l'opinione di Benzi
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Clash in Italy e Raw: il pagellone (con l'organizzazione da 4)
Domenica 31 maggio, lunedì 1 giugno. Inalpi Arena, Torino. Una domenica sera da 12.614 persone, cui va aggiunto il dato di pubblico di Raw. Oltre 20mila presenze in due giorni. Un numero che va letto con calma, perché non è solo un dato di affluenza: è la misura di un sogno che i fan italiani del wrestling inseguivano da decenni.
La WWE ha portato in Italia il suo primo Premium Live Event della storia, e l’Italia ha risposto nel modo più italiano possibile - con cori da stadio, passione irrefrenabile e un rumore di fondo che le telecamere su Netflix hanno trasmesso in tutto il mondo. Cinque match, cinque storie, una serata da ricordare. Nel mezzo uno spot sul Piemonte: sci e windsurf, passeggiate e cucina. Pubblico al 90% italiano ma con arrivi da Slovenia, Croazia, Austria, Svizzera, Germania, Malta, Cipro, Grecia e Turchia. Un evento assolutamente straordinario difficile non solo da raccontare ma anche da descrivere perché in Italia non si era mai visto niente del genere e la speranza è solo che possano esserci altre occasioni come quella di ieri.
Clash in Italy (2)
Un momento dello show di Rhea Ripley
Le pagelle di Clash In Italy
CODY RHODES vs GUNTHER — Ad aprire la card di cinque incontri il match per l’Undisputed WWE Championship.
Forse il modo più coraggioso possibile di aprire uno show storico: buttare subito sul ring uno dei titoli più importanti della WWE. Cody Rhodes contro Gunther è stata una guerra fisica, senza respiro, con due uomini che si sono colpiti come se non ci fosse un domani. Il Ring General ha avuto la mano destra sotto, forse oltre le corde, nell’ultimo schienamento, quello decisivo. L’arbitro ha comunque contato tre - una chiusura che farà discutere a lungo e che promette un terzo capitolo. Gunther ha protestato a lungo pur accettando il verdetto. Pubblico diviso quasi a metà tra un wrestler che non comunica molto e che sembra avere pochissima chimica come l’austriaco, ma che l’Italia ha quasi adottato.
Rhodes conserva il titolo a fatica, ma Gunther non ha perso davvero, e lui lo sa. Il pubblico torinese, con i suoi cori ritmati, ha trasformato questo match in qualcosa di diverso da un normale incontro titolato. Lo ha reso epico. Voto 7.5
RHEA RIPLEY vs JADE CARGILL - per il WWE Women’s Championship
Rivincita di WrestleMania 42, e questa volta con più caos, più interferenze e più emozioni. Quando a due minuti e mezzo dalla fine Jade Cargill trova l’appoggio di sé B-Fab e Michin, Rhea Ripley stringe un’alleanza d’emergenza con Charlotte Flair per rimettere in parità i numeri. L’intervento provvidenziale di Charlotte - che avevamo incontrato pochi giorni prima proprio a Torino, nei giorni della vigilia - ha spostato gli equilibri nel momento chiave, e Ripley ha chiuso con la Riptide. “Mami” resta campionessa. La Flair ha fatto quello che sa fare: arrivare nel momento giusto e cambiare la storia. Il pubblico italiano le ha riservato l’accoglienza che meritava. Voto 7.5
BROCK LESNAR vs OBA FEMI
A WrestleMania 42, Oba Femi aveva scioccato il mondo sconfiggendo la Bestia e costringendola a un apparente ritiro - guanti, polsini e stivali lasciati sul ring, un’immagine che sembrava definitiva. Poi, il 18 maggio su Raw, Lesnar era tornato a sorpresa, attaccandolo e reclamando la sua rivincita proprio per la tappa italiana. Il risultato? Lesnar ha vinto. Ma Femi ha dimostrato di poter reggere l’urto anche contro una delle figure più leggendarie della storia della WWE. Uno scontro generazionale che ha tenuto l’Inalpi Arena con il fiato sospeso. La storia tra i due non è finita. Impressionante l’accoglienza del pubblico italiano per i due wrestler: pop di Oba pazzesco al suo ingresso ma alla fine l’impressione è che Lesnar a 50 anni suonati abbia seminato benissimo creando un personaggio di cui il wrestling evidentemente ha ancora estremo bisogno. Impressionante la raffica di F-5 che Lesnar ha messo a segno su un avversario sicuramente ridimensionato, quasi frastornato dalla feroce determinazione di The Beast. A fine serata c’è stata una vera e propria corsa del pubblico per conquistare la maglietta ricordo di Brock Lesnar che hanno eletto Torino a Suplex City. Il match più breve, ma forse anche quello più intenso. Voto 8
