Mystogan ha scritto: ↑01/01/2026, 19:21
Guarda, adesso togliendoci il naso da clown e i pantaloni baggy, é un punto di vista anche interessante, ma quello che rimane alla fine é l'immagine nemmeno implicita di una liceale in intimo a due centimetri dalla violenza, in una scena scarica di qualsiasi gravitas pensata per suscitare alla meglio le risate del pubblico.
Non é che mi disturbi l'immagine in sé, per dire, se una scena di violenza stava in Oshi no Ko la digerivo di più perché in qualche modo aiutava a rinforzare il messaggio di fondo dell'opera. Qui aveva tanto il sapore di stare lì perché sì.
Poi vabbé ci passo sopra, non é che sto qua a dettare cosa si può e cosa no mostrare. Non mi ha fatto ridere, e ho l'età per cui la protagonista potrebbe essere mia figlia (se avessi fatto delle scelte di vita affrettate), tutto qui.
Allora, io sono d’accordo con te sul fatto che l’impressione data risulti un disagio fine a sé stesso o volto unicamente a colpire lo spettatore, così come il fatto che questa roba abbia coperto quella parte “comunicativa” che, immagino, volesse esprimere Tatsu.
Banalmente, nel proseguo dell’opera il tema degli abusi e i contrasti tra mondo degli adulti e vittime bambini é reso in modi sii violenti, ma decisamente più riusciti e toccanti.
Cercando di contestualizzare un attimo il perché di una scelta del genere (senza giustificarla):
- é un primo capitolo di un manga di ultima generazione, fondamentalmente ormai siamo nella legge della giungla e gli autori se vogliono sopravvivere devono fare quanto di più shockante/catturante/disturbante possibile per accalappiare abbastanza pubblico almeno per qualche settimana, in modo da poter avere il tempo di raccontare qualcosa e non morire. I tempi in cui un autore che abbia ambizioni di sfondare può prendersi il tempo di impostare storie in modi più soft e leggero sono finiti, oggi tocca il metodo AoT, Promise Neverland, Chainsawman e simili, col rischio di beccarsi anche gente che la piscia completamente fuori dal vaso con degli wtf inguardabili (tipo quello del fratellino posseduto dell’anno scorso, mio dio).
- penso (e ribadisco, “penso”) che Tatsu volesse anche settare da subito il tono della sua opera con quelle sue scene, ossia quel mix/andirivieni grottesco tra comico e drammatico in cui si passa dalle più grandi tragedie familiari alle scenette gag con le facce da rincoglioniti. L’idea non penso che fosse “far ridere”, ma disagiare il lettore con una scena che fosse al tempo stesso altamente tesa e con un enorme rischio per la protagonista ma che risultasse talmente assurda e straniante (l’aspetto degli alieni, “banana”, loro che non capiscono il problema, etc.) da non risultare tragica.
Concordo che la cosa non sia riuscita per niente, ma l’impressione penso dovesse essere “MY GOD, WTF IS GOING ON HERE?!” e non “ahah, banane”.
Comunque a sto punto valuta tu, robe così al limite a memoria non dovrebbero essercene, ma comunque situazione disagianti con questo sfondo non mancano.