta, Bertolucci ecc.) che hanno detto chiaro e tondo, oggi funziona così, Slam, Finals (forse pure Masters) e poi magari tutto il resto.
Ora, nel calcio, giocare a perdere questo no, ma io faccio fatica a credere che qualcuno tra allenatori, giocatori e società stesse non abbia ben stampato in testa un ordine di priorità e che non si auto-regoli un minimo sindacale in funzione di queste priorità. I giocatori nello specifico direi forse più istintivamente che in maniera "pianificata" (e sono stato sportivo anche io, anche se non nelle massime categorie).
Sappiamo bene tutti che già i ragazzini mentre giocano a palla per strada sognano la Champions e non le coppe di Lega (che io da tifoso mi permetto di considerare poco ma almeno sono un "torneo" per davvero) e le supercoppe (che io ritengo una stupidaggine figlia della necessità, storicamente crescente per bulimia, di inventarsi sempre più trofei, giocare sempre più partite e fare sempre più soldi - sfido chiunque a dirmi che l'invito delle seconde classificate nel sistema final four italiano non sia una porcata clamorosa e priva di senso. Ma anche il Mondiale per club anziché l'Intercontinentale, non vi sembra una barzelletta per ovvi motivi?).
Poi: sono professionisti e hanno sicuramente più "doveri" dei tifosi come dice Ares, ma ecco chiedere genericamente professionalità mi pare insindacabile, mentre pretendere (o aspettarsi) che questi come macchine accendano l'interruttore a pieno su ON allo stesso modo indipendentemente dalla competizione forse è un pochino naive (a prescindere da quanto combinato l'anno prima).
Poi su queste faccende ognuno ha il suo metro di giudizio, lo so bene e ci mancherebbe, tant'è che un Sinner è stato assolto e criticato allo stesso tempo.
Al Gasp e ai suoi, invece, quando l'Atalanta ha piuttosto chiaramente "snobbato" la supercoppa perché aveva altri piani nessuno gli ha detto niente. E non è che se sei Atalanta e non una delle strisciate sei meno professionista