SOL RUCA vs BECKY LYNCH - per il WWE Women’s Intercontinental Championship
Il colpo di scena della serata, il momento che probabilmente nessuno aveva previsto. Sol Ruca - californiana, 25 anni, stella emergente di Raw arrivata a Torino dopo una passeggiata da dieci chilometri per la città perché “volevo immergermi in tutto questo” - ha battuto Becky Lynch, una delle leggende viventi della WWE, e ha conquistato il Women’s Intercontinental Championship. La Sol Snatcher ha messo fine al regno di Lynch in modo netto, preciso, senza discussioni. Il pubblico era in visibilio. Sol Ruca ha vinto il titolo più importante della sua carriera nell’arena di una città che non conosceva e di cui si era innamorata in poche ore. C’è qualcosa di cinematografico in questa storia, e l’Inalpi Arena lo ha capito prima di chiunque altro. A nostro avviso la cosa migliore in assoluto della serata vista sul ring. Voto 8.5
ROMAN REIGNS vs JACOB FATU — Tribal Combat per il WWE World Heavyweight Championship
Il main event più atteso, la guerra familiare che teneva la WWE in sospeso da mesi. Roman Reigns contro Jacob Fatu non è stato un match: è stato un Tribal Combat, con le regole brutali che questo formato impone - tutto è permesso, le squalifiche non esistono. Una guerra di sangue tra cugini, con lo scettro di Tribal Chief in palio oltre al titolo. Reigns ha vinto, ha mantenuto il World Heavyweight Championship e ha confermato il suo status di Original Tribal Chief. Ma nel finale, con gli MFT capitanati da Solo Sikoa che scendevano a bordo ring, è emerso chiaramente che la storia non è chiusa. Roman Reigns ha qualche affare in sospeso, e il prossimo Premium Live Event - Night of Champions - si preannuncia come un altro capitolo esplosivo. Fatu non era nelle sue migliori condizioni dopo una brutta botta a una caviglia che lo ha costretto a cautela e diversa terapia. Ma il pubblico che non lo sapeva non se ne è certamente accordo. Voto 8
IL PUBBLICO di CLASH IN ITALY — VOTO 9
12.614 persone che hanno trasformato l’Inalpi Arena in qualcosa di diverso da una normale arena di wrestling. I cori ritmati, la partecipazione totale, l’energia che si sentiva anche attraverso lo schermo di Netflix: il pubblico italiano ha dimostrato di meritare questo evento e di meritarne altri. Passionale, competente, rumoroso nel modo giusto. Si sono viste meno intemperanze rispetto al passato: meno slanci incontenibili che qualche anno fa facevano dire ai dirigenti della WWE che l’Italia era ‘calda ma troppo indisciplinata’. Purtroppo anche tanti curiosi, che potevano esserci, a causa dei prezzi alti: ma solo per un selfie, qualche foto e il tag #iocero Molti fan sono rimasti fuori anche solo per godersi la vicinanza dello show. Ed è stata la cosa più triste.
Stamattina Triple H - Paul Levesque, Chief Content Officer della WWE, l’uomo che oggi la WWE la disegna e costruisce - ha pubblicato su Instagram la foto dell’Inalpi Arena gremita con una didascalia che vale più di qualsiasi comunicato ufficiale: “This is the sight of 12,614 excited WWE fans in Turin. Nothing is better than a SOLD OUT and LOUD crowd. Grazie Mille Italy!”.
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Le pagelle di Monday Night Raw
Il giorno dopo Clash in Italy, quasi lo stesso pubblico, la stessa arena, la stessa voglia che lo show non finisse mai. La WWE non è ripartita per l’America: è rimasta qui, ha riacceso le luci e ha messo in scena una edizione di Monday Night Raw che doveva gestire le conseguenze dello show del giorno prima e delineare il percorso. L’ha fatto con qualche segmento troppo lungo, anche per via di un pubblico incontenibile, spettacolo nello spettacolo, e un main event da Premium Live Event. La sintesi è questa: Torino ha retto anche il giorno dopo. E non era scontato.
IL BLOODLINE APRE LO SHOW
Roman Reigns con i suoi fratelli Uso attende sul ring Jacob Fatu che deve finalmente inginocchiarsi e riconoscere in lui l’unico il Tribal Chief: il segmento di apertura era narrativamente necessario, ma si è trascinato per tredici minuti prima che Reigns aprisse bocca. Il pubblico torinese ha cantato e aspettato con pazienza prendendosi la scena: persino un professionista consumato come Reigns è sembrato davvero sorpreso del calore del pubblico italiano, enormemente più accogliente di una platea americana ormai abituata a show anche più complessi e articolati. Qualche difficoltà del pubblico nella comprensione dei segmenti parlati.
Fatu si è inginocchiato, ha stretto la mano, con la faccia di chi però non ha dimenticato niente lasciando il ring per ultimo dietro l’Original Tribal Chief. La sua maglietta ‘Acknowledge Me’ - claim ormai consolidato e titolo della sua entry music cantata a squarciagola dalla folla - è andata a ruba. Una storia familiare che prosegue. Dopo Jay Uso anche Jacob è costretto ad assoggettarsi al capo. La storia riparte da qui. Voto 7
OBA FEMI vs CARMELO HAYES, SOLO SIKOA, PENTA - King of the Ring Qualifier
Il modo migliore per rispondere a una sconfitta: entrare nel ring il giorno dopo e distruggere tutto e tutti. Oba Femi, che sembrava molto dolorante al braccio sinistro, ha di fatto dominato il Fatal 4-Way che offriva il primo spot nel tabellone di King Of The Ring con una ferocia che sembrava pensata apposta per cancellare il ricordo della sconfitta con Lesnar del giorno prima.
Tutta la prima metà del match è stata un monologo fisico del nigeriano, con Hayes, Sikoa e Penta che cercavano di fermarlo a volte anche in tre, tutti insieme, senza riuscirci. La seconda metà si è aperta e ha regalato momenti più competitivi, ma quando Femi è tornato a dominare la conclusione era già scritta. Avanza nel torneo, e lo fa nel modo più convincente possibile. Il pubblico torinese lo ha capito e ha risposto di conseguenza salutandolo da trionfatore. Voto 7.5
SOL RUCA: LA PRIMA INTERVISTA DA CAMPIONESSA
Cathy Kelley sul ring e Sol Ruca con la sua cintura intercontinentale per la prima volta. Il pubblico le ha dedicato un coro di “You deserve it” che le ha quasi tolto la voce. Non è stata la promo più brillante della sua carriera - l’emozione si sentiva, la costruzione narrativa è ancora un po’ acerba - ma era il momento giusto per farla parlare senza interruzioni, e la WWE ha avuto la saggezza di non mandare nessuno a rovinare la scena. Ha ringraziato i fan, ha salutato l’Italia, ha detto “da oggi sono italiana anche io”. Voto 6.5
REY MYSTERIO e DRAGON LEE vs RUSEV e ETHAN PAGE
Non era il match più complicato della serata, ma aveva una cosa che i match complicati spesso non hanno: Rey Mysterio. L’ingresso della leggenda ha mandato in delirio un pubblico che lo aspettava da tutta la vita, o almeno da tutta la serata. Dragon Lee ha tenuto banco nella prima metà, con Rey Mysterio 51 anni e una gran quantità di cicatrici per infortuni e operazioni (“sono quelli i miei veri tatuaggi” ci ha detto salutandoci prima dello show) ha lasciato il lavoro sporco al compagno prima di prendersi la scena.
Page e Rusev hanno fatto il loro lavoro di heels senza strafare, e quando Mysterio ha finalmente messo piede sul ring la 619 era l’unica cosa che contava e che la gente aspettava. L’ha confezionata su Page andando a chiudere. Non era calcio, era wrestling nel suo significato più puro: dare alla gente quello che vuole vedere nel momento esatto in cui lo vuole vedere. Voto 6.5
IYO SKY vs GIULIA, ROXANNE PEREZ, LASH LEGEND - Queen of the Ring Qualifier
Il match femminile più equilibrato e imprevedibile dei due giorni torinesi. Tutte e quattro le partecipanti sembravano poter vincere, il che è il complimento più alto che si possa fare a un Fatal 4-Way. Giulia, mezza italiana, ha ricevuto un’accoglienza che si è trasformata in una spinta emotiva visibile sul ring. Ha cambiato look, ha cambiato stile, e il pubblico ha notato entrambe le cose. La finale con Iyo Sky è stata la parte migliore del match, con la giapponese che ha prevalso in modo convincente. Sky avanza, Giulia ha vinto comunque qualcosa — un pubblico che non la dimenticherà presto. Voto 7.5
SETH ROLLINS vs BRON BREAKKER - Main Event
Il main event di un Raw che ne aveva bisogno. Rollins contro Breakker è stato il match più bello dei due giorni torinesi sul piano tecnico puro: equilibrato, feroce, con entrambi che hanno calcato il palcoscenico come se fosse una finale di WrestleMania. Il pubblico ha cantato la sigla di Rollins come un inno da stadio - il momento più bello del Raw, forse dei due giorni - e non ha mai smesso di essere presente. Breakker ha effettuato una spearato su Paul Heyman sfondando le barricate per sbaglio, Rollins ha capitalizzato e ha vinto. Poi si è arrampicato sulle scale dell’arena per festeggiare in mezzo alla gente, con gli addetti alla sicurezza che quasi svenivano e il pubblico che circondava la superstar in un finale non scritto. Il match più bello di questi due giorni, vecchio stile e di grande intensità. Voto 9
IL PUBBLICO - VOTO 9
Anche il giorno dopo, anche con meno adrenalina da primo PLE italiano della storia, anche con un programma meno esplosivo del Clash in Italy. Il pubblico torinese non ha mollato per un secondo. Ha cantato, ha scandito, ha accolto ogni ingresso come se fosse il primo. Rollins, Mysterio, Femi, Giulia: ognuno ha avuto il suo momento e ognuno lo ha ricevuto come meritava. Due giorni, ventimila presenze, zero cali di tensione sugli spalti. L’Italia ha dimostrato di meritare la WWE. Ora tocca alla WWE non smettere di tornare.
L’ORGANIZZAZIONE LOCALE - VOTO 4
L’unica nota stonata di due serata davvero intimenticabili. Le code all’ingresso, soprattutto domenica, sono state lunghe, mal gestite, con migliaia di persone ferme fuori dall’arena in coda al sole e al caldo per ore: tutto troppo lento, troppo lungo, pochi i cancelli aperti, personale disinformato anche sulla dislocazione dei servizi all’interno. I costi dei biglietti non giustificano solo la qualità dello show, eccellente, ma anche i servizi che per altro il pubblico paga con prevendite e i cosiddetti ‘diritti’, parola che più inadeguata non si può.
E poi i prezzi dei bar, che ci diranno in linea con quelli dello show. Ma un panino è un panino. Una coca anche calda – niente ghiaccio e frighi vuoti dopo nemmeno un’ora - è una coca. La differenza la faceva proprio lo spettacolo. E allora due conti: due panini e due Coca Cola 24 euro. E garantiamo che sono state la cosa peggiore dello show su cui pesa una fiscalizzazione mostruosa, tra le più alte in Europa. Il pubblico paga e sta zitto: ma questo non sempre è giusto e nemmeno legittimo. Il parcheggio, non custodito ma regolare - strisce blu sulla strada - 20 euro.
Uno show indimenticabile si paga, magari una sola volta nella vita. Ma le necessità dei molti non possono diventare una presa in giro. Qui la WWE non c’entra, come non c’entra Netflix. Questa cosa sta diventando inaccettabile a tutti i livelli: concerti, teatri e stadi. Prevendite, diritti di segreteria anche quando il biglietto te lo stampi a casa. Le tasse…
Il tour prosegue: SmackDown a Bologna (5 giugno) | Show a Roma (PalaEur 6 giugno) | Show a Firenze (MandelaForum 7 giugno) | Tutto su Netflix
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Clash in Italy e Monday Night Raw a Torino: il pagellone di Stefano Benzi
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